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Ossessione Mussolini, ode a Re Sergio. Il Primo maggio è un rito spompato
Piero Pelù (Ansa)
Il Concertone ormai è una parodia di sé stesso: antifascismo un tanto al chilo, Che Guevara e baci omosex. Nessuno ha colto l’occasione per una domandina a Mattarella sulla grazia alla «terza M»: Nicole Minetti.

«Questa è una festa, dobbiamo ballare». Filippo Uttinacci detto Fulminacci avrebbe pure ragione ma con quella desinenza sospetta da Farinacci non se lo fila nessuno. Per due motivi: al rave da Rsa del 1º maggio la musica è un optional (sennò un vecchio arnese come Piero Pelù verrebbe utilizzato per accordare le chitarre), in più il cantautore romano non ha colto il tema dominante del Concertone, un originale e sfavillante Benito Mussolini. Ottantuno anni dopo il duce rimane l’unico collante, eterna ossessione della sinistra gruppettara riunita a san Giovanni in Laterano per contare le rughe e sentirsi ripetere vecchi slogan di un mondo fake tutto suo.

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Alla pg Nanni il compito di salvar la faccia alla giustizia
Francesca Nanni (Ansa)
Dalla possibile revisione del processo Stasi alle nuove indagini sulla vita della Minetti. Francesca Nanni, la Pg di Milano, gestirà i fascicoli più chiacchierati. In passato salvò Zuncheddu.

Ama la serenità bucolica dell’orto ma le patate bollenti finite sulla sua scrivania non le ha coltivate lei. Francesca Nanni, 66 anni, procuratore generale (preferisce il maschile anche se è la prima donna a ricoprire il ruolo a Milano) si è ritrovata davanti i due tuberi più esplosivi dell’anno, mediaticamente del decennio. Stiamo parlando della grazia concessa a Nicole Minetti e del delitto di Garlasco. Si sa quanto il processo mediatico solletichi la vanità dei pm d’assalto ma lei non lo è, tutt’altro.

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«Merito suo», «Ma lui che c’entra?». L’incredibile giravolta in 14 giorni
Sergio Mattarella (Ansa)
Pur di proteggere sempre e comunque Re Sergio, i giornali sono passati dal lodare la lungimiranza del Colle nel dare la grazia a fingere che la prima carica dello Stato non abbia alcuna responsabilità sulla scelta.

È notorio che la grazia è per sua natura divina e ha percorsi celesti che non lambiscono il Quirinale. Metabolizzato il postulato, gli evangelisti di redazione non hanno dubbi: «Sul caso Minetti giù le mani da Sergio Mattarella».

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