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Il Pd ha le visioni: «Quell’angelo è la Meloni»
Due immagini del cherubino raffigurato in un affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina (Ansa)
Allarme antifascista al Nazareno per un cherubino restaurato in San Lorenzo in Lucina: «Somiglia troppo al premier, Giuli intervenga». L’interessata scherza: «Non sono io». Il rettore: «Niente politica e quelle comunque sono anime del Purgatorio».

«Tutto scorre, anche il migliore dei single malt», parola di Manlio Scopigno che non era un critico d’arte ma un allenatore filosofo. Nel dibattito della sinistra artistica, che l’altra sera deve avere fatto tardi in terrazza, tutto scorre verso un affresco che giganteggia in una cappella della basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma: un angelo che tiene in mano una pergamena dell’Italia avrebbe il volto di Giorgia Meloni. Scatta immediatamente l’allarme di pennello democratico.

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La sinistra già si prepara a sfasciare le città mentre il mondo ci guarda
Torino messa a ferro e fuoco dai militanti violenti di Askatasuna durante il corteo dello scorso 20 dicembre (Ansa)
A Milano surreale manifestazione anti Ice, a Torino Askatasuna pronta alla guerra. Arrivano le Olimpiadi e il circo rosso, con le sue coperture istituzionali, si attiva.

Holiday on Ice. Traballando sui pattini, la sinistra gruppettara si appresta a salutare le Olimpiadi italiane con il consueto spirito istituzionale e proattivo, animata dalla volontà di collaborare all’immagine positiva dell’Italia nel mondo. Programma: cortei, occupazioni, incendi, agguati, lacrimogeni, scioperi a sorpresa. Oggi a Milano e Torino vanno in scena le prove generali con due nobili motivazioni: impedire che Barney, Fred e John (i 3, diconsi tre, ufficiali dell’Ice, l’agenzia federale Usa) mettano piede in città e partecipare al gioco dello «sfascio libero» di Askatasuna.

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Non ci sono più bimbi e ai pochi rimasti appioppano la multa perché schiamazzano
(IStock)
A Palermo oratorio condannato a risarcire con 45.000 euro il vicinato. In Francia divieto di salire sul treno per i piccini.

Il silenzio degli innocenti. È la pretesa del tribunale del capoluogo siciliano, che ha condannato una parrocchia a un risarcimento fuori scala per gli schiamazzi e i canti dei bambini dell’oratorio, ritenuti fastidiosi dagli inquilini un condominio adiacente. La sentenza che ordina imperiosamente di tacere a un’intera comunità è accompagnata da 45.000 euro di risarcimento che i sacerdoti di Santa Teresa del Bambin Gesù dovranno sborsare al più presto come punizione per aver «fatto perdere valore» alle case del vicinato mentre lasciavano correre, cantare e giocare a pallone piccoli e adolescenti.

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