
Per risalire all’ultimo reale inglese arrestato bisogna andare indietro di oltre tre secoli, fino a re Carlo I, imprigionato nel 1647 durante la guerra civile inglese e decapitato due anni dopo. Con la differenza, però, che questa volta non si tratta di un sovrano (bensì del fratello) e che la famiglia reale non è - almeno pubblicamente - ostile alla decisione. Ieri mattina, nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, Andrea Mountbatten-Windsor è stato arrestato nell’ambito di un’indagine per reati riconducibili al nostro abuso d’ufficio. Dagli Epstein files emerge che l’ex principe avrebbe condiviso documenti riservati all’amico Jeffrey Epstein mentre svolgeva l’incarico di inviato commerciale del Regno Unito in Cina, tra il 2010 e il 2011. Le accuse sono simili a quelle mosse all’ex ambasciatore Peter Mandelson, eminenza grigia del New Labour, ma qui si tocca il cuore pulsante del Paese, la dinastia regnante. Il terzogenito (e figlio prediletto) della regina Elisabetta era già caduto in disgrazia per presunti abusi sessuali a danno di una ragazza minorenne, Virginia Giuffrè, avvenuti nel 2001. La vicenda non risulta contemplata nell’attuale inchiesta, ma nulla impedisce che nel corso delle indagini possano emergere nuovi elementi.
L’operazione è scattata intorno alle 8 ora locale di ieri mattina, quando sei auto con a bordo agenti in borghese dei reparti speciali della polizia britannica si sono recati a Wood Farm, residenza nella tenuta di Sandringham, nel Norfolk (Contea a Est dell’Inghilterra), dove l’ex principe si è ritirato dopo essere stato privato dei titoli reali lo scorso 30 ottobre. Andrea è stato prelevato senza opporre resistenza, la detenzione è durata circa 12 ore e in serata, dopo il lungo interrogatorio, è stato rilasciato. L’arresto ha consentito alle autorità di eseguire perquisizioni simultanee a Wood Farm e presso la sua ex residenza, la Royal Lodge. Per la giustizia inglese, il reato di misconduct in public office (cattiva condotta nell'esercizio di funzione pubblica) prevede quattro elementi: l’aver effettivamente ricoperto una carica pubblica e l’aver agito in tale veste; la volontarietà e la consapevolezza dell’atto contrario al proprio dovere; l’azione deve essere talmente grave da costituire un «abuso della pubblica fiducia»; deve essere stata eseguita senza una ragionevole scusa o giustificazione. Secondo il Daily Mail, tale reato può prevedere anche l’ergastolo.
Non è ancora chiaro, al momento, per quale motivo la Thames Valley Police abbia ritenuto necessario l’arresto. Secondo la legge britannica, tale misura cautelare necessita di motivi ragionevoli tra cui: accertare in modo definitivo l’identità, impedire che l’imputato faccia del male a sé o ad altri, garantire un’indagine efficace (come evitare l’inquinamento probatorio o l’intimidazione dei testimoni) e il pericolo di fuga. L’arresto permette alla polizia di trattenere la persona per un massimo iniziale di 24 ore. Se occorre tempo aggiuntivo, gli inquirenti devono richiedere un’estensione prima a un sovrintendente (superintendent) e, per periodi più lunghi (fino a 36 o 96 ore in casi gravi), a un magistrato. Dall’altra parte, l’arrestato ha diritto a consultarsi con un avvocato, a essere informato dei motivi del fermo e a non rispondere alle domande. Informazioni precise sugli elementi in mano agli investigatori, però, non sono state diffuse.
Di noto ci sono le nuove email desecretate e le accuse rivolte in passato contro l’ex principe. Nel 2011, Virginia Giuffrè raccontò per la prima volta al Daily Mail di essere stata da lui abusata tre volte, una a Londra nel 2001, quando aveva appena 17 anni, e le altre a New York e sull’isola di Little St. James. Nel 2022, l’ex principe patteggiò versando alla donna 12 milioni di sterline, pur avendo ufficialmente sempre negato le accuse. L’anno scorso, Virginia è morta in Australia, ufficialmente per suicidio, ma a commentare la vicenda ci ha pensato la famiglia: «A nome di nostra sorella, esprimiamo la nostra gratitudine alla polizia [...] del Regno Unito per le indagini e l'arresto di Andrew Mountbatten-Windsor. Non è mai stato un principe. Per tutte le sopravvissute nel mondo, Virginia ha fatto questo per voi». Gli ultimi Epstein files hanno ulteriormente aggravato la posizione del reale, perché si è scoperto che Andrea, durante il suo mandato come inviato speciale del Regno Unito per il commercio internazionale e gli investimenti, avrebbe condiviso con quest’ultimo materiale riservato .
Ieri, dopo l’arresto, Gordon Brown ha consegnato a diverse forze di polizia del Regno Unito, inclusa Scotland Yard, «un memorandum di cinque pagine» in cui fornisce ulteriori informazioni sulla rete di sfruttamento della prostituzione internazionale messa in piedi a suo tempo da Epstein. L’ex premier laburista nei giorni scorsi aveva già rivelato alle autorità dei 90 voli del cosiddetto Lolita Express, il jet privato del faccendiere, atterrati nel Regno Unito con a bordo giovani donne provenienti da tutto il mondo.
«La legge deve fare il suo corso», ha affermato il sovrano Carlo III in una dichiarazione pubblica. «Quello che seguirà ora è il pieno, equo e corretto processo con cui questa questione verrà investigata nel modo appropriato e dalle autorità competenti», recita il testo. «In questo, come ho già detto in precedenza, essi hanno il nostro pieno e totale sostegno e collaborazione». William e Kate hanno dato pieno sostegno alle parole del Re, il quale ieri non ha modificato la sua agenda pubblica nonostante l’accaduto, ma si è rifiutato di rispondere alle domande sul tema. Secondo la Bbc, né il Re né Buckingham Palace sarebbero stati avvisati in anticipo dell’arresto.






