cronaca

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Scandicci, donna decapitata col machete. Sospettato un nordafricano
Il cadavere di una donna è stato scoperto nell'ex area Cnr a Scandicci (Ansa)
Trovato a Scandicci il cadavere di una tedesca di 44 anni con il corpo smembrato. Sospettato uno straniero che è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Le telecamere collocano l’uomo nella zona in orari compatibili col delitto.

Sospettato un nordafricano per l’omicidio di una 44enne tedesca decapitata a Scandicci, vicino a Firenze. Le telecamere collocherebbero l’uomo nella zona in orari compatibili col delitto.

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Gli antifa riducono in fin di vita un giovane
Una manifestazione contro il collettivo «Némésis». A destra, due immagini dell'aggressione di Lione (Ansa)
A Lione un ragazzo di 23 anni, che faceva parte del servizio di sicurezza del collettivo femminista di destra «Nemesis», è stato aggredito da un gruppo di antagonisti. Tra loro, forse, anche il collaboratore di un deputato di estrema sinistra.

Alla fine potrebbe scapparci il morto. Si chiama Quentin il giovane attivista identitario francese pestato a morte da un branco di militanti antifascisti. Quentin ha 23 anni, è uno studente di matematica e la sua unica «colpa» è stata quella di aver voluto proteggere sei ragazze di Némésis, il collettivo femminile delle giovani identitarie francesi che difendono i diritti delle donne contro i soprusi degli immigrati (e il silenzio dei media). Negli ultimi tempi, peraltro, Némésis ha iniziato a spopolare sui social, con azioni e video che sono diventati virali.

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Picchia e strangola ragazza che lo rifiuta. Arrestato ex pugile
Il luogo del ritrovamento del corpo di Zoe Trinchero (nel riquadro) a Nizza Monferrato (Ansa)
Ventenne colpisce e getta in un canale Zoe Trinchero, 17 anni. Incolpa un tunisino che rischia il linciaggio, poi crolla in caserma.

Il primo pensiero va alla sua giovane vita spezzata: si chiamava Zoe Trinchero, aveva 17 anni, è stata picchiata, strangolata e buttata in un torrente di Nizza Monferrato, da Alex Giuseppe Manna, 20 anni, reo confesso, che forse voleva allacciare con lei una relazione e che probabilmente è stato respinto. Il secondo va al tentativo di linciaggio subito da un altro ventenne, un tunisino residente a Nizza, additato, in un primo momento, dall’omicida come colpevole, ben noto in paese perché - da tempo e indisturbato - «va in giro a fare casini». In pochi minuti una folla si raduna sotto casa dell’africano e solo l’intervento dei militari ha evitato che si consumasse un linciaggio a mani nude di un (in questo caso) innocente.

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Bicipiti, lame e ’ndrangheta. I media hanno trasformato l’uomo rapinato in un mostro
Jonathan Rivolta (Ansa)
Dopo il furto finito in tragedia nel Varesotto, la famiglia Rivolta teme ritorsioni. Intanto molti giornali sputano veleno sul padrone di casa, alimentando tensione.

Jonathan non è «un trentenne». O, meglio, lo è, ma non di quelli che hanno il privilegio di finire nei titoli di cronaca menzionati solo per l’età o per il segno zodiacale, sennò la Carta di Roma piange. Jonathan Rivolta è italiano, dunque nei titoli ci finisce con il nome completo e i dettagli sulla sua passione per la boxe: chiamatelo «privilegio bianco».

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Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni detenuto in Venezuela da 423 giorni è stato liberato insieme all'imprenditore torinese Mario Burlò. Il premier Meloni ha ringraziato la presidente Rodriguez per la collaborazione.

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