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Macron vola in Africa per provare a recuperare l’influenza perduta
Emmanuel Macron (Ansa)
Nel vertice in Kenya il presidente evoca partnership paritarie, copiando il Piano Mattei.

Il primo vertice fra Francia ed Africa in una nazione angolofona fa parte della strategia di Emmanuel Macron per recuperare influenza dopo il crollo della cosiddetta Francafrique, il dominio neocoloniale di Parigi nelle sue ex colonie.

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Sforare il 3% da soli è possibile. Evitiamo la trappola tesa da Macron
Emmanuel Macron (Ansa)
È prevista una deviazione temporanea fino a 30 miliardi, serve ok da Bruxelles. La Francia vuole «allungare» gli eurodebiti...

In queste giornate di affannato e teso confronto con la Commissione a proposito di una deroga al Patto di stabilità, per mitigare l’impatto della crisi dei prezzi energetici, si sente parlare di un «piano B» che invece dovrebbe essere il Piano «A». Entrambi i piani si riferiscono alla clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità (Psc) che però, dopo la riforma del 2024, non è più soltanto quella «generale», già applicata nel 2020 per la crisi economica causata dal lockdown, ma quella «nazionale», che è l’unica grande novità del Patto riformato.

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Bolloré lancia il think tank cristiano e anti Macron: «Meno immigrati e aborti»
Vincent Bolloré (Ansa)
Il magnate si muove in vista delle elezioni del 2027. L’obiettivo: promuovere un’agenda conservatrice su natalità, confini e conti. Una figura così servirebbe anche in Italia.

L’industriale francese Vincent Bolloré, patron di grandi gruppi come Canal+, Universal Music Group o ancora Vivendi, è finito sulla graticola mainstream d’Oltralpe per aver fondato un think tank di destra e «troppo» cristiano. Il suo nome: «Institut de l’Espérance». Tradotto in italiano: Istituto della Speranza.

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Caro Macron, pacifista a suon di atomiche
Emmanuel Macron (Ansa)

Caro Emmanuel Macron, caro presidente della Francia, le scrivo questa cartolina per ringraziarla della sua visita in Vaticano. Soprattutto per aver concordato pienamente con le parole del Papa che dice che «chi bombarda non può essere cristiano».

Lei ha condiviso tutto, fino all’ultima virgola, e ha detto che «la pace è un dovere», aggiungendo che la Francia sta cristianamente lavorando per quello. Adesso finalmente abbiamo capito perché, solo poche settimane fa, a inizio marzo, lei ha annunciato l’aumento delle testate nucleari del suo Paese: servono per dire la messa. In nome del padre, del figlio e dello spirito grandeur. Andate e moltiplicate le bombe atomiche.

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Macron riesce a navigare a Hormuz col passaggio dei russi e dei cinesi
Emmanuel Macron (Ansa)
All’Onu, la Francia si schiera con Mosca e Pechino contro l’uso della forza nello Stretto e subito una sua nave, la prima europea, transita in quelle acque. Via libera pure a una metaniera nipponica. Teheran sfida Roma.

Abracadabra: mentre Parigi, all’Onu, si schierava con Pechino e Mosca contro l’uso della forza a Hormuz, una sua nave riusciva ad attraversare lo Stretto. L’imbarcazione scampata al fuoco iraniano è la Kribi, una portacontainer battente bandiera maltese, ma appartenente al gruppo armatoriale transalpino Cma Cgm. Giovedì ha comunicato alle autorità sciite di avere, appunto, un proprietario francese.

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