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Lo zar sgancia l’Oreshnik, solidarietà di Meloni
I bombardamenti su Kiev, 24 maggio 2026 (Ansa)
Rappresaglia russa, sull’Ucraina il super missile in grado di portare testate nucleari.

Nella notte tra sabato e domenica, una pioggia di droni russi ha illuminato i cieli ucraini trasformandoli in un inferno di fuoco. Seicento droni e 90 missili (tra cui almeno uno ipersonico, l’Oreshnik) che hanno provocato quattro morti e più di 80 feriti. I violenti bombardamenti hanno colpito anche un complesso residenziale dove abita l’ambasciatore dell’Albania in Ucraina, Ernal Filo. Il ministero della Difesa russo ha spiegato di non aver «pianificato né effettuato attacchi contro infrastrutture civili in Ucraina»: gli obiettivi sarebbero stati «infrastrutture militari e altri posti di comando delle forze armate ucraine».

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Ciriani dà una scossa sui reattori: «Nucleare, referendum inevitabile»
Luca Ciriani (Ansa)
Il ministro al Festival dell’economia: «Chiusura frettolosa, puntiamo ad avviare centrali di ultima generazione». E sulla riforma elettorale: «Serve maggioranza certa ma che non elegga da sola il presidente della Repubblica».

Nonostante quello che dicono le opposizioni, la maggioranza non sembra affatto aver paura di parlare ancora di referendum. Anzi. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in occasione del Festival dell’economia di Trento, ha spiegato che «inevitabilmente» ci sarà un referendum sul nucleare in Italia.

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L’Ue approva la «direttiva vittime». Ma Zan crede sia passato il suo ddl
Alessandro Zan (Ansa)
La replica di Lega e Carlo Fidanza (Fdi): «Scambia l’assistenza alle parti lese con il Codice penale».

Manie di protagonismo, così si possono inquadrare le dichiarazioni di Alessandro Zan, europarlamentare del Pd, che ha commentato così l’approvazione della direttiva Ue sulle vittime: «Si rafforza finalmente la protezione per chi subisce reati come stalking, violenza, abusi sessuali, reati d’odio. Persone troppo spesso lasciate sole e troppo spesso costrette a percorsi di giustizia complicati e dolorosi. Da oggi cambia il paradigma: denunciare sarà più semplice, le vittime avranno maggiori tutele durante il processo e potranno accedere a servizi di supporto medico, psicologico e legale. Nella legge c’è anche un pezzo del ddl Zan, affossato nel 2021 in Senato tra applausi indecenti della destra. Nel 2021 avevamo detto che la nostra battaglia non si sarebbe fermata e così è stato».

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