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Milano, i poliziotti rispondono al pm

Milano, i poliziotti rispondono al pm
Polizia di Stato e divisione scientifica in via Cassinis, per i rilievi dopo la sparatoria del 26 gennaio (Ansa)
Per la morte del pusher magrebino, sentiti ieri gli uomini accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso. Si rafforza l’ipotesi di omicidio volontario per chi ha sparato.

L’inchiesta sulla morte del pusher marocchino Abderrahim Mansouri ruota attorno a due snodi decisivi che, insieme, stanno orientando il lavoro della Procura di Milano: se il ventottenne avesse o meno una pistola in mano al momento dello sparo e che cosa sia accaduto nei minuti immediatamente successivi, prima dell’arrivo dei soccorsi. È su questo doppio binario, la dinamica dell’istante fatale e la gestione del «dopo», che si sta sviluppando l’estensione dell’indagine agli altri quattro poliziotti presenti nel boschetto di Rogoredo la sera del 26 gennaio: sono accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso.

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Il premier: «Bene Mattarella, che invita il Csm a restare estraneo alle diatribe». Nordio: «Nessun intento punitivo». Intanto un rilevamento per «Dritto e rovescio» dimostra che la rimonta del No è una fantasia.

«Ho trovato le parole del presidente della Repubblica giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente dice che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica». Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

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Scandicci, donna decapitata col machete. Sospettato un nordafricano
Il cadavere di una donna è stato scoperto nell'ex area Cnr a Scandicci (Ansa)
Trovato a Scandicci il cadavere di una tedesca di 44 anni con il corpo smembrato. Sospettato uno straniero che è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Le telecamere collocano l’uomo nella zona in orari compatibili col delitto.

Sospettato un nordafricano per l’omicidio di una 44enne tedesca decapitata a Scandicci, vicino a Firenze. Le telecamere collocherebbero l’uomo nella zona in orari compatibili col delitto.

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Macron la fa fuori dal bidet: «Meloni pensi a casa sua». Proprio lui...
Emmanuel Macron (Ansa)
Il cordoglio del premier per Quentin Deranque, ucciso dagli antifa, stizzisce le président: «Pensate a casa vostra». Cioè, quella su cui i suoi ministri volevano «vigilare» e che definivano «vomitevole»? Peccato che i picchiatori transalpini sconfinino abitualmente da noi.

No, dai: non può essere lui. Davvero ha intimato a Giorgia Meloni di «non commentare fatti che avvengono in altri Paesi»? Macron? Il presunto Napoleone che, pur di non affrontare i disastri in casa propria, non fa altro che ficcare il naso in quelle altrui? Dagli Usa alla Groenlandia, dall’Ucraina a Gaza, dall’India alla Cina è tutto un interventismo macroniano. Epperò, improvvisamente, ecco che Emmanuel scopre il riserbo, il colpo di reni sovranista: «Lasciate che tutti restino a casa e le pecore saranno ben custodite», è la spiritosaggine dietro la quale il presidente francese prova vanamente a celare la stizza.

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Cuore bruciato, si passa alle cure per alleviare le sofferenze. Il legale: «Non è eutanasia»
Ansa

Da oggi il bimbo sarà sottoposto a un nuovo percorso terapeutico che prevede l'alleviamento delle sofferenze. Ad annunciarlo, ieri sera in diretta tv alla trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4, è stato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi: «Ci tengo a precisare, non è eutanasia, ma per evitare l'accanimento terapeutico, questa procedura è volta a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione soltanto all'alleviamento delle sofferenze».

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