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Rogoredo, l’agente chiede perdono
Nel riquadro la lettera scritta da Carmelo Cinturrino (Ansa)
Cinturrino scrive una lettera: «Mansouri doveva essere dentro, non morto. Pagherò». I familiari replicano: «Uccidere non è un errore». Trasferiti i quattro colleghi indagati.

Come per Carmelo Cinturrino, anche le loro versioni hanno retto qualche giorno. Poi hanno iniziato a incrinarsi, a sovrapporsi, a correggersi. Anche grazie alle testimonianze di chi frequenta il boschetto di Rogoredo, come l’afghano che, nascosto tra i cespugli, ha visto tutta la sequenza del controllo antidroga culminato nell’uccisione di Abderrahim Mansouri.

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Rogoredo usato per spingere il No a suon di balle
La Scientifica a Rogoredo sul luogo dell'omicidio (Ansa)

Carmelo Cinturrino non ha soltanto ucciso Abderrahim Mansouri, ma rischia di aver stecchito anche la riforma della giustizia varata dal governo Meloni. L’agente omicida di Milano, che per simulare la tesi della legittima difesa ha messo accanto alla vittima una pistola, si è infatti rapidamente tramutato in un’arma nelle mani dell’opposizione per sostenere il No al referendum.

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Cinturrino chiede scusa ai colleghi: «Ho sparato e sono finito nel panico»
Carmelo Cinturrino in ambulanza a Rogoredo (Ansa)
Il poliziotto parla al gip negando lo spaccio e il pizzo. Ma chi lavorava con lui spiega che i metodi spicci erano abituali. Sinistra impazzita: per la Cucchi «con questo clima il processo per Stefano non ci sarebbe stato».

Ha ammesso i suoi errori. Ha chiesto scusa. Ha detto di aver «perso la testa». Ma ha continuato a negare di aver gestito un giro di spaccio o chiesto il pizzo ai pusher del boschetto di Rogoredo. Davanti al gip Domenico Santoro, nel carcere di San Vittore, Carmelo Cinturrino ha risposto per due ore a tutte le domande. «Dovevo far rispettare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia», ha riferito il suo legale, Piero Porciani.

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Rogoredo, la Schlein sfrutta l’agente fermato per provare a disarmarli tutti
Nel riquadro Carmelo Cinturrino (Ansa)
  • Sparatoria di Rogoredo, Carmelo Cinturrino è accusato di omicidio volontario. E la leader dem ne approfitta: «Meloni e Salvini si scusino». Il premier: «Implacabili con chi sbaglia, non esiste alcuno scudo penale».
  • Decisive le testimonianze provenienti dall’inferno dei tossici. Un amico di Mansouri: «Era al telefono con me, disarmato». Il consulente della difesa rinuncia all’incarico.

Lo speciale contiene due articoli.

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Milano, i poliziotti rispondono al pm
Polizia di Stato e divisione scientifica in via Cassinis, per i rilievi dopo la sparatoria del 26 gennaio (Ansa)
Per la morte del pusher magrebino, sentiti ieri gli uomini accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso. Si rafforza l’ipotesi di omicidio volontario per chi ha sparato.

L’inchiesta sulla morte del pusher marocchino Abderrahim Mansouri ruota attorno a due snodi decisivi che, insieme, stanno orientando il lavoro della Procura di Milano: se il ventottenne avesse o meno una pistola in mano al momento dello sparo e che cosa sia accaduto nei minuti immediatamente successivi, prima dell’arrivo dei soccorsi. È su questo doppio binario, la dinamica dell’istante fatale e la gestione del «dopo», che si sta sviluppando l’estensione dell’indagine agli altri quattro poliziotti presenti nel boschetto di Rogoredo la sera del 26 gennaio: sono accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso.

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