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Il gruppo perde il 24% in una sola seduta e brucia 6 miliardi di capitalizzazione per i maxi oneri dovuti al cambio di strategia sul green. Lo stop ai dividendi è una brutta tegola anche per Jaki che negli ultimi anni con Exor aveva portato a casa 2 miliardi.

Il venerdì nero di Stellantis è tutto in due numeri: -24% in Borsa e 6 miliardi di euro bruciati in una sola seduta. Ma il fatto che l’indice generale di Piazza Affari abbia comunque chiuso invariato è il segno di quanto l’ex Fiat conti ormai poco in Italia. Ad affondare il titolo sono stati i conti del secondo semestre 2025, i costi straordinari per ripensare tutta la strategia sui motori elettrici, la sospensione del dividendo per il 2026 e la mancanza di un aumento di capitale, sostituito da un bond ibrido da 5 miliardi. La colpa? In gran parte degli errori strategici di Carlos Tavares, fanno capire i vertici del gruppo olandese, che pero è stato fatto fuori 15 mesi fa con una ricca buonuscita.

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Mentre avanza la frana a Niscemi la Schlein fa propaganda anti-Ponte
Elly Schlein (Ansa)
L’area a rischio si allarga e il Pd continua con il solito tormentone: spostate i fondi stanziati per l’opera che unirà Sicilia e Calabria sulla ricostruzione. Come se ci fosse un legame. Salvini: non se ne parla.

È vero che il bilancio dello Stato talvolta sembra fatto di vasi comunicanti, però non che se c’è da rifare un ospedale a Belluno, si prendono i fondi dalle Olimpiadi invernali di Cortina. Funziona così soltanto nei dibattiti da bar Sport. O nella propaganda al tempo di Elly Schlein, che si è accostata al problema della frana di Niscemi, avanzata minacciosamente anche ieri, con la stessa competenza dell’umarell che bercia ai cantieri con le mani dietro la schiena.

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Se piovono coltellate è colpa del governo. Gabanelli dà i numeri
Milena Gabanelli (Ansa)
«Il Corriere» scopre il disagio giovanile (ma si dimentica delle restrizioni Covid) e le violenze dei ragazzi immigrati.

Piovono coltellate, colpa del governo. Se i reati delle cosiddette baby gang sono in vistoso aumento nelle città più grandi, non è colpa né del disagio sociale, né della povertà materiale o di spirito e neppure dei genitori che non sanno educare la figliolanza. No, è tutta colpa dell’esecutivo. Almeno per il Corriere della Sera, che ieri titolava: «Baby gang in aumento. Dove sbaglia il governo. Dal 2019 raddoppiati i minori con i coltelli in tasca e le risse. Le presenze minorili in carcere cresciute del 40%».

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