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Il vero referendum è sulla Schlein

Il vero referendum è sulla Schlein
Elly Schlein (Imagoeconomica)
Conte, Landini ed Elly lanciano la campagna del No gridando al rischio autoritario. Ma il pericolo peggiore lo corre la capa del Pd: lei insegue il massimalismo per paura di M5s e Cgil, però nel partito crescono le voci per il Sì. E se passa la riforma arriva il conto.

La sinistra vuole usare il referendum sulla giustizia come una clava, nella speranza di riuscire ad abbattere Giorgia Meloni. È questa la ragione per cui Schlein e Conte, senza dimenticare Landini, alzano i toni. La segretaria del Pd ha preso spunto dalla morte dell’attivista pro migranti in Minnesota per dire che, quando un poeta viene ucciso dalla forza bruta dello Stato, serve un giudice indipendente (dimenticando che, a differenza che da noi, in America i giudici statali sono dipendenti, perché eletti dai cittadini, oppure, quelli federali, nominati dal presidente).

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 15 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 15 maggio con Carlo Cambi

Garlasco, l’archiviazione di Sempio è un mistero. Ecco tutto quello che non torna
L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti in una immagine di archivio (Ansa)
Il mistero dell’istanza per non mandare a processo il commesso, trovata al comando dei Carabinieri, apre nuovi interrogativi sul 2017.

Resta un mistero perché la bozza dell’istanza di archiviazione di Andrea Sempio del 2017, di cui per primo ha parlato questo giornale, sia uscita dalla Procura di Pavia e sia finita nel «fascicolo permanente» di Sempio redatto dal Nucleo informativo del Comando provinciale dell’Arma.

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Macché fine vita: tagliate le liste d’attesa
iStock
La Schlein si lamenta perché «6 milioni di cittadini non riescono a curarsi nella sanità pubblica». Invece di proporre soluzioni, specie nelle regioni a guida Pd, spinge per un presunto diritto non previsto nella Costituzione e che interessa qualche centinaio di persone.

«Ci sono 6 milioni di italiani che non riescono a curarsi nella sanità pubblica». Lo ha detto Elly Schlein nell’intervista di ieri al Corriere della Sera. E dopo aver giurato che, quando nel 2027 sarà eletta presidente del Consiglio, penserà lei a risolvere il problema, la segretaria del Pd si dedica al suicidio assistito. Non so se il disegno di legge patrocinato dal Partito democratico faccia parte di una qualche strategia per ridurre le liste d’attesa, sta di fatto che di proposte concrete della sinistra, per consentire a 6 milioni di italiani di curarsi con la sanità pubblica, al momento non se ne vedono. Mentre si vede benissimo che l’opposizione vuole far approvare una legge che estenda la possibilità di togliersi la vita con l’aiuto dello Stato. Al momento, approfittando di una sentenza della Corte costituzionale che ha creato un vuoto normativo, alcune Regioni già consentono di ricevere assistenza per suicidarsi. Ma la sinistra vorrebbe che questa pratica divenisse legge nazionale e che dunque tutte, senza alcun distinguo sulle condizioni del paziente, fossero obbligate a somministrare quella che un po’ ipocritamente qualcuno chiama «la dolce morte».

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L'ex pm Rinaudo: «Fine vita. Sul protocollo Bertolaso si è allargato troppo»
L'ex pm Antonio Rinaudo (Ansa)
L’ex pm di Torino Antonio Rinaudo commenta l’atto amministrativo, voluto dall’assessore lombardo Guido Bertolaso, che coinvolge il servizio sanitario nella morte medicalmente assistita: «È stato aggirato il voto del Consiglio regionale».

Clicca qui sotto per consultare per intero il protocollo «Bertolaso».

Protocollo Bertolaso.pdf


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