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I «buoni» tifano per gli espatri in Ruanda
Elly Schlein con Stefano Bonaccini durante la direzione nazionale del Pd del 23 giugno 2026 (Ansa)
Dopo aver strillato contro il modello Albania del governo, la sinistra deve fare i conti con la volontà europea di spedire gli irregolari in Paesi terzi. Alcuni Stati, tra cui le «venerate» Danimarca e Olanda, valutano i trasferimenti nel territorio africano o in Uzbekistan.

Sfidando ogni logica, secondo cui un percorso di riflessione dovrebbe condurre gradualmente dall’errore alla verità, la segretaria del Pd Elly Schlein, subito dopo la firma a Roma del protocollo Italia-Albania, si era dapprima pronunciata in forma dubitativa («sembra in aperta violazione con il diritto europeo», dichiarava a novembre 2023) per poi non avere più dubbi: «Questa procedura viola le leggi europee», sentenziava un anno dopo, a ottobre 2024.

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Scatta la sfida tra i labour per il post Starmer
Keir Starmer (Ansa)
Oltre ad Andy Burnham, due deputati valutano di correre. Ipotesi che posticiperebbe il cambio di guarda a settembre.

Sulla carta, gli scenari che si aprono nel Regno Unito - indicati da Keir Starmer, che ha rimesso l’incarico di primo ministro nelle mani di Re Carlo III - sono due. Il primo prevede l’incoronazione a premier, in tempi relativamente brevi (tre settimane) del neo parlamentare Andy Burnham, appartenente alla sinistra moderata (soft left) del partito Labour, che ha già incontrato il premier dimissionario per parlare molto probabilmente del passaggio di consegne.

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Finto cattolico e militante arcobaleno. Il delfino Burnham è ancora peggio
Andy Burnham (Ansa)
Si fa chiamare il «Re del Nord» e sogna di essere il primo capo di governo britannico fedele a Santa romana Chiesa. Anche se in realtà considera la fede meno cruciale del calcio. E per la destra è «Andy porte aperte».

In pochi anni hanno trasformato il Paese più liberale d’Europa in una nazione stremata da salari bassi, bollette alle stelle, una pressione fiscale ai massimi dal Dopoguerra, ondate migratorie incontrollate e il dramma delle famigerate grooming gang. Oggi, all’indomani delle attese dimissioni del primo ministro, Keir Starmer, i laburisti britannici intendono completare l’opera portando al governo Andy Burnham.

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