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«Stop», «Pause» e «Control». I tre movimenti mondiali in lotta contro l’IA senza freni
Un momento delle proteste di piazza registrate negli Usa contro l’IA (Getty Images)
  • Il primo rifiuta i limiti legali e adotta la disobbedienza civile per imporre un bando totale sull’algoritmo, considerato una minaccia per la civiltà. Il secondo ha posizioni più moderate, i militanti si definiscono «tecno-ottimisti» terrorizzati dall’assenza di controllo pubblico. L’ultimo si muove tra pubbliche relazioni e lobbismo. Politica e università sono i centri di questa mobilitazione laica. Realtà che viaggiano parallele ma non allineate all’allarme lanciato da papa Leone XIV. Intanto l’ultimo studio dice che i codici mettono a rischio 1 posto di lavoro su 4.
  • Alberto Giubilini, vicedirettore dei corsi d’insegnamento presso l’Istituto Uehiro di Oxford: «Questa tecnologia non minaccia la capacità di decidere, ci sono altri problemi legati alla perdita di creatività o all’uniformità di pensiero. Di certo non deresponsabilizza»..

Lo speciale contiene due articoli.

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A Roma «Frocinema» si fa coi soldi pubblici di Gualtieri (e Rocca)
Il curatore di Fr*cinema Pietro Turano. Nel riquadro, la locandina dell'edizione 2026 (Getty Images)
La rassegna per pellicole «queer», dal nome eloquente, ha preso 250.000 euro dal Comune e 300.000 dalla Regione.

Ha l’elegantissimo titolo di Vajassa (traduzione in napoletano del termine «serva») il cortometraggio vincitore, nella sezione «Finzione», della terza edizione del Fr*cinema (l’asterisco è d’ordinanza), il Festival del cinema queer di Roma, del quale colpevolmente si conosceva appena l’esistenza fino a oggi. Colpevolmente perché la manifestazione, a cura di Pietro Turano per Arcigay Roma, è un progetto della Fondazione Piccolo America, che ha ricevuto dal Comune di Roma guidato da Roberto Gualtieri (Pd) il generoso contributo di 250.000 euro, soldi dei contribuenti erogati dal Campidoglio senza gara d’appalto, come denunciò all’epoca Fratelli d’Italia.

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«All’uomo di Conte pagati 454.000 euro per verificare carte e stilare una lettera»
Giuseppe Conte e Luca Di Donna (Ansa)
  • Un manager di Adaltis spiega il lavoro dietro la maxi prebenda a Luca Di Donna. Giuseppe Conte: «Non troverete mai mie attività illecite».
  • La Cassazione bacchetta i giudici: un errore estendere l’imposizione a tutti i dipendenti delle strutture sanitarie. L’Ausl ora dovrà pagare all’amministrativo gli stipendi negati.

Lo speciale contiene due articoli

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