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Mps smentisce tutto ma il mercato crede all’uscita da Generali
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Il «Financial Times»: Siena cederà il 13,2% delle assicurazioni a Intesa o Unicredit e sposerà Bpm. La Borsa: su Trieste e Banco.
Nel gran teatro della finanza va in scena l’ennesima puntata del risiko: Montepaschi vende Generali per comprare Banco Bpm. Forse sì, forse no, forse se ne riparla più avanti. A lanciare il sasso è stato il Financial Times. Secondo il quotidiano britannico, Mps starebbe valutando la cessione, totale o parziale, del 13,2% di Generali detenuto attraverso Mediobanca.
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Caccia a chi sta comprando Mps e Banco Bpm
La sede di Banco Bpm a Milano (Ansa)
Mani forti sui titoli con sguardo a Generali. Unicredit tratta coi regolatori per Commerz.

C’è un filo invisibile che attraversa Piazza Affari in questi giorni. Parte da Siena, fa tappa a Milano a Piazzetta Cuccia, strizza l’occhio a Piazza Meda e arriva fino a Francoforte. È il filo, resistentissimo, delle «mani forti». La caccia è aperta: chi sta comprando davvero Montepaschi ieri in rialzo del 4,17%. Mediobanca (+5,2%) e Banco BPM (3,3%)? Non sono solo operazioni di mercato. C’è qualcosa che assomiglia a una regia.

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Colpo di scena a Mps: torna Lovaglio. In sella grazie ai Del Vecchio e a Bpm
Luigi Lovaglio (Ansa)

L’ad del risanamento rientra al suo posto con il blitz di Delfin, che vota con Blackrocke Banco. Sconfitta la lista di Fabrizio Palermo sostenuta da Caltagirone. Governo spettatore.

Certe assemblee degli azionisti iniziano come una messa cantata e finiscono come una corrida. A Siena, ieri, si è passati dall’incenso al confronto nel giro di poche ore, con il Monte dei Paschi che ha fatto quello che gli riesce meglio da secoli: sorprendere tutti, soprattutto chi era convinto di aver già vinto.

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Schiarite in Mps, temporali per Unicredit
Ansa
L’ex ad Lovaglio licenziato pure da dg. In vista dell’assemblea, la lista proposta dal cda di Siena è data in vantaggio con oltre il 20%. In Germania invece Commerz gela Andrea Orcel sull’Ops: premio non adeguato, così non ci sono presupposti per un accordo, meglio soli.

Schiarite a Siena, temporali sull’asse Milano-Francoforte. Il cielo della finanza europea sembra uscito da un capriccioso bollettino meteo: sole a tratti, rovesci improvvisi e qualche fulmine. Partiamo dalla notizia che cambia gli equilibri del sistema bancario italiano: Delfin, la cassaforte degli eredi Del Vecchio, ha depositato le azioni per l’assemblea del 15 aprile di Montepaschi. È il segnale che le schermaglie sono finite. L’affluenza si annuncia superiore al 70%. Il peso di Delfin azionista di riferimento con il 17,5% diventa decisivo.

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Arrivano altri voti per Palermo in Mps e pure per Maione
Fabrizio Palermo (Imagoeconomica)
Dopo Iss, anche il proxy Glass Lewis si schiera per la lista del cda in vista dell’assemblea che deciderà la nuova squadra di comando.

I grandi sacerdoti della governance– quelli che parlano ai fondi d’investimento e ai grandi investitori con il tono di chi dispensa verità rivelate – si sono pronunciati sul prossimo consiglio d’amministrazione di Mps. Hanno intonato il canto gregoriano della finanza. Lo spartito è chiaro: avanti tutta con Fabrizio Palermo come amministratore delegato e, seppur con qualche acuto in meno, per la conferma di Nicola Maione come presidente.

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