risiko bancario

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Giorgetti: uscire da Mps. Il Pd vuol rientrarci
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Il ministro sull’operazione Intesa: «Dobbiamo solo valutare chi ci dà di più, come sempre. Funziona così». Il governatore toscano Giani e il sindaco di Siena invece fanno le barricate: «Difenderemo il Monte da tentativi di ridimensionamento».

Il copione è sempre quello. Cambia solo il prezzo del biglietto. Il Tesoro vende, il mercato compra, la politica si agita. E al centro c’è la protagonista. Una vecchia signora troppo importante per essere trascurata: la Banca Monte dei Paschi che ancora per poco sarà di Siena.

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La banca di Castagna: dall’aggregazione nascerebbe un gruppo con 6 miliardi di utili. Rispondono Messina e la galassia guidata da Cimbri: il primo punta al 13% di Generali.

Che domenica bestiale. Mentre la gente comune andava al mare, la grande finanza ha lavorato come non mai. Tira aria di sfida all’ultima offerta per prendere Montepaschi. Perché prendere Siena non vuol dire solo conquistare la più antica (e ora risanata) banca d’Italia, ma anche mettere le mani sulla filiera dei soldi più ambita: Mediobanca-Generali.

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Caccia a chi sta comprando Mps e Banco Bpm
La sede di Banco Bpm a Milano (Ansa)
Mani forti sui titoli con sguardo a Generali. Unicredit tratta coi regolatori per Commerz.

C’è un filo invisibile che attraversa Piazza Affari in questi giorni. Parte da Siena, fa tappa a Milano a Piazzetta Cuccia, strizza l’occhio a Piazza Meda e arriva fino a Francoforte. È il filo, resistentissimo, delle «mani forti». La caccia è aperta: chi sta comprando davvero Montepaschi ieri in rialzo del 4,17%. Mediobanca (+5,2%) e Banco BPM (3,3%)? Non sono solo operazioni di mercato. C’è qualcosa che assomiglia a una regia.

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Unicredit si tira fuori dal risiko: «Montepaschi non ci interessa»
Unicredit (Imagoeconomica)
Smentita la trattativa da cinque miliardi con Delfin per il 17,5% del gruppo senese.

Unicredit mette un punto fermo. Nega ogni interesse sulla partecipazione del 17,5% che Delfin, la cassaforte degli eredi Del Vecchio possiede in Mps. Definisce le indiscrezioni «pura invenzione». Piazza Affari risponde con quello che sa fare meglio: separa, pesa, giudica. Con un verdetto immediato. Il titolo di piazza Gae Aulenti sale dell’1,4% a 72,4 euro, quello di Montepaschi scivola dell’1,3% a 9,2 euro.

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Basta l’intervento della Consob e il titolo di Mps torna a correre
Ansa
Per Piazza Affari le parole degli uomini di Savona, che smontano l’ipotesi «concerto» dei pm, sono sufficienti: il Monte fa +4,9%.

Certe volte la Borsa sembra più un teatro di varietà che un tempio della finanza. E infatti Mps torna a ballare sul palcoscenico di Piazza Affari con il passo felpato - ma deciso - di chi ha appena scampato un temporale giudiziario. Il titolo della banca di Siena, rinvigorito come un cavallo dopo il cambio di ferri, è schizzato in cima al Ftse Mib con un elegante +4,9%, più brillante del listino, rimasto lì a guardare come un coro muto.

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