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Torino, 18 misure cautelari ai pro Pal Il gip: «Rischio di violenze più gravi»
(Ansa)
Operazione contro gli antagonisti in prima fila nei tafferugli dei mesi scorsi: avrebbero picchiato degli agenti, devastato le Ogr, assaltato la sede della «Stampa» e bloccato stazioni e aeroporti. Tutti vicini ad Askatasuna.

«La gravità delle condotte poste in essere dagli indagati durante le manifestazioni di protesta rende concreto, serio e quantomai attuale il pericolo che simili azioni violente sfocino in eventi ancor più gravi, con esiti infausti». È la valutazione con la quale il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino, Valentina Rattazzo, ha disposto ieri 18 misure cautelari nel procedimento sui disordini avvenuti nel capoluogo piemontese durante le mobilitazioni pro Pal e per la Global sumud flotilla.

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I giudici ai picchiatori rossi: «Fate pure i vostri comodi»
(Ansa)
Altro che Stato di Polizia: per due dei tre fermati dopo la guerriglia che ha ferito oltre 100 agenti è stato disposto l’obbligo di firma, però «compatibilmente con le esigenze personali».

Il governo vara il fermo preventivo per impedire ai violenti di partecipare agli scontri in piazza? E i giudici varano la firma facoltativa: dopo i fatti di Torino, il soggetto obbligato a sottoscrivere il foglio presenze sotto gli occhi di poliziotti e carabinieri non sarà più costretto alla visita quotidiana in questura o in caserma, ma potrà regolarsi in base alle proprie esigenze.

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Askatasuna lancia la sfida: «Il 28 marzo si torna in piazza contro il governo»
Ansa
Gli attivisti alzano il tiro e si danno appuntamento a Roma. Obbiettivo: la Meloni. Un blog anarchico rivendica il sabotaggio dei treni: «Fuoco alle Olimpiadi».

Una nuova manifestazione contro il governo. Appuntamento il 28 marzo, stavolta a Roma. Perché a detta di Askatasuna la questione va «complessificata». Parola degli autonomi. Dunque pazienza se lo scorso 31 gennaio la città di Torino è stata messa a ferro e fuoco, se decine di negozi sono stati distrutti e le vetrine sfondate. Pazienza per i 103 feriti oltre al poliziotto Alessandro Calista colpito con il martello. Chi ha innalzato il livello dello scontro, dichiara una portavoce del centro sociale a margine di un incontro con i media, «è chi ha ordinato lo sgombero. Un governo nemico del popolo».

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Pro Pal e migranti nella rete europea dietro Askatasuna
(Ansa)
  • La svolta ai cortei contro il G20 del 2017: da allora nel continente il copione degli scontri è lo stesso. Come pure tanti protagonisti.
  • Le Procure si concentrano sulle attività illegali che forniscono entrate aggiuntive.

Lo speciale contiene due articoli.

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Abbiamo scovato un picchiatore del poliziotto pestato a Torino
Gli scontri di Torino. Nel riquadro Leonardo, il picchiatore (Ansa)
Trovato da «Fuori dal Coro» al Palasharp di Milano, l’antagonista si riconosce nel video del raid in cui l’agente è preso a martellate. Non contento, ha partecipato agli scontri di sabato a Corvetto. «Mi hanno preso», racconta. Ma poco dopo era già stato rilasciato.

«Io sono nel video incriminato, quello del poliziotto preso a martellate». A parlare è Leonardo. Ha circa vent’anni e frequenta il centro sociale di Cinisello Balsamo, Comune della città metropolitana di Milano.

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