La Verità - Le Firme
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I gialloblù traballano, il Pd sa fare di peggio

Ansa

L'opposizione ha l'occasione d'oro di dividere la maggioranza, eppure anche stavolta si scatena la faida interna. Da una parte Dario Franceschini spinge verso i grillini, dall'altra Matteo Renzi si mette di traverso perché teme il voto e preferisce logorare Nicola Zingaretti.
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Il premier vuole farsi un partito come Monti. Auguri

Ansa

La notizia l'ha data il Tempo: Giuseppe Conte prepara un suo partito. Come Mario Monti, dopo essere stato nominato da Giorgio Napolitano prima senatore e poi presidente del Consiglio, l'«avvocato del popolo», come egli stesso si definì prendendo possesso dell'ufficio a Palazzo Chigi, ci ha preso gusto.

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Boccassini tombale: seppellisce tutta la retorica sul pool di Mani pulite

Ansa

Velenoso necrologio di Ilda per il procuratore scomparso. Una critica alle toghe di oggi e ai colleghi che hanno ceduto «alle lusinghe del potere». Come fecero Gerardo D'Ambrosio, divenuto senatore della sinistra, e Antonio Di Pietro, ministro di Romano Prodi e capopartito.
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Un tranello. Ora diteci chi l'ha organizzato

Ansa

Di sicuro c'è solo una registrazione in cui un tizio di nome Gianluca Meranda, autodenunciatosi con una lettera a Repubblica come avvocato internazionale d'affari, parla di petrolio, di percentuali e di milioni. Tutto il resto sono chiacchiere. Eh, sì: la bomba che doveva deflagrare facendo secco Matteo Salvini, è scoppiata tra le mani degli attentatori. E più passano i giorni e più del grande intrigo, anzi della tangente del secolo (65 milioni per una fornitura di gasolio da 1,6 miliardi) alla Lega, restano solo le ombre. (...)

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Grazie al voto anticipato il Pil può fare +1,5 %

Ansa

L'anima sviluppista dell'esecutivo, incarnata dalla Lega, è bloccata dal M5s. Attorno a essa si formi una coalizione che porti alle urne un programma chiaro: investimenti, taglio al cuneo fiscale, critica all'Ue ma non Italexit. Il mercato approverebbe e sarebbe il rilancio.
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Salvini questa volta ci pensa. Addio al M5s per fare da sé

Ansa

Come andrà a finire il duello fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio? Si concluderà come tutte le altre volte, cioè con un volemose bene dopo che entrambi avranno rinfoderato le pistole? In base alle recenti dichiarazioni del capitano leghista e di quello grillino parrebbe proprio di sì. Nell'ultimo anno i due ci hanno abituato a scontri che paiono all'ultimo sangue, ma che poi quasi sempre si concludono senza che ne sia versata nemmeno una goccia. (...)
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Straniero ruba la pistola, spara all’impazzata e ferisce un carabiniere

Ansa

A Terni uno straniero, durante un normale controllo, sottrae la pistola a un militare e fa fuoco all'impazzata. Poi lo arrestano.
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Salvini «torna» da Mosca e mette Di Maio spalle al muro

Ansa

Il capo della Lega ha ribaltato il tavolo sparando a zero sull'alleato e minacciando una rottura mai così vicina. La chiave è la frattura del Pd, con Matteo Renzi che avversa alleanze con il M5s. Ai dem, così, mancano i numeri per l'inciucio. Ecco perché il lumbard può forzare.
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Perché Salvini tiene in piedi il governo

Ansa

«Se l'Eni avesse ricevuto una fornitura di 3 milioni di tonnellate di kerosene o gasolio, nel palazzo di vetro in cui all'Eur ha sede il quartier generale del gruppo l'avrebbero saputo anche gli uscieri». Ride di gusto il mio interlocutore, un manager che di affari internazionali ne ha conclusi a dozzine. In base alla sua esperienza, quella messa in scena nella hall del Metropol di Mosca non era una trattativa per vendere petrolio e finanziare la Lega, ma solo un trappolone per allocchi. Così, mentre sghignazza, mi spiega: «Ma le pare che 12 milioni di barili arrivino senza che se ne sappia nulla? Primo: l'Eni non importa prodotti raffinati, ma greggio, e se avesse sottoscritto un contratto come quello, avrebbe dovuto giustificare un cambio di rotta nelle strategie aziendali, comunicandolo all'intero (...)