ursula von der leyen

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La «dittatrice» Ursula fa affari con l’India
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il presidente della Commissione (criticata dalla Kallas perché decide solo con i fedelissimi) firma oggi un accordo di libero scambio con Nuova Delhi che favorisce l’automotive tedesca. Mazzata per il tessile, da valutare gli impatti per il settore agricolo.

Non sarà un altro Mercosur. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha lanciato messaggi rassicuranti già prima di sbarcare a Nuova Delhi, dove oggi firmerà l’atteso accordo commerciale con l’India, punto di arrivo di quasi due decenni di negoziati e anche di un trattamento di favore senza eguali giacché l’Ue non ha mai sanzionato l’India per l’acquisto di petrolio russo.

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«Mercosur che caos. La Von der Leyen umilia la democrazia per aiutare Berlino»
Luigi Scordamaglia (Imagoeconomica)
L’ad di Filiera Italia: «L’applicazione provvisoria creerebbe una frattura gravissima. Senza agricoltura non c’è sicurezza».

Chissà se Ursula von der Leyen ha mai sfogliato il «libro soci» di Filiera Italia: si renderebbe conto che è una sorta di collezione del meglio del meglio d’Europa per la qualità agroalimentare e per i prodotti agricoli italiani che sostanziano la migliore e più produttiva agricoltura europea: un ettaro in Italia produce 3.500 euro di valore aggiunto, il doppio di un ettaro francese e quasi due terzi in più che in Germania. C’è di che spendersi molto per difenderla. Appena avuto sentore di un aggiramento del voto dell’Eurocamera sul Mercosur i trattori si sono rimessi in moto.

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È sempre la solita Ue. Una vagonata di soldi per combattere (quasi) tutti i razzismi
Il palazzo della Commissione europea (iStock). Nel riquadro, La copertina del piano strategico antirazzista Ue
L’Europa lancia l’ennesima stretta alle libertà spacciata per lotta alle discriminazioni. Ma si scorda dei bianchi e cristiani vessati.

È piacevole e rassicurante avere delle certezze. E se oggi abbiamo una certezza granitica è che - a prescindere da quanto accade nel mondo, dagli orientamenti politici delle nazioni e dalle sensibilità dei cittadini - l’Unione europea continuerà ad agire come un organismo promotore della distopia a ogni livello.

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È sempre la solita Ue. Una vagonata di soldi per combattere (quasi) tutti i razzismi
Il palazzo della Commissione europea (iStock). Nel riquadro, La copertina del piano strategico antirazzista Ue
L’Europa lancia l’ennesima stretta alle libertà spacciata per lotta alle discriminazioni. Ma si scorda dei bianchi e cristiani vessati.

È piacevole e rassicurante avere delle certezze. E se oggi abbiamo una certezza granitica è che - a prescindere da quanto accade nel mondo, dagli orientamenti politici delle nazioni e dalle sensibilità dei cittadini - l’Unione europea continuerà ad agire come un organismo promotore della distopia a ogni livello.

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Ursula ko, l’Eurocamera blocca il Mercosur
Ursula von der Leyen (Ansa)
Approvata a Strasburgo una risoluzione che invia alla Corte di giustizia il testo dell’accordo: i giudici stabiliranno se viola o meno i trattati, ma ci vorrà da uno a tre anni. Esulta la Lega, risultata decisiva. Uno schiaffo a Ursula Von der Leyen, su cui oggi si vota la sfiducia.

«Ora la baronessa s’attacca al Trump». La battuta circolava ieri con divertita insistenza all’Eurocamera, e in più lingue: il voto con cui il Parlamento Ue ha deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea affinché esprima un parere di legittimità sull’accordo col Mercosur rappresenta una doppia novità politica, oltreché una rivincita della rappresentanza democratica su Ursula von der Leyen. Ora il trattato resta congelato: il Parlamento potrà ratificarlo solo dopo la sentenza dei giudici e ci possono volere da uno a tre anni. A difenderlo resta il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida: «È un buon affare che tutela l’economia nazionale e noi lo abbiamo fatto cambiare. I rischi per i settori sensibili sono sovrastimati». È però un brusco risveglio dalla molta retorica che la presidente della Commissione ed Emmanuel Macron hanno sparso a Davos.

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