ursula von der leyen

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Kiev, Russia, Ue: Magyar parla come Orbán
Il premier ungherese Péter Magyar (Ansa)
Il premier neoeletto gela Ursula sulla «Faz»: «Nuovo corso con l’Ucraina? Se darà diritti alla minoranza ungherese. Non rinuncerò all’energia dello zar, pure l’Europa tornerà a comprarla. Colloqui di pace a Budapest. E in Consiglio deve rimanere il diritto di veto».
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La risposta della Ue alla crisi: arrangiatevi
Ursula von der Leyen (Ansa)
«Le risorse a disposizione sono ingenti», dice un portavoce della Commissione dopo che Giorgia Meloni aveva chiesto vincoli più flessibili contro il caro energia. La partita non è chiusa, l’Italia cerca sponde a Berlino e Parigi. Matteo Salvini: «Altrimenti andiamo avanti da soli».

La lettera del premier Giorgia Meloni al presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, con la richiesta di estendere le deroghe del Patto di stabilità, ora previste per la difesa, anche alle spese per contrastare il caro energia, resta con tutto il suo significato sui tavoli della politica comunitaria. Ma per ora le risposte sono di fatto negative, del tipo: quello che si può fare è sul tavolo, non chiederci altro. Le prese di posizione ufficiali sono leggermente più paludate, ma la sostanza è questa.

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Bruxelles regala i fondi agricoli agli sceicchi
Mohamed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan (Ansa)
Da anni, decine di milioni della Pac finiscono nelle casse della famiglia reale Al Nahyan (Emirati Arabi) attraverso aziende in Romania, Spagna e Italia. Interrogazione della Lega: «Perché l’Europa finanzia la sicurezza alimentare di un Paese extra-Ue?».

Quando comprerete un etto di prosciutto sappiate che state pagando la colazione a un emiro affacciato sullo stretto di Hormuz che fa scatenare l’inflazione e lo rende ancora più salato. Un paradosso? Niente affatto: un po’ dell’Iva va a finanziare le albagie di Ursula von der Leyen che pensando solo alle armi vuole distruggere l’agricoltura europea.

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Bruxelles dorme e pensa ai Talebani
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Ansa)
L’Europa attende a giugno il portavoce degli estremisti islamici per parlare di migrazione degli afghani. Tema caro a Berlino, che vorrebbe rimpatriarli. Nel frattempo Mario Draghi propina all’Ue la solita predica: «Qualcosa non ha funzionato, ora siamo soli».

Sette ore dopo l’inizio dello storico incontro bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, con il primo che dichiarava che «Cina e Usa sono partner, non rivali» e l’altro che confermava l’alto patronato della cortesia replicando che la relazione bilaterale tra Pechino e Washington «è la più importante al mondo», la voce dell’Europa si è fatta sentire.

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L’Europarlamento boicotta l’intesa sui dazi con Donald. E inguaia Berlino
Ursula von der Leyen (Ansa)
  • Gli emendamenti hanno modificato l’accordo Usa-Commissione che favoriva Friedrich Merz. E provocato la reazione della Casa Bianca.
  • Il discorso di re Carlo III d'Inghilterra doveva essere occasione di rilancio per il premier Keir Starmer, ma ormai i labour che lo vogliono fuori sono 90. Wes Streeting e il sindaco di Manchester in pole per sostituirlo.

Lo speciale contiene due articoli

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