ursula von der leyen

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Ursula e Kallas scoprono la realtà: «Regole saltate, l’Ue diventi potenza»
Kaja Kallas e Ursula von der Leyen (Ansa)
Alla Commissione si accorgono che i vecchi tempi «non torneranno». Ma con le «transizioni» ci hanno già messi fuori gioco. Infatti Parigi critica l’attivismo di Bruxelles. E Berlino va da sola in cerca di materie prime.

«L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà». Con i loro tempi, a Bruxelles hanno attraversato le cinque fasi del lutto. Adesso sono arrivati all’ultima: l’accettazione. Così, ieri, Ursula von der Leyen ha potuto arringare gli ambasciatori dell’Ue, invitandoli a considerare che «non possiamo più fare affidamento» sul beneamato «sistema basato sulle regole» e che occorrono nuove strategie «per difendere i nostri interessi».

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Intanto si riunisce la lumaca Ue e come al solito non decide nulla
Ursula von der Leyen (Ansa)
Vertice sull’energia dei commissari, ma è solo per preparare il prossimo incontro del 19.

Ieri si è riunito il Collegio dei Commissari europei a Bruxelles per raccogliere suggerimenti e definire nuove strategie finalizzati alla riduzione dei prezzi dell’energia. L’iniziativa, resa urgente dalla guerra in Iran che ha fatto impennare le quotazioni di gas e petrolio, fa parte dei lavori preparatori del Consiglio Europeo fissato per il 18-19 marzo con l’obiettivo di dare una risposta alla salvaguardia della competitività dell’industria europea.

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Gli Stati vogliono fare causa a Ursula e alla Metsola per i poteri del Parlamento
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il Consiglio contesta il blitz che amplia le facoltà dell’assemblea, violando i Trattati Così le nazioni rivendicano la loro centralità. Nello spirito dell’asse Roma-Berlino.

Che l’Unione europea sia in crisi non è una novità, ma ora il marasma assume nuovi risvolti istituzionali. Il Consiglio dell’Ue, infatti, sta per inviare una letteraccia alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, accusando le rispettive istituzioni di allargare illegalmente i poteri del Parlamento. Il Consiglio minaccia anche di ricorrere alla Corte di giustizia.

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Von der Leyen punge Zelensky sul petrolio ma lui la gela subito: «Parlate con Orbán»
Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky (Ansa)
  • Ursula von der Leyen chiede che venga riparato l’oleodotto Druzhba, distrutto dai russi. Impossibile per Kiev a livello di costi e vite.
  • Torna in mare la Sumud Flotilla e con lei parte pure Open Arms.

Lo speciale contiene due articoli

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Questa Europa lontana dai cittadini è rimasta ferma ai ritiri nei castelli
Enrico Letta, Ursula Von der Leyen, Antonio Costa e Friedrich Merz al castello di Alden Biesen in Belgio (Ansa)
Bruxelles oscilla tra tanti proclami e zero fatti. Lo scetticismo del popolo è inevitabile.

Serve davvero una intensa attività onirica per definire «un incontro che ha generato svolte decisive per il futuro dell’Unione europea», la riunione informale dei leader dell’Ue, tenutasi il 12 febbraio scorso in Belgio, nel castello di Alden Biesen. Diversi osservatori e alcuni giornali, vicini al sentimento della Commissione europea, hanno sottolineato l’importanza della presenza di Mario Draghi ed Enrico Letta per la «sferzata» che avrebbero dato ai capi di governo presenti, invitandoli ad agire rapidamente per cambiare lo stato delle cose di fronte al deterioramento del panorama economico e alle divisioni interne all’Unione. Ma questa è appunto attività onirica; la realtà ci consegna invece una Europa che, oscillando tra la consapevolezza dell’urgenza e il pragmatismo sulle difficoltà di integrazione, è sostanzialmente incapace di decidere: solo parole e niente fatti.

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