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Inflazione e incertezza politica spingono i titoli di Stato (soprattutto a 30 anni) di Usa, Giappone, Uk e Germania sui massimi. I prestiti variabili hanno già incorporato un rialzo (0,25%) della Bce.

C’è una sicurezza (una delle poche a dire il vero) che la guerra in Iran si sta portando dietro sin dalle prime ore. Più va avanti il conflitto per Hormuz, più le prospettive di una pace vacillano e più si accentuano due fenomeni che naturalmente viaggiano su binari paralleli: l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e il rincaro del costo mutui. Causa comune? Le prospettive funeste sull’inflazione dovute al rincaro energetico. Che da un lato zavorrano le previsioni macro e quindi fanno schizzare i tassi di Bund (Germania), Oat (Francia), Gilt (Gran Bretagna), Btp (Italia), Treasury (Usa) e Jgb (Giappone) e dall’altro lasciano pochi dubbi sulle decisioni delle banche centrali, Bce in testa, e quindi anche sui rialzi del tasso di riferimento dei mutui variabili, l’Euribor.

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Electrolux fa la dieta per i cinesi. I tagli al «bianco» colpa di Bruxelles
Imagoeconomica
Le regole Ue sono una zavorra competitiva. Gli svedesi in contatto con Midea.

Dopo lo choc (l’annuncio di 1.700 esuberi su 4.500 lavoratori) è l’ora delle proteste nei vari stabilimenti italiani della multinazionale Electrolux. A Porcia (Pordenone) c’è lo sciopero con presidio: «Questo non è un piano industriale», scandiscono gli operai, «ma una carneficina». A Solaro, nel Milanese, il sito resterà fermo per un paio di giorni. A Forlì è sceso in campo il sindaco: «Questa è un’altra alluvione. Dopo quella dell’acqua, questa è l’alluvione del lavoro», ha evidenziato Gian Luca Zattini davanti agli oltre 600 dipendenti dello fabbrica in viale Bologna. E anche nel resto degli impianti italiani del gruppo svedese il mood è lo stesso, se non peggiore.

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Renault molla l’elettrico: i rischi per Roma
Getty Images
Incontro entro maggio tra l’ad della casa francese e il ministro Urso. Provost presenterà il nuovo progetto che punta forte sulle ibride. In ballo ci sono: taglio degli acquisti (alcuni miliardi) dalla filiera italiana e partecipazione a Free To X (Aspi), colonnine di ricarica.

Ci sarà il «Piano Italia» al centro dell’incontro tra il gran capo di Renault, François Provost, e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Il vertice in Italia (la richiesta sarebbe partita d’Oltralpe) è previsto tra la metà e la fine di maggio (secondo quanto risulta alla Verità la data del 19 è evidenziata con un circoletto rosso) e segna il culmine di una serie di altri colloqui preparatori tra le parti.

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