giustizia al contrario

{{ subpage.title }}

In giro 30.000 stranieri condannati
(iStock)
Oltre 140.000 persone sono state punite dalla giustizia ma restano fuori dal carcere, o per aver commesso reati cosiddetti lievi o perché non c’era posto nelle strutture. Il 20% di questi soggetti non è nato in Italia: un esercito di «invisibili» pronti a delinquere.

Ci sono trentamila stranieri condannati per reati più o meno gravi che non stanno in prigione ma sono lasciati liberi di circolare nelle nostre città e, spesso, di tornare a delinquere. Il ministero della Giustizia li classifica con una dicitura un po’ oscura, ossia «adulti in area penale esterna», un modo burocratico-ministeriale per dire che semplicemente non sono rinchiusi in una cella.

Continua a leggereRiduci
I giacobini del No vogliono nascondere lo scandalo del 2019 che travolse le toghe
(Imagoeconomica)
La riforma punta a depotenziare le correnti nell’Anm, i cui danni furono svelati sette anni fa. E che oggi tanti cercano di occultare.

E così il No starebbe recuperando. A credere a certi sondaggi ci sarebbe una specie di pareggio «tecnico», a patto di dare allo strano aggettivo «tecnico» un senso che non sia quello di mettere un po’ le mani avanti, magari perché al pareggio non ci crede nemmeno chi l’ha scritto. Secondo altri, e sono molti di più, il dislivello non accenna affatto a ridursi.

Continua a leggereRiduci
Bibbiano, ora i giudici incolpano i giornali: «Il loro clamore ha travolto i bimbi»
(Ansa)
Cortocircuito tribunale-procura: «Accuse fragili». Salvato perfino l’uso della macchina con gli elettrodi sui minori.

C’è un passaggio nelle 1.650 pagine di motivazione della sentenza che chiude il primo grado di «Angeli e demoni», la maxi inchiesta della Procura di Reggio Emilia fatta a pezzi dalla trimurti della Sezione penale, Sarah Iusto (presidente), Michela Caputo e Francesca Piergallini (a latere), che scarica tutto il peso sui media.

Continua a leggereRiduci
L’ordinaria follia che non ci permette di cacciare via il picchiatore tunisino
iStock
Un clandestino aggredisce donne a caso a Roma, ma la polizia è impotente. Cos’altro serve per capire che il sistema è sbagliato?

Quella che vi sto per raccontare è una storia di ordinaria follia, ma anche una vicenda di assoluta incapacità dello Stato di reagire di fronte alla criminalità e al degrado. La faccenda ha per teatro San Lorenzo, storico quartiere popolare di Roma. Lunedì pomeriggio una mamma, mentre stava accompagnando il figlio di 10 anni dall’oculista, è stata colpita con un pugno al volto da un uomo. Era in bicicletta, non conosceva il suo aggressore e con lui non solo non ha avuto alcun diverbio, ma non ha scambiato neppure una parola. Eppure, quando lo ha incrociato, quello l’ha colpita a tradimento, facendola cadere e rompendole il setto nasale. Ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni, è stata dimessa dopo sette ore con una prognosi di 30 giorni, oltre che per la frattura al naso anche per quella a uno zigomo e all’orbita dell’occhio destro.

Continua a leggereRiduci
Già a casa i picchiatori di Torino
I tumulti del 31 gennaio a Torino (Ansa). Nel riquadro, l'immagine divenuta nota del poliziotto linciata dai dimostranti
La mano lieve dopo la devastazione contiene un messaggio chiarissimo: i violenti non saranno puniti, i tutori della legge invece stiano in campana, perché con loro le toghe saranno inflessibili. È la resa della giustizia e la Caporetto della tutela dei cittadini.

Tre arrestati, tre rilasciati. Tutti a casa, come nel film di Luigi Comencini. E in fondo anche qui si celebra un 8 settembre: è la vergognosa resa della giustizia italiana. E, di conseguenza, della nostra sicurezza. Se, di fronte a un manipolo di violenti teppisti, che forse sarebbe meglio definire terroristi, di fronte all’assalto a Torino che lo stesso giudice definisce un’operazione di «guerriglia urbana», di fronte a quello che il ministro dell’Interno ha ritenuto un attacco al cuore dello Stato, se di fronte a tutto questo non sappiamo far altro che arrestare tre (dicasi tre) violenti per liberarli dopo due giorni, bene, allora vuol dire che siamo fottuti.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy