sicurezza

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Le voci di negozianti e frequentatori della zona. Intanto ci sono altri due fermati per la violenta aggressione subita da un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy l'altra sera nei pressi della stazione Termini a Roma. Si tratta di altri due cittadini tunisini bloccati dalla polizia dopo aver messo a segno lo scippo di un cellulare in zona Ostiense: un ventenne con precedenti per furto, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e un ventunenne irregolare sul territorio italiano.

Gli italiani stanno col carabiniere non con i giudici

I lettori rispondono con grande generosità alla richiesta di aiutare il militare che ha ucciso un criminale per salvare un suo collega. Dimostrano che c’è ancora capacità di indignarsi e reagire a certe sentenze. Il 22 e 23 marzo il referendum sulla giustizia.

Cari lettori, oggi devo dirvi grazie. E non perché ogni giorno comprate La Verità, ma per la generosità con cui avete risposto al nostro appello. Giovedì scorso abbiamo raccontato l’incredibile sentenza che ha condannato un vicebrigadiere dei carabinieri non soltanto a tre anni di carcere per aver sparato - uccidendolo - a un ladro che aveva aggredito e ferito un collega, ma anche a risarcire la famiglia del malvivente con una provvisionale di 125.000 euro. Emanuele Marroccella secondo i giudici non avrebbe dovuto premere il grilletto, bensì voltarsi dall’altra parte.

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Il vicebrigadiere Marroccella si dice commosso per la solidarietà «in un momento così difficile». E sui social gli utenti stanno dalla sua parte: «Meritava promozione e medaglia».

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Allarme sicurezza: scintille tra Lega e Fdi
Massimiliano Romeo e Lucio Malan (Ansa)
Nel Carroccio Romeo pungola la maggioranza («La protezione è una priorità: serve l’esercito, ma c’è chi cambia idea»). Malan però invita a «non intestarsi alcuni provvedimenti». Fi si schiera con Fratelli d’Italia. Pressing su un nuovo decreto da approvare.

Un’ammissione («Sul fronte della sicurezza abbiamo lavorato moltissimo, ma i risultati non sono soddisfacenti») e una promessa («Questo sarà l’anno della svolta») di Giorgia Meloni s’infrangono sugli scogli della cronaca. L’onda d’urto si ripercuote sulla maggioranza: ieri c’è stata una polemica tra Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e il suo omologo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. L’oggetto del contendere sono le «strade sicure», con la presenza dei militari di pattuglia che già ha diviso Matteo Salvini e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Ma è solo un antipasto, in vista di un ulteriore decreto Sicurezza orientato a colpire prima di tutto le cosiddette baby gang e la violenza di strada.

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Bande di clandestini scatenati. Paura e pestaggi in mezza Italia
Polizia a Roma Termini dopo le aggressioni dell'11 gennaio (Ansa)
  • Termini choc: in poche ore massacrati di botte un funzionario del Mimit e un rider. Presa un’orda di stranieri: un tunisino con precedenti, un egiziano appena espulso (invano) e molti altri irregolari. Ma ormai è la norma.
  • La città del dem Lepore allo sbando: in stazione due uomini Polfer sono stati aggrediti da un tunisino. In zona università un magrebino è stato «affettato» con lame e machete.

Lo speciale contiene due articoli.

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