sicurezza

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Zero sconti per l’agente che sporca la divisa
Ansa
«La Verità» è solidale con coloro che fanno il loro dovere e poi finiscono sotto accusa. Nell’inchiesta di Milano, tuttavia, emergono prove inquietanti contro il poliziotto. Il quale, se colpevole, non meriterà alcuna attenuante.

Come i lettori sanno, La Verità sta dalla parte delle forze dell’ordine quando queste, per aver fatto il proprio dovere, sono messe sotto accusa. Abbiamo difeso i carabinieri del caso Ramy, perché un militare che ha inseguito chi fuggiva all’alt non può finire sul banco degli imputati per «eccesso colposo nell’adempimento del proprio dovere». Né un vicebrigadiere può essere condannato per «eccesso colposo di uso legittimo dell’arma» per aver fatto fuoco contro un ladro che aveva ferito un collega. Come gli agenti in servizio antisommossa a Pisa, che respinsero i manifestanti pro-Pal che volevano forzare il cordone di polizia, è assurdo che si debbano difendere dall’accusa di «eccesso colposo di legittima difesa». In un’operazione in piazza o in un servizio in strada nessuno sa quale uso della forza proporzionato debba essere usato. Chi indaga - e a volte condanna - poliziotti e agenti per aver fatto il proprio dovere dovrebbe provare sulla propria pelle che cosa significhi confrontarsi con delinquenti o con manifestanti violenti e avere pochi istanti per reagire. Dunque, giù il cappello di fronte agli uomini in divisa, per i quali abbiamo raccolto e raccoglieremo fondi per sostenerli nei processi che dovessero subire per aver fatto rispettare la legge e aver difeso gli italiani.

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Meloni: «Si approvi subito il ddl. Chi ci criticava ora dia una mano»
Giorgia Meloni (Ansa)
Opposizioni sul piede di guerra: «Limitati i nostri poteri di ispezione nei Cpr».

È scontro sul ddl immigrazione voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e approvato dal Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni ha rivendicato l’ok al provvedimento, esortando al contempo il Parlamento a dare semaforo verde.

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L’ultimo schiaffo sui controlli a Crans: «Non effettuati per carenza di fondi»
L'ingresso de Le Constellation a Crans Montana (Ansa)
L’ex responsabile municipale per la sicurezza, interrogato, accampa scuse surreali: scarsità di risorse e guai con i computer avrebbero impedito le verifiche al Le Constellation, in uno dei cantoni più ricchi di Svizzera.

I controlli antincendio non venivano eseguiti perché mancava il personale, i fondi stanziati dal Comune non erano sufficienti e il gestionale che doveva mandare agli impiegati pubblici gli alert per le scadenze delle verifiche, era fuori uso. E lo è rimasto per anni.

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Lo ha dichiarato l’europarlamentare di Fratelli d'Italia Alberico Gambino durante la sessione plenaria di Strasburgo.

Puzzer: «Noi in ginocchio davanti agli agenti e certa politica tutela Askatasuna»
Stefano Puzzer (Ansa)
Il leader anti green pass dopo l’assoluzione dei manifestanti di Trieste: «Difendevamo il nostro posto di lavoro con in mano un rosario, dissero che eravamo le nuove Br. Qualcuno adesso chieda scusa».

Anche in tribunale aveva sostenuto i cinque manifestanti, a processo per i fatti accaduti al varco 4 del porto di Trieste nell’ottobre del 2021 durante le vergognose operazioni di sgombero del piazzale. Stefano Puzzer, ex portuale, all’epoca leader delle proteste contro il green pass (benché vaccinato) tanto da essere licenziato e non ancora reintegrato, non ha mai smesso di combattere la sua civilissima battaglia in difesa dei diritti. Dopo la sentenza non appellabile del Tribunale di Trieste si dice «finalmente sereno».

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