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Il regime nasconde la Guida «fratturata»
Papa Leone XIV ha ricevuto il cardinale Dominique Joseph Mathieu, costretto a lasciare l’Iran dopo la chiusura dell’ambasciata italiana (Ansa)
Khamenei jr deve ancora mostrarsi al popolo. La spiegazione degli ayatollah: «Si è rotto un piede e ha contusioni al volto». Dall’Ue sanzioni contro funzionari e organizzazioni (ma non c’è Mojtaba). Teheran avverte: possiamo affondare le navi Usa.

Una gigantesca esplosione ha illuminato il cielo sopra Qom nel pomeriggio di ieri, mentre la campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran continuava a intensificarsi.

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Cacciare i dittatori non porta bene
Ansa
Non c’è da esultare: da questa guerra aspettiamoci costi economici, più immigrazione e perdita di peso geopolitico. Lo dimostrano i precedenti, da Saddam a Gheddafi.

Caro direttore, la rimozione dei dittatori, per noi europei - e per noi italiani in particolare - non ha mai portato nulla di buono. Ogni volta ci è stata venduta come una battaglia per la libertà; ogni volta ne abbiamo pagato il prezzo. La destituzione di Saddam Hussein ha aperto le porte al caos iracheno, ha fatto esplodere il terrorismo jihadista e ha destabilizzato un’intera regione. Il risultato? Prezzi del petrolio più alti per Paesi come il nostro, missioni militari costose e sanguinose, uomini persi, e un’area consegnata prima ad Al Qaeda e poi all’Isis. Abbiamo tradito i curdi dopo averli usati, abbiamo interrotto rapporti strategici consolidati e ci siamo infilati in un pantano geopolitico senza un vero ritorno nazionale.

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Dialogo tra Iran e Usa, ma i pasdaran ora minacciano di chiudere Hormuz
Ansa
Il ministro Araghchi: «Colloqui costruttivi in Svizzera. Non vogliamo armi atomiche». Khamenei però alza il tiro: «Se ci tolgono l’energia nucleare, affondiamo le loro portaerei». Milizie pronte a bloccare lo Stretto.

Nonostante la diplomazia proceda, resta alta la tensione tra Washington e Teheran. Ieri, a Ginevra, si è tenuto il nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati dall’Oman. Al termine degli incontri, il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Abbas Araghchi, ha parlato di alcuni cauti progressi. Ha, in particolare, definito i colloqui «costruttivi», sottolineando che le parti avrebbero raggiunto una prima intesa su dei «principi guida», pur senza ancora fissare una data per la prossima tornata di trattative. Araghchi ha anche affermato che Teheran non avrebbe intenzione «né di produrre né di acquisire armi nucleari»: una posizione, questa, confermata anche dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Al contempo, Araghchi ha criticato gli Stati Uniti per essersi ritirati dall’accordo sul nucleare del 2015, biasimando inoltre Washington per la minaccia di ricorrere all’uso della forza.

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Khamenei è sempre più isolato. Blanda la difesa di Pechino e Riad
Ansa
Da Cina e sauditi dichiarazioni di facciata. Contano di più gli interessi economici.
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Sul cambio di regime fanno le piroette
Ali Khamenei (Ansa)
Archiviate primavere arabe e golpe a mezzo spread, i progressisti invitano alla cautela in Medio Oriente. Finalmente. Ma allora ammettano: la logica dei diritti non è assoluta.
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Le Firme

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