immigrazione

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La priorità a sinistra: imbavagliare i cittadini esasperati dai clandestini
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Cgil e Anpi chiedono a sindaco e prefetto di vietare il corteo pro remigrazione di sabato a Roma. Il solito copione che impone la censura del dissenso, strillando al razzismo, con tanto di manifestazioni di protesta degli antifa.

Figurati se non chiedevano la censura. Ormai non fa nemmeno più notizia: la ragione sociale di Anpi e Cgil è la mordacchia. Esistono per chiedere che le manifestazioni e gli eventi altrui siano cancellati, osteggiati, vietati. Ed eccoli, puntuali, a chiedere che venga impedita la manifestazione del Comitato remigrazione e riconquista prevista per sabato a Roma. Questi geni hanno organizzato persino una assemblea, il 3 giugno, al fine di compilare una lettera da inviare al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e al prefetto Lamberto Giannini.

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Viaggi, gioielli e borse griffate usando i soldi per i migranti
iStock
Sotto accusa un consorzio di Benevento. Secondo la Corte dei Conti, i gestori avrebbero distratto i soldi destinati all’accoglienza per acquistare persino borse griffate. Presunti bonifici ai parenti grazie ai tagli sui servizi. Contestato danno erariale per 1,3 milioni.
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La remigrazione manda in tilt i democratici
Ansa
Fiumi di retorica durante il 25 aprile, poi il Pd chiede di impedire la manifestazione in programma sabato a Bologna. E invita Fdi e Lega a unirsi alla lotta per vietare un presidio regolarmente autorizzato. Mentre la questura fa filtrare che la piazza cambierà.

Non molti giorni fa i sinceri democratici hanno sfilato in piazza per celebrare la libertà e la fine della dittatura. E adesso, puntualissimi, in nome della medesima libertà che cosa fanno? Chiedono censure, pretendono di cancellare una manifestazione pacifica e regolarmente autorizzata.

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Meloni dà la sveglia sull’immigrazione e accelera l’acquisto di altro gas azero
Giorgia Meloni con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan al vertice Epc di Erevan (Getty Images)
Il premier al summit in Armenia: «I flussi irregolari riducono sicurezza e competitività».
La Germania ha annunciato l’intenzione di mantenere i controlli alle frontiere e con questo si può sostanzialmente dire che gli accordi di Schengen, che definiscono un’area di libera circolazione in 29 Paesi europei, sono morti e sepolti. «A medio termine, il governo federale confida che il sistema migratorio europeo sia progettato per funzionare in modo così efficace da poter abbandonare i controlli alle frontiere. Tuttavia, è troppo presto per dire quando ciò accadrà», ha detto il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt. È ormai chiaro, quindi, che quando si parla di immigrazione si parla di sicurezza delle frontiere.
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Francia e Regno Unito fanno il prezzo. Bloccare i barconi costa 760 milioni
Getty Images
I due Paesi, «fari» della democrazia, hanno firmato un accordo triennale per contrastare gli attraversamenti della Manica. Insomma, dare soldi per impedire l’immigrazione illegale non significa avere scarsa umanità.

Ci sono immagini che valgono più di cento dibattiti televisivi. Ieri la Reuters ha diffuso le fotografie della firma di un accordo bilaterale sulla lotta all’immigrazione illegale, scattate in un centro della polizia francese vicino a Dunkerque.

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