immigrazione

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Gli «eroi» del Covid divenuti medici militanti
(Ansa)
Nel 2020, «Time» metteva in copertina un anestesista dell’ospedale di Ravenna. Oggi, nella stessa struttura, otto dottori sono accusati di aver firmato certificati tarocchi per ideologia. E di aver lasciato liberi stranieri malati (loro, che maledivano i no vax).

Come risulta sfocata la copertina che la prestigiosa rivista Time dedicò agli «eroi in prima linea» nella lotta al coronavirus. Non tanto per il tempo trascorso, era l’aprile del 2020, ma perché altra deontologia sembra dettare il comportamento di certi camici bianchi dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, rispetto agli «angeli» in prima linea contro la pandemia.

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«Disobbediamo alla tortura di Stato». Così Sea Watch aggira ancora la legge
Un'immagine d'archivio della Sea Watch
La nave delle Ong rifiuta la destinazione di Marina di Carrara e sbarca 57 clandestini a Trapani. Il Viminale medita sanzioni.

Parola d’ordine: «Disobbedire». La nave Sea-Watch 5 non segue l’indicazione ricevuta dalle autorità. Il porto assegnato era Marina di Carrara. Ma la rotta cambia. Dopo uno stop in rada si punta su Trapani. Non per errore. Per scelta. «Abbiamo dovuto dichiarare lo stato di necessità», fanno sapere dalla nave. È qui che si apre il varco. Perché lo stato di necessità non resta una condizione. Diventa uno strumento.

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«Per tutelare i clandestini fanno infettare gli italiani»
Sit-in dei medici pro immigrazione a Ravenna (Ansa)
La gip di Ravenna inchioda i medici contrari alle espulsioni. I camici bianchi accusati di falsificare i certificati hanno agito in «aperta contestazione del sistema di gestione dell’immigrazione». Di fronte al pericolo scabbia o tubercolosi lasciarono le persone libere di diffondere infezioni.

Qual è il compito di un medico? Curare chi è malato, ovviamente. Ma se al posto del giuramento di Ippocrate prevale quello a una militanza politica, ecco che anche i principi etici fondamentali che dovrebbero guidare chi indossa un camice bianco vengono meno. È ciò che sostengono i magistrati che hanno indagato una serie di dottori a Ravenna, accusandoli di falso ideologico e di interruzione di pubblico servizio.

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I no Cpr sconfessavano gli psichiatri
Ansa
Nell’ordinanza di sospensione degli otto medici pro clandestini di Ravenna emergono diagnosi smentite a scopo ideologico. E gli extracomunitari tornavano a delinquere.

Nell’ordinanza di sospensione per tre degli otto medici del reparto di Malattie infettive del Santa Maria delle Croci di Ravenna c’è un passaggio che mette a fuoco l’ipotesi che abbiano agito per ideologia più che per deontologia: il ribaltamento delle diagnosi formulate dagli psichiatri. È uno degli elementi che risultano dall’analisi del giudice per le indagini preliminari, Federica Lipovscek, di una trentina di certificati utilizzati per dichiarare alcuni stranieri irregolari non idonei al trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

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La Svizzera dice basta alla censura sui crimini commessi dagli stranieri
Ansa
Il Parlamento elvetico approva una proposta rivoluzionaria: sarà obbligatorio, per le autorità, comunicare la nazionalità degli autori dei reati. Finisce l’era degli omicidi e degli stupri compiuti da generici «uomini».

Accade regolarmente da anni, con qualche rara eccezione sempre accompagnata da polemiche. Quando a compiere un reato è un immigrato, il più delle volte i media italiani evitano accuratamente di fornire (almeno nei titoli più visibili) indicazioni sulla sua nazionalità e il suo status.

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