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Ci sono tre guerre tra i cristiani made in Usa
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Dietro lo scontro tra Leone XIV e Donald Trump una linea di faglia venuta allo scoperto su politiche migratorie e conflitto in Iran. La frizione tra il sionismo in salsa evangelica e i fedeli all’autorità di Roma spacca il Paese ed è una grana per il presidente.

Posata la polvere dell’inedito cozzo tra «imperi» (quello morale del Vaticano contro quello, secolarissimo, dell’America), si può forse tentare di capire cosa l’abbia generato. Cosa, cioè, abbia provocato, sotto le scintille dei post di Donald Trump, quella divergenza che ora si cerca di ricomporre dopo il «sequestro» dell’allora nunzio Christophe Pierre al Pentagono, dopo le frasi mai viste del primo Papa americano contro il suo presidente, dopo insomma che Casa Bianca e Santa Sede sembrano agli antipodi più che dentro l’alveo di ciò che chiamiamo Occidente.

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L’antidoto all’IA è uno solo: la realtà
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La soluzione al pericolo che l’algoritmo soppianti la verità non è iper-regolamentare, ma preservare spazi predigitali dove costruire un bagaglio critico. Papa Leone XIV lo ha capito.

In un recente intervento Leone XIV affronta il tema decisivo del ruolo del digitale e dell’Intelligenza artificiale nella vita delle persone e lo fa mostrando sensibilità molto attuali proprio nel momento in cui il dibattito teorico sulla questione si divide tra «eticisti», «apocalittici» e «accelerazionisti».

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Il Papa si smarca dalla politica: «Non cerco il dibattito con Trump»
Papa Leone XIV (Ansa)
Monito ai giornalisti durante il viaggio in Angola: «I miei discorsi interpretati male».

Nel corso del volo verso Luanda, terza tappa del suo viaggio apostolico in Africa, ieri papa Leone XIV ha voluto sgombrare il campo da equivoci e interpretazioni forzate che hanno segnato i giorni trascorsi in Camerun. Rivolgendosi ai giornalisti, il pontefice ha affrontato con fermezza la «narrazione» che si è diffusa a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Donald Trump all’inizio del viaggio.

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La sinistra che osanna il pontefice è la stessa che fa il tifo per l’aborto
Papa Leone XIV (Ansa)
Le lacrime per Kiev e Gaza contraddette dal sostegno all’interruzione di gravidanza.

Non esiste alcuna giustificazione circa le parole usate dal presidente Donald Trump all’indirizzo del Santo Padre, Leone XIV. Sono espressioni offensive e prive di ogni elementare buon senso, rivolte alla più alta autorità morale universalmente riconosciuta. La guerra - cioè morti, distruzioni, dolori infiniti, violenze e nefandezze di ogni genere - non può e non deve mai essere un’opzione per raggiungere scopi anche positivi.

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Appello di Leone: «Giovani, restate in Africa»
Papa Leone XIV (Ansa)
Il Papa agli studenti dell’Università Cattolica in Camerun: «La tendenza migratoria fa credere che il futuro migliore sia altrove, ma servite il vostro Paese. Liberate il continente dalla piaga della corruzione. La grandezza delle nazioni non sta nella ricchezza».

È stato accolto da un altro bagno di folla, papa Leone XIV, nel suo ultimo giorno in Camerun: prima a Douala, dove ha celebrato la messa davanti a oltre 120.000 fedeli, e poi nell’ateneo cattolico dell’Africa Centrale a Yaoundé. Ed è proprio dall’Università che ha rivolto l’appello ai giovani a non emigrare: «Cari studenti, di fronte alla comprensibile tendenza migratoria che può indurre a credere che altrove si possa trovare facilmente un futuro migliore, vi invito innanzitutto a rispondere con ardente desiderio di servire il vostro Paese. E rivolgere a beneficio dei vostri concittadini le conoscenze che state acquisendo qui».

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