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Ambientalisti caldi ma la Terra è più fresca

Dopo l’allarme mediatico sull’anno più caldo di sempre, i dati mostrano un calo della temperatura media globale nel 2025 rispetto al 2024, nonostante l’aumento delle emissioni di CO2. Ma il mainstream fa calare il silenzio stampa e oscura le cifre.

Grande notizia quest’anno. O forse no, visto che nessun telegiornale la diffonde. Nel 2025 la temperatura del pianeta - ottenuta eseguendo la media delle misure registrate nel corso dell’anno, quotidianamente, dalle diverse centinaia di stazioni meteo sparse nel globo - è stata inferiore di quella del 2024. Se voi rammentate, esattamente un anno fa, a reti unificate, si denunciava il 2024 come l’anno più caldo «di sempre». Devo virgolettarlo per esser sicuro che non fraintendiate per mia la locuzione. Già: dicevano, e scrivevano, un anno fa, l’anno più caldo di «sempre», riferendosi al precedente 2024. Tecnicamente «da sempre» sarebbe dal Big bang, immagino. Ma anche a voler essere meno pedanti e un po’ più elastici, ci riesce difficile identificare con «sempre» le poche decine d’anni da quando si eseguono le registrazioni della temperatura atmosferica. Tant’è.

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Bruxelles ci aiuta soltanto sul green. Ma ora forse tagliare le accise si può
Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni (Ansa)
Sì a 14 miliardi di spesa aggiuntiva. Il governo pensa di impegnarli su progetti già finanziati per liberare risorse contro il caro energia. La Meloni: «Accolte le nostre richieste». Occhio, però: ci chiedono la riforma del catasto.

La tanica di benzina è mezza vuota: come previsto (purtroppo) dalla Verità, ieri la Commissione Ue ha sì ufficializzato, come richiesto espressamente da Giorgia Meloni, la possibilità di chiedere un margine dello 0,3% per investimenti in energia all’interno dell’1,5% previsto per le spese per la difesa nella clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, ma ha pure piantato dei solidi paletti per l’utilizzo di questi denari (circa 7 miliardi di euro l’anno, per un massimo del doppio in tre anni, a partire dal 2026).

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Trump abbassa i toni su Netanyahu: «Ho iniziato io la guerra». Ma poi corteggia Khamenei
Donald Trump e Benjamin Netanyahu (Ansa)
Il tycoon ricuce con Netanyahu dopo le liti, auspicando tuttavia un incontro con la Guida suprema iraniana. Intanto, Kallas propone l’operazione Aspides per sminare Hormuz.

Nelle ultime ore la guerra tra Iran e Stati Uniti ha registrato una nuova escalation, tra missili balistici, droni, operazioni navali e accuse reciproche. La tensione è esplosa nella notte tra martedì e mercoledì con una serie di forti esplosioni che ha colpito l’isola iraniana di Qeshm, punto strategico dello Stretto di Hormuz.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 4 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 4 giugno con Carlo Cambi

L’Ucraina colpisce San Pietroburgo e fa strage di civili nel Donetsk
La colonna di fumo causata dall'attacco ucraino a San Pietroburgo (Getty Images)
Zelensky: «Pronto a negoziare con Putin». Prima però lancia un attacco nella città dello zar all’inizio del Forum economico. Raid contro un autobus nel territorio russofono, otto morti. Mosca: «Risponderemo».

Nel giorno dell’apertura del Forum economico di San Pietroburgo, uno dei maggiori eventi internazionali ospitati dalla Russia, la storica città fondata dallo zar Pietro il Grande tre secoli fa è stata bersagliata da decine di droni ucraini che hanno volato per 1.200 km fino agli obiettivi.

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