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Una legge freni tribunali e assistenti sociali
Ansa
Il magistrato che ha tolto i figli alla famiglia del bosco parla di problemi relazionali dovuti alla mancata frequentazione della scuola. Eppure, l’insegnamento parentale è legale. E un piccolo allontanato dalla madre avrà molta più difficoltà a stringere legami sociali.

Nel diritto romano bona fide assumeva il significato di comportamento leale e onesto nell’esecuzione degli impegni e obblighi assunti. La buona fede, in senso meno grandioso, è invece lo stato psicologico di un soggetto che ha la convinzione di agire in maniera corretta e ignora di ledere i diritti altrui. La dottoressa Cecilia Angrisano è il magistrato che ha tolto i tre figli ai genitori del bosco, i genitori che hanno osato sottrarre i loro bambini alla follia del mondo contemporaneo. La dottoressa Angrisano è intervenuta in numerosi convegni a favore delle famiglie raffazzonate. Un convegno in cui è stata ospite d’onore parla di «genitorialità fuori dall’ordinario», vezzoso termine con cui si parla della violazione del diritto del bambino di vivere con l’uomo e la donna che lo hanno generato. Molto forte è il rapporto con il Cismai, associazione presente a Bibbiano e nella Bassa modenese, e ovunque si deportino i bambini verso le case famiglia: bambini deportati da un istante all’altro, senza neanche la possibilità di portare con sé un giocattolo.

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Vale la pena lottare per gli iraniani
Ansa
Il popolo persiano non è mai stato domato. Il libro di uno dei suoi scrittori spiega perché il fondamentalismo religioso che lo opprime è ancora più pericoloso del comunismo.

L’Iran non sta perdendo la guerra. Non ci sono i segnali di crollo che si erano verificati in Libia e in Iraq dopo i primi giorni. L’Iran si è preparato per decenni alla guerra ed è in grado di resistere. Se una parte della sua popolazione vuole la libertà dallo Stato islamico anche a costo della morte, è indubbio che un’altra parte sia disposta a combattere per lo Stato islamico fino alla morte. D’altronde, quattro decenni di indottrinamento non possono essere passati invano. La domanda è: «Perché attaccare l’Iran?» Chi ce lo fa fare di far morire un po’ di gente, aumentare le distruzioni, prendere a calci le nostra già scalcinate economie? L’Iran è un Paese atroce e ingiusto. Innegabile. Lo è anche la Corea del Nord, se per questo. Non è la stessa cosa. La risposta a queste domande esiste. Vale la pena di fare la guerra all’Iran anche a costo di morti e distruzioni, anche a costo di povertà, esattamente come valeva la pena di combattere Hitler. Lo spiega un iraniano.

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Occhio: il Ramadan può nuocere alla salute
Ansa
Durante il mese sacro dell’islam, una delle restrizioni per i fedeli è l’astenersi dal bere acqua nelle ore diurne. Ma tale pratica non è esente da rischi: l’organismo si disidrata, causando seri danni psicofisici, fino a episodi limite di aumento della violenza.

In occasione dell’8 marzo Non una di meno intona cori da anni Settanta, precisando che le sedi dei pro life vanno incendiate «con loro dentro, sennò è troppo poco». Sono innumerevoli gli articoli su PubMed che testimoniano i danni, anche se in effetti basterebbero un buon libro di fisiologia e di patologia medica per chiarire il problema. La disidratazione rappresenta una condizione clinica determinata da un bilancio idrico negativo in cui la perdita di acqua supera l’introito. La letteratura scientifica sottolinea come anche modeste riduzioni dell’acqua corporea, pari all’1-2% del peso totale, siano sufficienti per alterare parametri fisiologici e cognitivi. La popolazione anziana, pediatrica, gli adolescenti, i lavoratori di lavori pesanti fatti all’aperto nei mesi estivi, gli atleti e i soggetti con patologie croniche costituiscono i gruppi maggiormente vulnerabili, ma ogni creatura umana sottoposta al danno della disidratazione, alla sofferenza della sete, subisce un danno. Le evidenze raccolte mostrano che la disidratazione non è un evento isolato ma un fattore di rischio trasversale in grado di incidere su performance, capacità decisionali, omeostasi cardiovascolare e funzione renale.

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