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L’articolo dimenticato di Pier Paolo Pasolini contro l’aborto facile. «Non si toglie la vita»
Pier Paolo Pasolini (Ansa)
Due mesi prima del noto testo uscito sul «Corriere della Sera» lo scrittore inviava ad «Amica» una lettera in favore dei bimbi.

«Cara lettrice, se tua madre avesse abortito tu non saresti qui. Io posso odiarti, ma anche amarti. Amo il mio amore per te, ma anche l’eventuale odio reciproco fa parte della vita. Non si può abrogare una creatura, anche nei primi, incerti stadi della sua esistenza». Queste parole sono state scritte da Pier Paolo Pasolini e provengono da un breve intervento uscito sul numero del 24 novembre 1974 del settimanale femminile Amica, edito dal Corriere della Sera. Quello stesso Corriere della Sera su cui di lì a poco, il 19 gennaio del 1975, Pasolini firmerà il suo discusso editoriale incentrato sull’interruzione di gravidanza e intitolato «Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti».

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L’Ue decide sull’aborto libero e sicuro
Leone XIV (Ansa)
Bruxelles sceglierà se creare o no il fondo per finanziare i viaggi delle mamme da Paesi più restrittivi verso quelli in cui la pratica è prassi. Rinnegando i valori cristiani europei.

Mancano pochi giorni alla data in cui la Commissione europea dovrà decidere se accogliere o rigettare la proposta «My voice My choice» per un «aborto libero e sicuro», oggetto di una risoluzione del Parlamento europeo approvata a maggioranza con 358 voti su 639 (56%), il 17 dicembre scorso.

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Il Papa ribadisce la difesa della vita: «L’aborto è il distruttore della pace»
Leone XIV (Ansa)
Leone XIV lancia un monito sulla responsabilità morale delle società contemporanee.

Sarà anche «voce di uno che grida nel deserto», ma papa Leone XIV, con illuminato coraggio al servizio della verità, in perfetta coerenza con i suoi predecessori, non perde occasione per ribadire con forza la condanna della più iniqua e immorale delle pratiche che i nostri giorni hanno drammaticamente «normalizzato»: l’aborto. Anche ieri, nel contesto degli appelli quotidiani e accorati lanciati al mondo intero perché cessino le guerre, il Santo Padre ha voluto riprendere il «grido» d’allarme di suor Teresa di Calcutta: non ci sarà mai pace in un mondo che sostiene e promuove l’aborto.

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La crociata politica di papa Leone: «L’aborto è un distruttore di pace»
Leone XIV (Ansa)
Il pontefice, parlando agli aspiranti operatori umanitari, cita il grande insegnamento di Madre Teresa: «Chi esclude dalla vita un nascituro non può servire un popolo». Nel 2025 record di soppressioni.

Papa Leone XIV è tornato ieri a parlare di aborto e lo ha fatto con un linguaggio straordinariamente forte e aggressivo che non si sentiva forse dai tempi di Giovanni Paolo II (1978-2005). Il pontefice polacco infatti - detto per antonomasia il «Papa della vita» - per quasi 27 anni lottò contro il trionfo della «cultura della morte», come lo stesso Wojtyla la ribattezzò, per toglierle l’ipocrita maschera di «progresso» con cui la velavano i suoi apologeti (Evangelium vitae, 1995, n. 24).

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Ora lo ammette pure la Cassazione: «Il feto è come un bimbo già nato»
(IStock)
La sentenza della Suprema Corte riporta al centro il diritto naturale e ci ricorda che la vita è sacra dal concepimento fino alla morte. Tutto il contrario rispetto a ciò che afferma la vulgata dominante.
«La morte del feto è una perdita parentale». Significa che anche per la giustizia il rapporto fra genitori e figli esiste fin dal concepimento. Una rivoluzione con otto parole. È quella realizzata dalla Corte di Cassazione con una sentenza destinata a far discutere e a rimettere in gioco l’architettura turbo-abortista, poiché equipara giuridicamente il bimbo «non nato» al neonato nel rapporto emotivo con il resto della famiglia. Scrivono i giudici, in relazione a un errore sanitario: «Il decesso del feto determina la risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale, che si manifesta prevalentemente in termini di intensa sofferenza interiore tanto del padre quanto (e soprattutto) della madre».
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