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Ora lo ammette pure la Cassazione: «Il feto è come un bimbo già nato»
(IStock)
La sentenza della Suprema Corte riporta al centro il diritto naturale e ci ricorda che la vita è sacra dal concepimento fino alla morte. Tutto il contrario rispetto a ciò che afferma la vulgata dominante.
«La morte del feto è una perdita parentale». Significa che anche per la giustizia il rapporto fra genitori e figli esiste fin dal concepimento. Una rivoluzione con otto parole. È quella realizzata dalla Corte di Cassazione con una sentenza destinata a far discutere e a rimettere in gioco l’architettura turbo-abortista, poiché equipara giuridicamente il bimbo «non nato» al neonato nel rapporto emotivo con il resto della famiglia. Scrivono i giudici, in relazione a un errore sanitario: «Il decesso del feto determina la risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale, che si manifesta prevalentemente in termini di intensa sofferenza interiore tanto del padre quanto (e soprattutto) della madre».
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