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La Cassazione dà ragione al governo sui cpr in Albania: trattenimenti leciti

La Cassazione dà ragione al governo sui cpr in Albania: trattenimenti leciti
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Dopo la sentenza del Palazzaccio la Corte d’Appello di Roma cambia linea. Espulsi i tre i tunisini dello stupro al Concertone.

Doppio scacco all’immigrazione clandestina e molesta: sui trattenimenti in Albania la Corte di Cassazione ribalta tutto, equiparando il centro di Gjader ai cpr italiani, mentre il Viminale nel pomeriggio di ieri ha espulso i tre tunisini indagati per le molestie al Concertone del Primo maggio. Ma andiamo con ordine.

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Quegli italiani dimenticati nel 1946
Getty Images
Niente urne nella provincia di Bolzano né nella circoscrizione di Trieste, Venezia Giulia, Zara. Alessandro Urzì (Fdi): «Esclusi dalla comunità nazionale. Devono essere ricordati».

C’è una storia dimenticata attorno al 2 giugno del 1946. L’Italia è distrutta dalla guerra. Il Paese è spaccato. Diviso. Non solo perché gli italiani si sono combattuti durante una terribile guerra civile.

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Così il «partito del Quirinale» è diventato padrone dello Stato
Alle spalle, il Quirinale (Imagoeconomica). Nel riquadro, il libro di Castellani e Quagliariello
Nel libro di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello la storia di 80 anni di Repubblica. Con una Carta nata per avere governi poco stabili, il sistema cerca un Principe. Lo trova prima nei partiti. Poi, dopo Mani Pulite, si sposta sul Colle.

Nella parte sui princìpi e sui diritti fondamentali, le culture politiche trovano relativamente presto un terreno comune: la Costituzione è «riconosciuta» da tutti come liberale e democratica, come sottolinea Meuccio Ruini quando, nella seduta del 12 marzo 1947, rivendica il sistema di libertà e diritti che la distingue tanto dai modelli totalitari quanto dalle esperienze instabili del passato.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 2 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 2 giugno con Carlo Cambi

A Milano schiavi islamici e ricconi
Il cantiere del nuovo consolato americano che sorgerà a Milano (Ansa)
Il modello Beppe Sala promuove uno «sviluppo» urbano che usa lo sfruttamento alla maniera coranica, in stile monarchie del Golfo, come emerge dal caso del consolato americano.

Milano conferma un dato ormai strutturale: il suo modello di sviluppo (più precisamente di accumulazione) ha generato squilibri distributivi profondi e difficilmente reversibili. È un sistema dove la rendita fondiaria e immobiliare ha assunto un peso sempre più dominante fino a diventare il principale fattore strutturante dell’intera economia urbana.

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