
L’attacco israelo-americano contro l’Iran ha innescato la reazione piccata della Corea del Nord. Ma, al di là della retorica, qual è la vera posizione di Pyongyang su questo dossier?
A prima vista, la condanna del regime di Kim Jong-un sembrerebbe inappellabile. Il governo nordcoreano ha detto che l’offensiva israelo-americana contro Teheran “costituisce un atto di aggressione del tutto illegale e la forma più vile di violazione della sovranità nella sua natura”. Non bisogna del resto trascurare che, nel 2024, Pyongyang inviò in Iran una propria delegazione: il che fece sospettare che, al di là della volontà di diminuire l’isolamento internazionale, Kim Jong-un puntasse a una cooperazione in materia di energia nucleare.
Tuttavia, bisogna fare attenzione. Come recentemente sottolineato da The Diplomat, sia Pyongyang the Teheran hanno sostenuto la Russia contro l’Ucraina, fornendo a Mosca del materiale bellico. Adesso, impegnata con l’attacco israelo-americano, la Repubblica islamica non è più in grado di svolgere questa funzione: il che rappresenta una buona notizia per la Corea del Nord, che ha così eliminato la concorrenza degli ayatollah, rendendosi ancora più centrale per il Cremlino.
Tra l’altro, Mosca ha firmato due trattati con entrambi i Paesi: uno, nel 2024, con la Corea del Nord, e un altro, l’anno scorso, con l’Iran. Ebbene, soltanto il primo prevede che la Russia debba intervenire militarmente al fianco della controparte, qualora quest’ultima subisse un attacco militare. Resta comunque il fatto che né in Venezuela né in Iran Mosca, impegnata nel fronte ucraino dal 2022, si sia granché data da fare per assistere gli storici alleati contro Washington. Il che potrebbe spingere Kim Jong-un a dubitare del sostegno concreto del Cremlino in caso di necessità.
Infine, ma non meno importante, resta sospesa un’incognita sul futuro degli eventuali colloqui nucleari tra Pyongyang e Washington. È ormai chiaro il ricorso dell’amministrazione Trump alla diplomazia coercitiva. Quando la Casa Bianca metterà sotto i riflettori la Corea del Nord, Kim potrebbe avere difficoltà a trovare adeguata copertura non solo dalla Russia ma anche dalla Cina. D’altronde, al netto delle dichiarazioni di facciata, non è che i rapporti tra Pechino e Pyongyang siano attualmente idilliaci. Insomma, la crisi iraniana risulta ambivalente per il regime nordcoreano: gli sta aprendo delle opportunità, è vero, ma anche degli scenari non poco preoccupanti.






