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Boccassini choc: «Dopo la morte di Borsellino non si poteva indagare»

Boccassini choc: «Dopo la morte di Borsellino non si poteva indagare»
Ilda Boccassini (Ansa)
Passati 30 anni, «Ilda la rossa» racconta il suo periodo nella Procura di Caselli: «Clima pessimo, moltissime anomalie. Dell’Utri non era indagato nel processo Sistemi criminali, ma furono acquisiti i tabulati dei telefoni».

Da mesi la Procura di Caltanissetta sta indagando sui moventi e i mandanti occulti dell’omicidio di Paolo Borsellino e sul presunto favoreggiamento alla mafia di pezzi da novanta della magistratura come Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, sospettati di avere insabbiato un procedimento sui rapporti tra le cosche e il gruppo Ferruzzi di Ravenna. Per questo negli uffici degli inquirenti nisseni stanno sfilando numerosi testimoni eccellenti che hanno lavorato a Palermo negli anni Novanta.

Una di questi è Ilda Boccassini, per anni star della Procura di Milano e per pochi mesi, a partire dal marzo del 1995, pm a Palermo. «Ilda la rossa» nel suo verbale di sommarie informazioni ha descritto l’esperienza nel capoluogo siciliano come traumatica. Erano gli anni immediatamente successivi all’uccisione di Borsellino e di Giovanni Falcone, con cui lei stessa ha raccontato di avere avuto una relazione.

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paolo sorbi
Manifestazione studentesca nel 1968. Nel riquadro, Paolo Sorbi (Getty Images)
Il sociologo Paolo Sorbi, ex sessantottino, oggi pro life: «Perfino i comunisti furono più ricettivi davanti alla lezione di Wojtyla e Ratzinger. Il Pd ormai è diventato un partito radicale».
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Dimmi La Verità | Giorgio Mulè (Fi): «È importante votare al referendum sulla giustizia»

Ecco #DimmiLaVerità del 9 marzo 2026. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè di Forza Italia spiega perché è fondamentale andare a votare al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo prossimi.

La Relazione annuale sulla sicurezza descrive uno scenario internazionale sempre più instabile. Il terrorismo jihadista, le strategie ibride della Russia, l’influenza dell’Iran in Medio Oriente e l’uso crescente delle tecnologie digitali ridisegnano le minacce per l’Italia e per l’Europa.

Clicca qui sotto per scaricare e consultare la Relazione annuale sulla sicurezza.

Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza.pdf


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Migranti Albania: dall'accordo ai centri - Cronistoria di un esperimento europeo
8 novembre 2024: un gruppo di migranti intercettato in acque internazionali intorno all'Italia arriva a bordo della nave Libra della Marina Militare italiana a Shengjin in Albania (Ansa)

Il 6 novembre 2023 Italia e Albania firmano un protocollo per la costruzione di due centri per migranti in territorio albanese, gestiti e finanziati dall'Italia. Obiettivo dichiarato: esternalizzare parte della gestione delle richieste d'asilo per alleggerire il sistema italiano. Il progetto, primo del genere in Europa, prevede centri a Shengjin (hotspot portuale) e Gjader (centro trattenimento ed espulsioni) con capacità iniziale 3.000 persone all'anno.

Dal novembre 2023 all'operatività dei primi trasferimenti nell'ottobre 2024, tra costruzione accelerata, costi (670-680 milioni di euro fino al 2028), sentenze della magistratura che bloccano i trattenimenti, polemiche politiche e attenzione internazionale: questa è la cronistoria completa dell'accordo Italia-Albania sui migranti, dalle origini alle prospettive future.

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