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  • Da noi si torna a parlare di una legge sulla morte assistita. A Ottawa, dove c’è dal 2016, ormai è la causa del 5% dei decessi. E viene proposta anche a chi è sulla sedia a rotelle.
  • L’attivista Alex Schadenberg: «Molte persone non autosufficienti hanno paura a presentarsi in ospedale, perché il suicidio viene loro presentato come un’opzione. Nel 2027 toccherà ai malati mentali e ai “minorenni maturi”».
  • Dal 2002 ad oggi nei Paesi Bassi la pratica è aumentata di oltre il 430%. E dal 2005 vengono coinvolti i bambini. A Bruxelles invece l’incremento è stato del 1.000%.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Presepi manipolati. Gli sfregi al Natale: da Gesù «bambina» alla stalla gommone
Il presepe allestito a Chicago. Gesù bambino con le fascette ai polsi in segno di protesta contro l'ICE di Trump
  • Spunta anche la mangiatoia rossa «contro i femminicidi» E nel Varesotto un gruppo di giovani devasta le statuine.
  • Il primo a voler dare una rappresentazione concreta delle condizioni in cui è venuto al mondo il Salvatore fu San Francesco, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa.
  • Il professore di filosofia morale Giacomo Samek Lodovici: «Chi modifica l’iconografia della natività, di Giuseppe, di Maria e di loro figlio perde di vista il tema centrale della solennità. Che è così profondo da potercisi soffermare all’infinito».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Lista d’attesa lunga per avere le cure: chiede l’eutanasia. E il Canada gliela dà
Iniezione letale (iStock)
Donna affetta da una patologia rara, ma non grave, si deprime per le tempistiche dell’operazione e ottiene l’ok al fine vita.

Una donna affetta da una malattia rara, ma tutt’altro che in fin di vita bensì semplicemente stanca di aspettare l’intervento chirurgico di cui avrebbe bisogno, arriva a chiedere - e ottiene - la morte assistita. Sembra assurdo che un caso simile possa esistere e, probabilmente, lo è. Peccato sia una storia vera: quella che vede suo malgrado protagonista Jolene Van Alstine, 37 anni, residente nella provincia canadese del Saskatchewan. La donna soffre da otto anni di iperparatiroidismo primario normocalcemico, una malattia paratiroidea molto rara ma curabile. Il punto è che nel Saskatchewan pare non ci siano chirurghi in grado di eseguire l’operazione di cui ha bisogno. Per questo, la trentasettenne deve essere indirizzata fuori provincia, ma non può ottenere un’indicazione senza prima essere visitata da un endocrinologo e - di quelli della sua zona, alcune decine - nessuno accetta nuovi pazienti.

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