
Mentre è in corso la tregua per il gelo, un esteso blackout ha colpito l’Ucraina e la Moldavia. Il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, ha però attribuito la colpa a un guasto nel sistema elettrico, escludendo per ora l’ipotesi di un cyberattacco. L’interruzione della rete elettrica, scattata alle 10.42 di ieri, ha coinvolto almeno cinque regioni ucraine, tra cui Kiev, Kharkiv e Vinnytsia. Nella capitale sono state sospese le forniture idriche e anche la metropolitana si è trovata costretta a fermare le proprie corse. Il presidente ucraino ha cercato di fare chiarezza già nella mattinata: «Il primo ministro, Yullia Svyrydenko, e il ministro dell’Energia, Denys Shmyhal, hanno riferito sulla situazione di emergenza nel sistema elettrico ucraino causata da problemi tecnici sulle linee di interconnessione tra la nostra rete e quella moldava.
Tutte le misure di risposta necessarie a livello del sistema energetico ucraino sono state attivate». Il malfunzionamento avrebbe infatti causato interruzioni simultanee su due linee elettriche ad alta tensione: una collega le reti di Moldavia e Romania, mentre l’altra mette in collegamento l’Ucraina centrale e occidentale.
A escludere esplicitamente un attacco cyber è stata una nota diffusa dal ministero della Trasformazione digitale: «L’emergenza nel sistema energetico non è stata causata da un attacco informatico». Dal primo pomeriggio, il sistema elettrico è stato parzialmente ripristinato, ma il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, a fine giornata, ha sottolineato che «3.419 grattacieli» sono rimasti «senza riscaldamento». Nella serata, Zelensky ha dichiarato: «Le cause sono in fase di indagine. Al momento non ci sono conferme di interferenze esterne o attacchi informatici. A causa delle condizioni meteorologiche, le linee si sono ghiacciate e si sono verificati spegnimenti automatici».
Il guasto a cascata in Moldavia ha coinvolto anche la capitale Chisinau, mettendo fuori uso alcuni semafori e mezzi pubblici. A intervenire in merito è stato il ministro dell’Energia della Moldavia, Dorin Junghietu: «A causa della perdita della corrente elettrica sul territorio dell’Ucraina, è scattato il sistema di protezione automatico».
E se la tregua riguarda solo le infrastrutture energetiche, Mosca ha preso di mira «oggetti delle infrastrutture di trasporto» utilizzate dalle forze armate ucraine. Dall’altra parte, Kiev, secondo Rbc Ukraine, ha colpito obiettivi militari russi nei territori occupati di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia.
Sul fronte delle trattative, lo svolgimento del secondo round di negoziati ad Abu Dhabi previsto oggi resta un punto interrogativo. Dopo che il leader di Kiev non ha escluso il rinvio «a causa della situazione tra Stati Uniti e Iran», la Tass ha invece precisato che i colloqui non sono stati cancellati. Nel frattempo, l’inviato del Cremlino, Kirill Dmitriev, ha incontrato a Miami la delegazione americana composta dall’inviato Steve Witkoff, il genero di Donald Trump, Jared Kushner, il segretario al Tesoro, Scott Bessent e il consigliere della Casa Bianca, Josh Gruenbaum. Il primo a esprimersi sull’esito del meeting è stato Witkoff. Definendo il colloquio «produttivo e costruttivo», ha scritto su X: «Siamo incoraggiati da questo incontro, dal fatto che la Russia stia lavorando per garantire la pace in Ucraina». A confermare la riuscita positiva è stato anche Dmitriev: «Incontro costruttivo con la delegazione statunitense per la pace. Discussione produttiva anche sul gruppo di lavoro economico Usa-Russia».
Ma per il leader di Kiev è «indispensabile» l’incontro con il presidente russo, Vladimir Putin, per sciogliere il nodo dei territori. Egli, inoltre, confida nel vertice con gli Usa della prossima settimana. Dopo aver respinto il faccia a faccia a Mosca e aver invitato lo zar russo a Kiev, Zelensky ha affermato che «nessuno, tranne i leader, sarà in grado di risolvere» la questione territoriale. Durante un’intervista a una radio ceca ha infatti precisato: «Come minimo, dovremmo avere l’opportunità di mantenere i contatti con la Federazione russa, con il leader della Russia», altrimenti «le nostre squadre non saranno in grado di concordare sulle questioni territoriali».
Da Mosca arrivano intanto gesti di distensione verso l’Italia. In occasione a Roma del congresso di Democrazia sovrana popolare, è andata in onda un’intervista alla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: «Il nostro obiettivo è la pace anche con il popolo italiano. Agli italiani dico: se volete conoscere ciò che accade nel mondo, venite in Russia. Non è vero ciò che viene trasmesso nelle tv italiane».




