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Putin apre un altro fronte ucraino. La Nato risponde spaccandosi

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Tank russi in esercitazione (Ansa)
Mosca ammassa nuove truppe al confine, stavolta in Bielorussia. Boris Johnson invia a Kiev militari e tecnologie. La Germania invece si rifiuta di parlarne. Nonostante l’allarme Usa: «Attacco possibile in ogni momento».

A Vladimir Putin che mostra i muscoli anche in Africa non bastavano i guai in Kazakistan, Bielorussia (dove da qualche giorno soldati e mezzi russi sono impegnati in esercitazioni militari congiunte proprio ai confini con l’Ucraina), e in tutta l’Asia centrale, perché ha deciso di aprire - anche se sarebbe meglio dire riaprire - un nuovo fronte in Ucraina, già invasa nel 2014 (nelle sue regioni orientali) con la successiva annessione della Crimea.

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Dal mito alla realtà: come cambia il turismo globale
iStock

Dal Marocco al Giappone fino a Cuba, il turismo contemporaneo perde la dimensione della «scoperta» e si confronta con luoghi già raccontati. Meno esotismo, più realtà: il viaggio diventa esperienza consapevole dentro contesti che esistono oltre il turista.

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Pechino si è resa meno vulnerabile alle crisi energetiche e ora, malgrado la crescita debole e la grana del real estate, è solida. Più esposta Seul, mentre Nuova Delhi rischia il 3% del Pil solo con le rimesse dal Medio Oriente.

Il panorama dei mercati asiatici a marzo 2026 è un paradosso: epicentro della rivoluzione tecnologica mondiale, ma anche ostaggio dei venti di guerra dal Golfo Persico. Per l’investitore occidentale, la sfida è distinguere tra chi ha costruito «scudi sovrani» e chi, come Seul e Nuova Delhi, resta esposto allo shock geopolitico.

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La Procura di Firenze - Dda, con il supporto del Comando Provinciale della GdF di Firenze, ha disposto il sequestro di beni, opere d'arte e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro.

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La Cei: «C’è da evangelizzare l’Italia»
Matteo Zuppi (Imagoeconomica)
I vescovi si accorgono che nella nostra società «la fede non può più essere data per scontata. Serve una conversione missionaria». Manca solo un po’ di autocritica.

Si è tenuta a Roma, dal 23 al 25 marzo, la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, sotto la guida del suo presidente, il cardinale e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

Tra i temi dibattuti dai presuli, secondo il comunicato finale, i vari conflitti che «insanguinano diverse regioni del mondo», «l’indebolimento del diritto internazionale», le «divisioni che lacerano il tessuto civile» con un focus sulla «fatica delle comunità» cristiane, malgrado la positiva «sete di speranza».

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