2025-11-29
Rimane invalida a 18 anni dopo Pfizer: «Nessuno si prende responsabilità»
Letto d'ospedale (iStock). Nei riquadri, Letizia Martina prima e dopo il vaccino
Letizia Martini, oggi ventiduenne, ha già sintomi in seguito alla prima dose, ma per fiducia nel sistema li sottovaluta. Con la seconda, la situazione precipita: a causa di una malattia neurologica certificata ora non cammina più.«Io avevo 18 anni e stavo bene. Vivevo una vita normale. Mi allenavo. Ero in forma. Mi sono vaccinata ad agosto del 2021 e dieci giorni dopo la seconda dose ho iniziato a stare malissimo e da quel momento in poi sono peggiorata sempre di più. Adesso praticamente non riesco a fare più niente, riesco a stare in piedi a malapena qualche minuto e a fare qualche passo in casa, ma poi ho bisogno della sedia a rotelle, perché se mi sforzo mi vengono dolori lancinanti. Non riesco neppure ad asciugarmi i capelli perché le braccia non mi reggono…». Letizia Martini, di Rimini, oggi ha 22 anni e la vita rovinata a causa degli effetti collaterali neurologici del vaccino Pfizer. Già subito dopo la prima dose aveva avvertito i primi sintomi della malattia, che poi si è manifestata con violenza dopo la seconda puntura, tant’è che adesso Letizia è stata riconosciuta invalida all’80%.Anche la storia clinica di questa ragazza, come le altre storie che vi abbiamo raccontato, è certificata nei referti ospedalieri ed è tremendamente simile a tante altre di danneggiati dal vaccino che hanno sviluppato malattie neurologiche di origine autoimmune, coerentemente con quanto pubblicato in questi anni nella letteratura scientifica. Che qualcuno finge di non conoscere, ma che invece ha documentato l’insorgenza di tutta una serie malattie neurologiche, anche gravemente invalidanti, come conseguenza della vaccinazione anti Covid. Tra queste malattie c’è’ anche la patologia che ha colpito questa ragazza: una neuropatia delle piccole fibre, la stessa che ha distrutto l’esistenza a un’altra giovane ex atleta che abbiamo intervistato la scorsa settimana, Gaia Zazzaretti, un tempo campionessa di karate e ora costretta, a 28 anni, a una vita da anziana, dopo aver creduto al virologo Roberto Burioni che nei salotti tv rassicurava la popolazione negando, in coro con le altre «virostar», che i vaccini fossero sperimentali ed escludendo ogni rischio, quando invece già esistevano dati, allarmanti, che arrivavano da Israele e Inghilterra. Dati ignorati dalle nostre autorità sanitarie, tant’è che poi fu emanato il green pass. Ora, le conseguenze della vaccinazione di massa indiscriminata e per lo più estorta le vediamo su persone prima perfettamente sane come Letizia. Il suo è un calvario, iniziato tre anni fa, che non vede fine: «I sintomi insorti dopo la prima dose li ho sottovalutati, anche perché io non credevo che il vaccino anti Covid potesse farmi male, visto che ci dicevano il contrario. Però ricordo che ho avuto subito una strana rigidità muscolare e avevo tachicardia. Dopo la seconda dose la situazione è precipitata: subito un dolore alla schiena fortissimo con sintomi simil-influenzali e da lì ogni giorno sono peggiorata: dolori muscolari e articolari e poi nebbia cognitiva, con vertigini e continui giramenti di testa. Praticamente non riuscivo a fare più niente, neanche ad andare a scuola e i professori non mi capivano, non mi credevano, pensavano che mi stessi inventando tutto, che fossi una malata immaginaria». Piange al telefono, Letizia, mentre racconta quei giorni e mesi in cui si è sentita tremendamente sola, se non fosse stato per la vicinanza della mamma, l’unica che sin da subito ha creduto in lei e le è rimasta a fianco. È stato orribile, innanzitutto perché era il periodo del Covid e sembrava impossibile fare visite in ospedale. Quindi ho iniziato a farmi visitare privatamente, ma i medici mi vedevano molto giovane e vedevano che apparentemente, esteticamente, stavo bene, quindi credevano che stessi esagerando o mi inventassi qualcosa per attirare l’attenzione su di me. Mi trattavano come una malata immaginaria, insomma, mi dicevano di prendere qualche antinfiammatorio e finiva lì. Solo nel 2024 ho avuto la prima diagnosi». Si legge nel referto del neurologo che ha visitato la ragazza presso l’Asl di Bologna: «8 agosto 2021 seconda dose vaccino anti Covid (Pfizer). Dopo due settimane artralgie e astenia. Successivamente comparsa di prurito in tutto il corpo e parestesie agli arti inferiori che si sono estese anche agli arti superiori. Livedo reticularis alle ginocchia. Tachicardie soprattutto nei cambi posturali. I disturbi determinano una certa difficoltà a deambulare». Dopo anni di analisi ed esami, non è stata trovata altra causa scatenante della malattia di Letizia tranne le ripetute vaccinazioni anti Covid. Ora la ragazza ha avviato le pratiche per il riconoscimento ufficiale della correlazione e il diritto all’indennizzo, ma sarà impossibile per lei tornare quella di una volta. Letizia si chiede se il suo destino poteva essere diverso, qualora il danno da vaccino le fosse stato diagnosticato subito: «La parestesia alle gambe mi è venuta dopo circa due mesi. Quindi forse c’era il tempo e il modo di intervenire prima che tutto degenerasse. Invece nessuno mi diceva cosa accadeva e nessuno mi prendeva neanche in carico. Andavo al pronto soccorso e mi rimandavano a casa ed ero disperata insieme alla mia mamma, che non sapeva neanche lei cosa fare. Dovevano dirlo che i vaccini erano rischiosi! Dovevano comportarsi in un altro modo, soprattutto con noi giovani! Rovinare la vita a una persona che ha 18 anni e ha una vita davanti a sé è cosa molto grave. Invece nessuno si prende la responsabilità di nulla. Si continua in maniera ridicola a negare. Ma io dico: se è stato fatto un errore, almeno si cerchi di aiutare chi sta male per questo errore! Così è disumano».
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