Più che la disponibilità delle risorse, sarà la capacità di spenderle in tempo a determinare il successo dell’ultima scommessa del Pnrr sul fronte dell’housing universitario.
Con il nuovo avviso affidato a Cassa Depositi e Prestiti, il governo punta a rafforzare in modo significativo l’offerta di alloggi per studenti, mettendo sul tavolo almeno 579 milioni di euro e fissando una scadenza che lascia poco spazio ai ritardi: i posti letto dovranno essere disponibili entro maggio 2027 per consentire l’erogazione dei contributi entro il termine ultimo previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’obiettivo è ambizioso. In un Paese dove il numero di posti letto dedicati agli universitari continua a essere insufficiente rispetto alla domanda, soprattutto nelle grandi città sede di atenei, il bando che scade il 29 giugno rappresenta uno degli strumenti principali per colmare un gap che negli ultimi anni ha alimentato proteste studentesche, rincari degli affitti e crescenti difficoltà di accesso all’istruzione universitaria per i fuori sede.
La misura, gestita da Cdp su mandato del Ministero dell’Università e della Ricerca dopo la revisione del Pnrr approvata dall’Ecofin, prevede una quota minima del 40% delle risorse destinata al Mezzogiorno. Potranno partecipare soggetti pubblici e privati, imprese, operatori economici, fondazioni, enti religiosi e altri soggetti interessati a realizzare o riqualificare immobili da destinare a residenze universitarie. Gli interventi ammissibili comprendono recupero di edifici esistenti, demolizioni e ricostruzioni, nuove edificazioni e opere di efficientamento energetico o miglioramento sismico.
Il contributo previsto ammonta a quasi 20.000 euro per ogni posto letto effettivamente realizzato e messo a disposizione degli studenti. Non si tratta però di un finanziamento diretto alla costruzione. Le spese per gli interventi restano infatti a carico dei proponenti, mentre il contributo pubblico serve a sostenere la gestione nei primi anni di attività, compensando parte dei minori introiti derivanti dall’obbligo di applicare canoni calmierati. I beneficiari dovranno infatti garantire affitti almeno del 15% inferiori ai valori di mercato e riservare il 30% dei posti a studenti fuori sede capaci e meritevoli privi di adeguati mezzi economici.
Sulla carta le condizioni per accelerare il settore sembrano esserci. Nella pratica, tuttavia, il percorso resta complesso. «La questione centrale non è tanto la disponibilità dei fondi quanto la capacità di utilizzarli in modo efficace e rapido», osserva Oliver Mantinger, managing director di Drees & Sommer Italia, società specializzata nel project e construction management. Secondo il manager, la vera sfida riguarda la velocità con cui il sistema riesce a trasformare le risorse disponibili in cantieri conclusi e strutture operative.
A rallentare il processo è soprattutto la frammentazione normativa e urbanistica che caratterizza il territorio italiano. L’esperienza maturata in diversi progetti, dal Piemonte all’Emilia-Romagna fino al Lazio, mostra come destinazioni d’uso differenti e procedure autorizzative non uniformi possano allungare sensibilmente i tempi di sviluppo. Una situazione che rende più difficile rispettare le scadenze imposte dal Pnrr. Eppure proprio gli studentati potrebbero rappresentare uno dei segmenti più adatti all’innovazione industriale nel settore delle costruzioni. La ripetitività delle unità abitative consente infatti di ricorrere a sistemi prefabbricati e a processi produttivi standardizzati, riducendo tempi e costi. Un modello già diffuso in altri Paesi europei ma ancora poco utilizzato in Italia.
Non mancano esempi incoraggianti. Mantinger cita il caso di uno studentato realizzato a Torino in appena tredici mesi, con oltre 500 stanze ottenute attraverso la riqualificazione di un’area dismessa. Un progetto che dimostra come il recupero del patrimonio inutilizzato è una leva strategica.
La guerra in Ucraina torna a investire la Crimea. La campagna di bombardamenti ucraini contro il settore energetico russo si è abbattuta con ferocia sulla Crimea occupata, dove cinque persone sono morte nei raid notturni, denunciano le autorità filorusse.
Le autorità russe insediate nella Crimea occupata hanno introdotto una serie di misure straordinarie: stop ai centri estivi per bambini, vendita di carburante limitata ai soli funzionari dell’amministrazione di occupazione, blackout programmati e cancellazione di tutti gli eventi pubblici. Tutti segnali evidenti della crescente pressione esercitata da Kiev sulla regione annessa da Mosca nel 2014.
In particolare, in diverse aree della Crimea occupata sono stati introdotti piani di consumo elettrico a rotazione a causa di problemi di approvvigionamento energetico. Le interruzioni hanno colpito in particolare i distretti nord-occidentali, centrali e della costa meridionale della penisola, dove si registrano danni alle infrastrutture della rete elettrica. Per quanto riguarda, invece, le severe restrizioni alla vendita di carburante: il rifornimento sarà consentito esclusivamente ai rappresentanti dell’amministrazione locale. Alcune zone resteranno anche prive di illuminazione stradale, mentre tutti gli eventi pubblici sono stati annullati.
Ieri gli aeroporti di Mosca sono stati chiusi temporaneamente nella notte, dopo che sono stati intercettati circa 60 droni ucraini. Il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, ha pubblicato una serie di aggiornamenti sugli scali e il numero di droni intercettati, affermando che nel giro di un'ora ne erano stati abbattuti 27 droni. Secondo il sindaco in totale sono stati distrutti 70 droni che hanno preso di mira la città. L'esercito ucraino ha dichiarato di aver colpito il centro di comunicazioni satellitari russo di Dubna, nella regione di Mosca.
Mentre sferra massicci attacchi su Mosca, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla di pace: «Bisogna porre fine a questa guerra, che ormai da cinque anni miete vittime. Questa guerra su vasta scala dura già da più tempo della Prima guerra mondiale. Forse la Russia vuole aspettare che questa guerra duri ancora più a lungo della Seconda guerra mondiale. Ma il mondo sicuramente non lo vuole e sicuramente può impedirlo. Occorre esercitare pressione su Putin, pressione sulla Russia, affinché tutto questo si concluda con una pace dignitosa e con una protezione reale e garantita per la vita delle persone. L’Ucraina ha avanzato tutte le proposte possibili per la via diplomatica», ha commentato sui social. I droni-bomba di Zelensky continuano a mancare qualche bersaglio: nel Sud dell’Estonia ne è stato rinvenuto un o che trasportava 5 chilogrammi di esplosivo; secondo le autorità, potrebbe essere collegato a un attacco ucraino contro la Russia avvenuto all’inizio di giugno. Estonia che ha ricevuto dalla Germania il primo sistema antiaereo a medio raggio Iris-T. La difesa aerea è considerata un punto debole di Tallinn, che ha deciso di acquistare il sistema Iris-T insieme alla vicina Lettonia. I due Stati baltici si sentono direttamente minacciati dalla guerra della Russia contro l’Ucraina.
Chi sta provando un’azione in solitaria per aprire un canale diplomatico con il Cremlino è António Costa, presidente del Consiglio europeo: «Quando vogliamo parlare con la Russia, dobbiamo ascoltarli direttamente. E quando abbiamo un messaggio da trasmettere, dobbiamo inviarlo direttamente a loro», ha detto Costa, «Purtroppo, però, non si tratta di negoziati, perché finora la Russia non ha dato alcun segno di essere realmente, effettivamente e seriamente intenzionata a intraprendere negoziati».
Oggi a Roma la terza edizione dell’evento organizzato dalla Verità: confronto tra politica, governo e imprese con il leader M5S Giuseppe Conte, i ministri Antonio Tajani, Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Marina Calderone e la partecipazione di imprenditori e manager dei principali settori produttivi su energia, infrastrutture, digitale e lavoro. In chiusura l’intervista del direttore Belpietro al premier Giorgia Meloni.
L'evento sarà trasmesso in streaming sul nostro sito e su tutti i nostri canali social a partire dalle 12.
«È arrivato il giorno della verità». Maurizio Belpietro presenta così la terza edizione dell’evento in programma oggi all’Acquario Romano di Roma.
Dalla geopolitica all'economia, dall'energia all'agroalimentare, fino al lavoro e all'innovazione. Saranno le grandi sfide che stanno ridefinendo il ruolo dell'Italia e dell'Occidente al centro dell'evento promosso dal quotidiano. Una giornata di confronto che vedrà alternarsi sul palco esponenti delle istituzioni, leader politici, ministri, imprenditori e manager chiamati a discutere i temi che più incidono sul presente e sul futuro del Paese.
Ad aprire i lavori, dopo i saluti del direttore Belpietro, sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L'intervista dedicata alla crisi globale affronterà i dossier internazionali più delicati, tra conflitti, diplomazia e tutela degli interessi italiani in uno scenario internazionale sempre più instabile. Subito dopo sarà la volta del presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte, protagonista di un confronto dedicato agli equilibri politici e alle prospettive del Paese. Il pomeriggio entrerà nel vivo con un approfondimento sul nuovo disordine mondiale e sulle sfide della sicurezza. Al centro del dibattito il rapporto tra guerre, difesa, approvvigionamenti energetici e competizione globale. È prevista l'intervista al ministro della Difesa Guido Crosetto. I temi economici saranno invece al centro dell'incontro con il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Debito pubblico, dazi, crescita industriale e competitività del sistema produttivo saranno alcuni degli argomenti affrontati nel corso del confronto.
L'attenzione si sposterà quindi sulla trasformazione digitale e sulle infrastrutture che sostengono la crescita del Paese. Nel panel dedicato alla «Fabbrica del futuro» dialogherà con Belpietro l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Arrigo Emilio Giana. Porteranno inoltre il loro contributo Georg Gufler, amministratore delegato di Doppelmayr Italia, Fulvio Giuliani, responsabile della comunicazione di Interporto Rivers, e Stefano Paggi, chief technology and operation officer di Fibercop.
Uno dei momenti centrali della giornata sarà dedicato all'agroalimentare, settore strategico per l'economia nazionale. Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida sarà intervistato dal condirettore Massimo de' Manzoni, mentre Federico Vecchioni, amministratore delegato di BF Spa, offrirà il punto di vista di una delle principali realtà del comparto.
Ampio spazio sarà riservato anche al nodo energetico, considerato decisivo per il futuro dell'Europa e per la competitività del sistema industriale. Nel panel dedicato a «L'energia del potere», condotto dal vicedirettore Giuliano Zulin, interverrà Regina Corradini D'Arienzo, amministratore delegato e direttore generale di Simest. Seguiranno gli interventi di Riccardo Toto, direttore generale di Renexia, Edoardo Antonio De Luca, head of central affairs di Enel, Lorenzo Fiorillo, director technology, R&D/digital di Eni, e Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali Torino. Sempre sul fronte energetico è prevista l'intervista al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
La riflessione proseguirà con un focus dedicato alle infrastrutture strategiche e alla sicurezza degli approvvigionamenti. Nel panel «Le reti della sovranità» interverranno rappresentanti di alcune delle principali realtà del settore: Andrea Giordano, chief infrastructure officer di Aeroporti di Roma, Lorenzo Giussani, direttore strategy and growth di A2A, ed Enrico Pezzoli, amministratore delegato di Acea Acqua.
La parte finale della manifestazione sarà dedicata al mercato del lavoro e alle trasformazioni in corso nel mondo dell'occupazione. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone discuterà di salari, formazione e sviluppo economico. Al dibattito parteciperanno inoltre Andrea Stazi, professore di Diritto comparato e Diritto delle nuove tecnologie dell'Università San Raffaele di Roma, Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis e presidente di Assosomm, e Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net. A condurre l'evento lungo i diversi momenti della giornata sarà la giornalista Rai Manuela Moreno, chiamata a guidare il confronto tra istituzioni, politica e mondo delle imprese.
A chiudere la terza edizione de «Il Giorno della Verità» sarà l'intervista del direttore Belpietro al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un confronto conclusivo che offrirà l'occasione per affrontare i principali dossier politici, economici e internazionali che attendono l'Italia nei prossimi mesi.
«Un appuntamento ormai fisso, lo facciamo da alcuni anni – spiega il direttore – l’abbiamo tenuto a Milano nei primi anni ma ultimamente lo facciamo a Roma e invitiamo ministri, personalità, uomini dell’economia, uomini dell’opposizione, perché no? E quindi discutiamo con loro del futuro che ci attende»





