L’agenzia Radiocor conferma quanto scritto ieri dalla Verità, ovvero che Leonardo guarda a Elt per arrivare al controllo della società di difesa elettronica e cybersecurity. Il gruppo aerospaziale, ora guidato da Lorenzo Mariani, detiene già il 31% circa della capogruppo Elettronica e, secondo fonti vicine al dossier come accennavamo ieri, è intenzionato a salire sopra il 50% trovando un accordo con gli altri soci. L’azionariato vede la famiglia Benigni al 35% e Thales al 33%.
Da un punto di vista industriale, con l’operazione Elt-Elettronica Leonardo mirerebbe a consolidare il posizionamento nelle attività di guerra elettronica per le quali, in particolare, ha accordi strategici con il Regno Unito e, in chiave nazionale, a rafforzare le capacità cyber. A Elettronica, contattata dalla stessa Radiocor, non risultano tuttavia operazioni in corso sull’azionariato.
In realtà, da fonti della Verità, i movimenti ci sarebbero, e tornano puntualmente ogni volta che cambia qualcosa ai vertici di Leonardo. Al centro della vicenda c’è la famiglia Benigni: Enzo, azionista di riferimento di Elt Group, e la figlia Domitilla, oggi al vertice operativo dell’azienda. Una galassia privata che negli anni ha costruito un equilibrio peculiare: abbastanza vicina allo Stato da rivendicare il proprio carattere strategico, abbastanza autonoma da raccoglierne i benefici in forma privata: nel 2025 Elt ha riportato un valore della produzione di 401,6 milioni di euro, rispetto ai 373,3 milioni dello scorso esercizio, mentre il fatturato ammonta a 304 milioni, inoltre l'acquisizione di nuovi ordini tocca complessivamente il record di 700,6 milioni. Numeri che riaccendono l’ipotesi di riassetto dell’azionariato.
C’è però un nodo, come scrivevamo ieri: Enrico Peruzzi. Marito di Domitilla Benigni e presidente esecutivo di Cy4Gate (controllata da Elettronica), Peruzzi ha già lavorato in Leonardo in aree legate alla strategia e alle operazioni straordinarie. Qualunque ipotesi di suo ritorno in ruoli capaci di incidere su acquisizioni o scelte industriali renderebbe inevitabile una riflessione sulla gestione dei potenziali conflitti di interesse. Può una figura così strettamente legata ai vertici di Elt Group influire su decisioni che potrebbero riguardare direttamente il gruppo stesso?
La questione diventa ancora più sensibile guardando alle attività di Cy4Gate. Attraverso RCS Lab, il gruppo opera nel settore delle tecnologie per le intercettazioni giudiziarie: trojan, captazioni ambientali, raccolta e analisi dei dati utilizzati nelle indagini delle procure. Non si tratta di un semplice fornitore informatico ma di soggetti che agiscono all’interno di uno degli ambiti più delicati dello Stato, quello in cui il potere investigativo incontra le libertà individuali. Il caso Palamara ha già mostrato quanto siano cruciali i temi della gestione dei dati, della catena di custodia e dei controlli tecnici sulle intercettazioni. La questione non riguarda soltanto la validità processuale delle captazioni, ma anche la governance delle infrastrutture tecnologiche che le rendono possibili.
Ecco perché non sarebbe sgradita l’accensione di un faro da parte degli organi di vigilanza. A partire da Consob poiché si tratta di società quotate (Leonardo e Cy4gate), di appalti, di fondi pubblici che circolerebbero in un circuito chiuso. Senza dimenticare che il marito di Domitilla Benigni, proprietaria di Elt, ha operato in Leonardo.
C’è un filo che collega la difesa elettronica italiana, le intercettazioni giudiziarie e un reticolo di relazioni che da anni gravita attorno al denaro pubblico. Si chiama dossier Elettronica - oggi Elt Group - e torna puntualmente ogni volta che cambia qualcosa ai vertici di Leonardo. L’ultimo avvicendamento, con Lorenzo Mariani alla guida del gruppo, ha riaperto tavoli, ambizioni e vecchie filiere di potere.
Al centro della vicenda c’è la famiglia Benigni: Enzo, azionista di riferimento di Elt Group, e la figlia Domitilla, oggi al vertice operativo dell’azienda. Una galassia privata che negli anni ha costruito un equilibrio peculiare: abbastanza vicina allo Stato da rivendicare il proprio carattere strategico, abbastanza autonoma da raccoglierne i benefici in forma privata. Nel 2025 Elt ha riportato un valore della produzione di 401,6 milioni di euro, rispetto ai 373,3 milioni dello scorso esercizio, mentre il fatturato ammonta a 304 milioni, inoltre l’acquisizione di nuovi ordini tocca complessivamente il record di 700,6 milioni.
Numeri che riaccendono l’ipotesi di riassetto dell’azionariato. Un elemento spesso trascurato è che Leonardo non è un soggetto esterno alla partita: possiede già il 31,33% del capitale di Elt Group. Accanto a Leonardo siedono la famiglia Benigni con il 35,34% e la francese Thales con il 33,33%. La questione, quindi, non riguarda un eventuale ingresso di Leonardo, ma un possibile rafforzamento della sua presenza o il coinvolgimento di Cassa pepositi e prestiti. Cosa c’entra Cdp? Il caso helmon rende il quadro più concreto. Il 5 marzo 2025 Cdp Venture Capital e Cy4Gate - la società cyber dell’orbita ELT Group quotata in Borsa - hanno annunciato il lancio di helmon, nuovo operatore di cybersicurezza dedicato alle pmi italiane, nato nell’ambito del Fondo Boost Innovation di Cdp. La partnership, avviata nel 2024, prevede risorse iniziali per 3 milioni di euro, estendibili fino a 9,5 milioni. Un’operazione presentata come investimento nell’innovazione ma che consolida ulteriormente i rapporti tra Cdp e il gruppo riconducibile alla famiglia Benigni proprio mentre resta aperto il tema del futuro assetto societario di Elt Group.
C’è però un nodo: Enrico Peruzzi. Marito di Domitilla Benigni e presidente esecutivo di Cy4Gate, Peruzzi ha già lavorato in Leonardo in aree legate alla strategia e alle operazioni straordinarie. Qualunque ipotesi di suo ritorno in ruoli capaci di incidere su acquisizioni o scelte industriali renderebbe inevitabile una riflessione sulla gestione dei potenziali conflitti di interesse. Può una figura così strettamente legata ai vertici di Elt Group influire su decisioni che potrebbero riguardare direttamente il gruppo stesso?
La questione diventa ancora più sensibile guardando alle attività di Cy4Gate. Attraverso Rcs Lab, il gruppo opera nel settore delle tecnologie per le intercettazioni giudiziarie: trojan, captazioni ambientali, raccolta e analisi dei dati utilizzati nelle indagini delle procure. Non si tratta di un semplice fornitore informatico ma di soggetti che agiscono all’interno di uno degli ambiti più delicati dello Stato, quello in cui il potere investigativo incontra le libertà individuali. Il caso Palamara ha già mostrato quanto siano cruciali i temi della gestione dei dati, della catena di custodia e dei controlli tecnici sulle intercettazioni. La questione non riguarda soltanto la validità processuale delle captazioni, ma anche la governance delle infrastrutture tecnologiche che le rendono possibili.
Il dossier Elt Group incrocia così quattro dimensioni. Industriale: qual è il reale posizionamento competitivo dell’azienda? Finanziaria: eventuali interventi pubblici creano valore nazionale o valorizzano soprattutto gli azionisti esistenti? Governance: come vengono gestiti i possibili conflitti di interesse? Istituzionale: esistono adeguati strumenti di controllo sulle tecnologie utilizzate nella filiera delle intercettazioni?
Per Leonardo questo rappresenta uno dei primi test della nuova fase manageriale. Se Elt Group è davvero un asset strategico, ogni operazione dovrà essere accompagnata da trasparenza, valutazioni industriali verificabili e regole rigorose sulla governance. Diversamente, il rischio è che il dibattito sulla sovranità tecnologica finisca per sovrapporsi a interessi molto più tradizionali. E questa volta la posta in gioco non riguarda soltanto la difesa elettronica, ma anche cybersicurezza, spyware e dati giudiziari.
L'Italia rafforza la cooperazione con Panama sul fronte della sanità e del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale. È questo il fulcro della missione istituzionale che il segretario generale dell'IILA (Organizzazione Internazionale Italo-latinoamericana), Giorgio Silli, ha svolto martedì 9 giugno nel Paese centroamericano.
La giornata si è aperta con la partecipazione di Silli all'evento dedicato all'alta formazione pediatrica per il personale sanitario di Panama e dell'America Centrale, un workshop promosso dall'IILA insieme all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e ospitato dall'Ospedale Santo Tomás.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte, tra gli altri, il ministro della Salute panamense Galindo Boyd, il viceministro degli Esteri Carlos Arturo Hoyos, l'ambasciatrice d'Italia a Panama Giuditta Giorgio, rappresentanti dell'Ufficio della First Lady di Panama, dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dell'Hospital del Niño e della Pontificia Commissione per l'America Latina.
Nel suo intervento, Silli ha richiamato il ruolo svolto dall'IILA nella promozione della salute pubblica nei Paesi membri, ricordando come, a partire dalla pandemia di Covid-19, l'organizzazione abbia intensificato il trasferimento di competenze tecnico-scientifiche italiane altamente specializzate a sostegno dei sistemi sanitari latinoamericani. Il segretario generale ha inoltre evidenziato la collaborazione avviata nel 2022 con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù attraverso un accordo quadro, annunciando l'intenzione di prorogare la cooperazione per altri quattro anni mediante la firma di un'addenda. Nel pomeriggio, la missione è proseguita con la partecipazione all'incontro organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Panama e dall'Unidad de Análisis Financiero sul tema del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e al riciclaggio di denaro.
Nel corso del suo intervento, Silli ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale di fronte a organizzazioni criminali sempre più strutturate e capaci di operare oltre i confini nazionali. L'obiettivo, ha spiegato, è quello di ridurre gli spazi d'azione delle reti criminali, colpirne i meccanismi finanziari e consolidare la tenuta delle istituzioni democratiche. Il segretario generale ha inoltre ribadito l'importanza della collaborazione tra Italia e Panama, indicando nell'IILA uno strumento di dialogo e cooperazione regionale su temi di interesse comune.
A margine degli appuntamenti ufficiali, Silli ha avuto una serie di incontri istituzionali con il ministro della Salute Galindo Boyd, il viceministro per gli Affari multilaterali e la Cooperazione Carlos Guevara Mann, il viceministro degli Esteri Carlos Arturo Hoyos e il direttore generale di AMPYME, Raúl Fernández. I colloqui hanno riguardato le prospettive di collaborazione nei settori considerati prioritari per Panama.





