Sono in corso le ricerche di Luigi Cavallari, marito del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, scomparso nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo.
Secondo le prime informazioni, Cavallari si trovava a bordo di un'imbarcazione insieme alla moglie quando è finito in acqua e non è più riemerso. La dinamica dell'accaduto è ancora in fase di accertamento: non è chiaro se l'uomo si sia tuffato per fare il bagno oppure sia caduto accidentalmente dalla barca. L'allarme è scattato nella zona di località Fiorò, nel territorio comunale di Ronciglione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale del 118. Alle operazioni partecipano anche i nuclei sommozzatori dell'Arma e dei vigili del fuoco, impegnati nelle ricerche dell'uomo. Secondo quanto riferito dalle fonti presenti sul posto, è arrivata nell'area delle operazioni anche la portavoce del ministro Roccella.
Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle circostanze dell'accaduto, mentre le ricerche proseguono senza sosta.
Roma invasa da 25.000 Vespa: il più grande raduno della storia per gli 80 anni dell'icona italiana
Partecipanti da 67 Paesi per quello che è stato il più grande raduno mai organizzato. Migliaia di persone hanno seguito la sfilata tra Colosseo e Fori Imperiali. La festa prosegue fino a domani al Vespa Village del Foro Italico.
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Una lunga scia di scooter ha attraversato il centro della Capitale trasformando Roma in un museo a cielo aperto dedicato alla Vespa. Circa 25.000 esemplari, arrivati da 67 Paesi, hanno preso parte alla grande parata organizzata per celebrare gli 80 anni del marchio nato nel 1946, dando vita a quello che viene definito il più grande raduno mai realizzato.
Il momento più atteso della manifestazione Vespa Roma 2026 – 80 Years of an Icon è andato in scena nella mattinata di sabato. A dare il via al corteo è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, mentre in testa alla sfilata hanno sfilato i presidenti dei Vespa Club dei 67 Paesi rappresentati. Il percorso ha preso il via dalle Terme di Caracalla per poi attraversare alcuni dei luoghi simbolo della città: il Colosseo, Piazza Venezia, l'Altare della Patria e i Fori Imperiali.
Lungo il tragitto migliaia di persone si sono fermate ad applaudire, fotografare e riprendere il passaggio delle Vespa. Alla parata hanno partecipato modelli di ogni epoca, ripercorrendo ottant'anni di storia del celebre scooter italiano. Dai rarissimi esemplari della Vespa 98 del 1946 alle «faro basso» degli anni Cinquanta, passando per le VBB degli anni Sessanta, fino a modelli diventati simbolo come ET3, GTR, Rally e la PX. Presenti anche le più recenti Primavera e Gts, molte delle quali arrivate a Roma dopo lunghi viaggi percorsi su strada dai loro proprietari.
Le celebrazioni proseguiranno fino a domani al Vespa Village, allestito al Foro Italico. L'area ospita eventi aperti al pubblico, intrattenimento musicale con Radio Deejay, una mostra fotografica, una selezione di Vespa storiche provenienti dal Museo Piaggio, l'esposizione della gamma attuale e uno spazio dedicato alle collezioni realizzate per l'80° anniversario del marchio.
L'intelligenza artificiale è la nuova frontiera strategica. Italia e India possono guidarla insieme
Il dibattito internazionale continua a essere dominato dal confronto tra Stati Uniti e Cina. Da una parte Silicon Valley e le grandi piattaforme private. Dall'altra il modello cinese, fortemente sostenuto e controllato dallo Stato. Esiste però una terza via che sta emergendo con crescente forza e che l'Europa farebbe bene a osservare con maggiore attenzione. È quella dell'India.
Negli ultimi dieci anni Nuova Delhi ha costruito il più grande ecosistema digitale pubblico esistente al mondo. L'identità digitale Aadhaar, il sistema dei pagamenti UPI, DigiLocker, ONDC e le piattaforme dedicate alle lingue indiane rappresentano un'infrastruttura sulla quale l'intelligenza artificiale può essere sviluppata e utilizzata su scala nazionale.
L'India non punta semplicemente a produrre nuovi modelli linguistici. Sta costruendo un modello di sviluppo dell'intelligenza artificiale capace di rispondere ai bisogni di oltre un miliardo e quattrocento milioni di cittadini, operando in decine di lingue diverse e affrontando problemi concreti nei settori della sanità, dell'agricoltura, dell'istruzione, della finanza e della pubblica amministrazione.
Questa impostazione rende l'India un interlocutore naturale per l'Europa e, in particolare, per l'Italia.
Il nostro Paese rappresenta una delle principali potenze manifatturiere del continente. Possiede eccellenze nella robotica, nell'automazione industriale, nell'aerospazio, nella meccanica di precisione, nelle scienze della vita e nella ricerca universitaria. L'India offre invece una disponibilità unica di competenze informatiche, sviluppo software, capacità di elaborazione dei dati e un mercato sufficientemente vasto da trasformare rapidamente l'innovazione in applicazioni concrete.
Le due economie sono complementari.
È proprio questa complementarità che dovrebbe trasformare l'intelligenza artificiale in uno dei pilastri del partenariato strategico tra Roma e Nuova Delhi.
La cooperazione potrebbe svilupparsi su numerosi livelli.
Le università potrebbero creare laboratori comuni dedicati all'intelligenza artificiale affidabile, trasparente e spiegabile. Le imprese italiane potrebbero integrare le competenze software indiane nelle proprie produzioni manifatturiere, aumentando produttività e competitività senza rinunciare alla qualità che contraddistingue il Made in Italy.
Particolarmente interessante sarebbe il coinvolgimento delle piccole e medie imprese.
L'economia italiana è costruita proprio sul tessuto delle PMI, che spesso dispongono di eccellenze tecnologiche ma non delle risorse necessarie per sviluppare autonomamente soluzioni basate sull'intelligenza artificiale. La collaborazione con partner indiani potrebbe consentire una rapida diffusione dell'AI all'interno del sistema produttivo italiano, senza dipendere esclusivamente dalle grandi piattaforme americane o cinesi.
Anche la cooperazione nel settore della difesa assume una rilevanza crescente.
L'intelligenza artificiale è destinata a trasformare la logistica militare, la cybersicurezza, la manutenzione predittiva, i sistemi autonomi e la protezione delle infrastrutture critiche. In un momento nel quale Italia e India stanno rafforzando la loro cooperazione nell'Indo-Pacifico e nel Mediterraneo, la dimensione tecnologica diventa parte integrante della sicurezza nazionale.
Esiste poi una prospettiva ancora più ampia.L'Italia, attraverso il Piano Mattei, intende rafforzare la propria presenza nel continente africano. L'India vanta da decenni relazioni consolidate con numerosi Paesi del Sud globale. Una cooperazione italo-indiana sull'intelligenza artificiale potrebbe contribuire allo sviluppo di tecnologie destinate all'agricoltura, alla sanità, all'istruzione e alla pubblica amministrazione africana, offrendo un'alternativa concreta sia al modello tecnologico americano sia a quello cinese.
L'intelligenza artificiale sarà probabilmente la tecnologia che definirà i rapporti di forza del XXI secolo.
Per questa ragione il partenariato tra Italia e India non dovrebbe limitarsi all'interscambio commerciale o agli investimenti industriali. Dovrebbe evolversi verso una vera alleanza tecnologica.
L'India ha dimostrato di possedere il capitale umano, le infrastrutture digitali e la capacità di innovazione necessari per diventare una delle grandi potenze mondiali dell'intelligenza artificiale.
L'Italia dispone dell'eccellenza industriale, della ricerca scientifica e della capacità manifatturiera per trasformare questa innovazione in valore economico.
Se sapranno unire queste rispettive eccellenze, Roma e Nuova Delhi potranno contribuire non soltanto a utilizzare l'intelligenza artificiale, ma anche a definirne le regole, gli standard e la visione democratica in un mondo sempre più dominato dalla competizione tecnologica.













