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Il Pnrr ci costerà 60 miliardi soltanto di interessi. Un salasso fino al 2058

Dal 2021 l’Italia paga i mutui per i finanziamenti europei arrivati a sostegno del Piano Sui quali gravano regole machiavelliche e una sconcertante assenza di trasparenza.

La Repubblica italiana, a partire dal 13 agosto 2021, quando da Bruxelles è arrivato il primo bonifico per il prefinanziamento, ha stipulato nove mutui per il Pnrr. Infatti, da allora, si sono susseguite altre otto erogazioni di importo variabile tra 14,4 e 6,9 miliardi. L’ultima, proprio a fine dicembre, di 9,7 miliardi, ha concorso al totale parziale di 99 miliardi che con le prossime ultime due rate, arriverà alla somma complessiva di 122,6 miliardi, resi inizialmente disponibili dalla Commissione nel 2021. E parliamo solo di prestiti, a cui si aggiungono 53 miliardi di sussidi (su 71 previsti), il cui rimborso transita, però, dal bilancio Ue.

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Il caso Dell’Utri è la Waterloo dei magistrati
Marcello Dell'Utri (Imagoeconomica)
La sesta archiviazione in 30 anni, nel procedimento che doveva appurare eventuali rapporti tra la mafia e Silvio Berlusconi, certifica il fallimento del sistema giudiziario. Tenere aperti filoni d’indagine di questo tipo, in assenza di «elementi concreti», è inaccettabile.

Il 4 giugno scorso sono stati resi noti alcuni stralci del provvedimento di archiviazione firmato il 15 gennaio 2026 dal giudice per le indagini preliminari di Firenze, Patrizia Martucci, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti esterni delle stragi mafiose del 1993.

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Zangrillo: «L’IA migliora lo Stato se è l’uomo a guidarla»
Paolo Zangrillo (Imagoeconomica)
Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo: «Con il rinnovo di 200.000 ministeriali (altri 160 euro di aumento) per la prima volta abbiamo regolato l’uso degli algoritmi lasciando le decisioni ai lavoratori. Introdotta una clausola “salva-inflazione”. Alla fine ha firmato anche la Cgil».

«Certo, l’atteggiamento costruttivo di buona parte dei sindacati ha aiutato. Così come è stato fondamentale aver stanziato 30 miliardi di euro».

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Modifiche alla legge sul fine vita: Forza Italia strizza l’occhio al Pd
La senatrice Stefania Craxi durante la discussione, in Senato, del Disegno di Legge n.104 - Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita (Ansa)
Tra gli emendamenti è previsto il supporto dei medici ospedalieri alla morte assistita.

A Leone XIV toccherà intervenire a Montecitorio così come ha fatto due giorni fa davanti al Parlamento spagnolo ripetendo: «Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto». Stefania Craxi, capogruppo al Senato di Forza Italia avrebbe allora qualche difficoltà a spiegare gli emendamenti al testo di legge sulla fine della vita in discussione in Parlamento e che ha come relatori di maggioranza Zanettin (Fi) e Zullo (Fdi).

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