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L’Europa sta con Unicredit, Commerz no
(Ansa)
La banca italiana approva l’aumento di capitale fino a 6,7 miliardi per l’offerta sull’istituto tedesco, che accusa: «Volete smantellarci». L’Ops partirà subito e la scalata diventa il test decisivo per l’unione bancaria del Continente.

La partita bancaria tra Milano e Francoforte fa un altro passo avanti. Non è ancora quello decisivo ma il traguardo si avvicina. Il primo atto, quello che conta davvero: l’assemblea straordinaria di Unicredit ha dato il via libera all’operazione con un consenso totalitario. Il 99,55% del capitale presente ha detto sì all’aumento fino a 6,7 miliardi di euro, funzionale all’offerta di scambio su Commerzbank. La banca italiana ha fatto il pieno e ora è pronta a partire.

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Caccia a chi sta comprando Mps e Banco Bpm
La sede di Banco Bpm a Milano (Ansa)
Mani forti sui titoli con sguardo a Generali. Unicredit tratta coi regolatori per Commerz.

C’è un filo invisibile che attraversa Piazza Affari in questi giorni. Parte da Siena, fa tappa a Milano a Piazzetta Cuccia, strizza l’occhio a Piazza Meda e arriva fino a Francoforte. È il filo, resistentissimo, delle «mani forti». La caccia è aperta: chi sta comprando davvero Montepaschi ieri in rialzo del 4,17%. Mediobanca (+5,2%) e Banco BPM (3,3%)? Non sono solo operazioni di mercato. C’è qualcosa che assomiglia a una regia.

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Commerzbank smentisce Merz su Unicredit
Bettina Orlopp (Ansa)
Dopo la chiusura del cancelliere, Bettina Orlopp, l’ad della banca tedesca che ha ricevuto un’offerta di acquisizione, apre all’istituto italiano: «Saremmo assolutamente pronti a sederci e discutere». Orcel aveva avvisato il governo Meloni della mossa.

C’è un momento in cui la realtà si prende la briga di correggere i comunicati stampa. Alla sistemazione ha provveduto Bettina Orlopp, amministratrice delegata di Commerzbank smorzando la narrativa costruita dal cancelliere Friedrich Merz sull’Ops lanciata da Unicredit.

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Il bazooka di Orcel: 30 miliardi di dividendi
Andrea Orcel (Ansa)
Dopo gli stop alle operazioni Bpm e Commerzbank, Unicredit cambia spartito: meno shopping compulsivo, più investimenti in tecnologia. Nel 2026 si prevedono ricavi netti per oltre 25 miliardi e utile intorno a 11 miliardi. Analisti e mercati apprezzano.

Il momento d’oro delle banche non accenna a scolorire. Anzi, luccica sempre di più. Dopo i conti record di Bper e Intesa Sanpaolo, anche Unicredit sale sul podio. Numeri robusti, dividendi muscolari e una strategia che, per una volta, dice una cosa semplice in un mondo complicato: meglio crescere bene che comprare male.

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Il cancelliere scende in campo in prima persona: «Unicredit deve fermarsi: approccio ostile che non accettiamo».
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