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2020-08-07
Bergoglio decapita la Sanità vaticana afflitta da scandali e lotte di potere
Jorge Bergoglio (Ansa)
Una messa val bene 28 licenziamenti. Almeno al Policlinico Gemelli di Roma, la cattedrale sanitaria del Vaticano. O forse quei 28 infermieri rimasti senza lavoro sono vittime dello scandalo del palazzo di Londra comprato incautamente dal Vaticano e pagano, incolpevoli, la lotta di potere tra l'Apsa - che è la banca centrale del Papa oggi nelle mani del plenipotenziario delle finanze vaticane Guerrero Alves - e il Governatorato, il più ricco dicastero guidato dal cardinale Giuseppe Bertello per il controllo della Sanità del Vaticano.
Tutto ruota attorno ai buchi di bilancio di Oltretevere. L'ospedale del Papa per risparmiare circa 400.000 euro ha messo di fatto alla porta gli infermieri che gli hanno consentito di affrontare e superare l'emergenza Covid. Insomma più che la cura conta la Curia. Il Gemelli si è servito per molto tempo delle ambulanze di una società che è un colosso dell'emergenza: la Heartlife Croce amica. Tutto perfetto, anche quando scoppia il Covid il personale di Croce amica viene addestrato ed equipaggiato per affrontare il trasporto di questi pazienti particolari con ambulanze apposite. Così il Gemelli ha potuto aprire il suo reparto Covid al Columbus.
Si arriva al primo di giugno e l'appalto scade, il Gemelli che è convenzionato col Servizio sanitario e gode di molti contributi pubblici fa una nuova gara e esclude la Heartlife. Perciò gli addetti della Croce amica dal primo agosto perdono il lavoro: non c'è più l' appalto da circa un milione di euro con l'ospedale del Papa. La Heartlife ha chiesto spiegazioni opponendo che in base alla legge regionale quel servizio deve essere fatto da infermieri professionali regolarmente assunti, vuole sapere chi ha vinto e insiste con il suo amministratore delegato Fabio Caminiti Cutuli per accedere agli atti per un eventuale ricorso, ma dal Gemelli hanno risposto con tre differenti lettere: siamo un soggetto privato, non siamo soggetti alla legge regionale ne a quella nazionale e non vi diciamo chi ha vinto la gara.
La verità è che quel servizio ora sarà svolto dalla Croce rossa che pare abbia fatto un ribasso molto consistente perché conta sull'opera dei volontari non retribuiti. E così i 28 dipendenti della Heartlife che hanno salvato il Gemelli dall'emergenza Covid ora sono in emergenza stipendio. L'azienda pensa di riassorbirne alcuni, ma il Gemelli rivendica il diritto di fare come gli pare. Anche se lo Stato e la Regione continuano a elargire molti contributi. Gli ultimi 23 milioni glieli ha assegnati Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd e presidente del Lazio.
Ma forse al Gemelli hanno l'ordine di limare i costi perché la Sanità del Vaticano è in una crisi profondissima dopo una serie di scandali (l'Id, il San Carlo di Nancy e pure il Gemelli pareva fosse sull'orlo del fallimento) e la banca vaticana. l'Apsa, ha dovuto sborsare milioni e milioni. Francesco per tenere sotto controllo la Sanità ha istituito nel 2016 una speciale commissione rinnovata di recente. A capo c'è ancora monsignor Luigi Mistò che è anche il presidente del Fas, il fondo sanitario di dipendenti e cittadini d'Oltretevere, che pagano ticket particolarmente salati. A dirigerlo c'era fino a un mese fa Stefano Loreti, ora allontanato per fare posto al professor Giovanni Doglietto che viene dal Gemelli. Sempre dal Gemelli arriva il professor Andrea Arcangeli il sostituto del professor Alfredo Pontecorvi, «pensionato» bruscamente dal Papa dal ruolo di direttore della Sanità e igiene del Governatorato.
Perché? La Sanità del Vaticano è in preda a convulsioni di potere e a scarsità di fondi. Francesco ha deciso che Guerrero Alves controlli le finanze del Vaticano concentrando tutto il potere nell'Apsa da cui dipende anche il Fondo sanitario, questo significa che va depotenziato pure nella Sanità il ruolo del Governatorato a capo del quale però c'è un potentissimo cardinale: Giuseppe Bertello. Questo paralizza la Sanità vaticana che è stata per molti una mucca da mungere. Sono 102 ospedali per quasi 18.000 posti letto, altre 257 strutture, 1.535 case di riposo per 70.000 operatori di cui 8.000 medici che fruttano in contributi diretti dallo Stato italiano 2 miliardi, più ci sono le convenzioni delle Regioni (molto generose quelle del Lazio), ma il Vaticano non è riuscito a trasformarlo in un affare.
Dove sono finiti i soldi? Si torna al famoso palazzo di Londra. Il cardinale Giovanni Angelo Becciu ha sempre negato che per compralo sia stato usato l'obolo di San Pietro; forse che i soldi siano usciti dal Fondo sanitario? A capo del Fas c'era monsignor Angelo Perlasca, inquisito e «degradato» proprio per l'affare di Londra. Luigi Mistò giura che così non può essere, che l'Apsa controlla tutti i soldi (i ticket finiscono lì con uno strano giro) e che i fondi Fas sono poca cosa: «I ticket sono passati da 302.000 euro del 2017 a 497.000 euro del 2018 (più 39%, ndr), a fronte di una spesa sanitaria superiore a 20 milioni».
Anche Oltretevere quando c'è la salute c'è tutto. O no?
Minali da Cattolica al Cupolone. Il Papa apre anche alle quota rosa
Papa Francesco sistema un altro tassello importante del complicato riassetto degli affari economici della Santa Sede e apre alle quote rosa. Ieri ha infatti nominato tredici membri - sei cardinali e sette laici - del Consiglio vaticano per l'Economia che resterà guidato dal cardinale tedesco Reinhard Marx, arcivescovo a Monaco di Baviera e capofila dei «progressisti» dentro il Sacro collegio.
Il Consiglio ha il compito di sorvegliare la gestione economica e di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie dei dicasteri della Curia romana, delle istituzioni collegate con la Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Il consiglio tra l'altro approva il bilancio consolidato. Il controllo e la vigilanza sugli enti di cui si occupa il Consiglio sono attuati dalla Segreteria per l'Economia, di cui prefetto è il gesuita Guerrero Alves. Con il cambio di poltrone annunciato ieri, escono di scena il maltese Joseph Zahara - già capo della Bank of Valletta e legato al presidente dello Ior, Jean-Baptiste de Franssu - che era vicecoordinatore, e in passato era stato a capo della Cosea, la commissione di riforma da cui scaturì, per una fuga di documenti, anche Vatileaks-2.
I nuovi porporati scelti sono i cardinali Peter Erdo, arcivescovo di Budapest, Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile, Gerald Cyprien Lacroix, arcivescovo del Quebec, Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, e Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila. Come membri laici, sei sono donne scelte tra docenti universitarie e manager di primo piano del mondo della finanza: Charlotte Kreuter-Kirchhof, Eva Castillo Sanz, Leslie Jane Ferrar, Marija Kolak, María Concepción Osákar Garaicoechea e Ruth Maria Kelly. L'unica nomina maschile tra i laici è quella dell'italiano Alberto Minali, che sarebbe apprezzato anche in ambienti vicini all'Opus Dei. L'ex amministratore delegato di Cattolica assicurazioni (e prima ancora direttore generale delle Generali) era stato sfiduciato dal cda della compagnia veronese nell'ottobre del 2019 e a fine maggio si è dimesso anche da consigliere chiedendo un risarcimento di 9,6 milioni, motivato con l'«asserita mancanza di una giusta causa» della revoca delle sue deleghe.
Tornando al riassetto varato da Bergoglio, nei giorni scorsi papa Francesco ha anche nominato Maximino Caballero Ledo come segretario della Segreteria per l'Economia, il dicastero guidato dal prefetto Juan Antonio Guerrero. Spagnolo di nascita e americano d'adozione, Caballero ha 61 anni, sposato con due figli, laurea in Economia all'Università Autonoma di Madrid, Mba (master in business administration) presso l'Iese business school di Barcellona. Ha lavorato per vent'anni tra Barcellona e Valencia, come responsabile della finanza in diversi Paesi europei, in Medio Oriente e in Africa. Nel 2007 si è trasferito con la sua famiglia negli Stati Uniti. Caballero e padre Guerrero, provengono dalla stessa città e sono amici d'infanzia.
Risale invece allo scorso 10 luglio la chiamata di Mario Draghi a far parte della Pontificia Accademia delle scienze sociali, il think tank all'ombra del Cupolone che si occupa di economia, politica e società con lo scopo di fornire alla Chiesa gli elementi per sviluppare la sua dottrina sociale. Bergoglio è gesuita e anche l'ex presidente della Bce ha avuto la stessa formazione: ha studiato al liceo Massimo di Roma, dai gesuiti appunto. In un'intervista a Radio Vaticana, spiegò il cuore dell'insegnamento di Ignazio di Loyola in termini più generali: «Far capire che tutti noi, al di là di quanto noi potessimo apprendere come scolari, nella vita avevamo un compito che poi il futuro, la fede, la ragione, ci avrebbero rivelato».
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Riduci
Guerra sui fondi tra Apsa, la banca centrale della Santa Sede, e Governatorato. Intanto 28 infermieri ci rimettono il posto.Rinnovato il Consiglio per l'Economia della Santa Sede. Sette i laici, sei sono donne.Lo speciale contiene due articoli.Una messa val bene 28 licenziamenti. Almeno al Policlinico Gemelli di Roma, la cattedrale sanitaria del Vaticano. O forse quei 28 infermieri rimasti senza lavoro sono vittime dello scandalo del palazzo di Londra comprato incautamente dal Vaticano e pagano, incolpevoli, la lotta di potere tra l'Apsa - che è la banca centrale del Papa oggi nelle mani del plenipotenziario delle finanze vaticane Guerrero Alves - e il Governatorato, il più ricco dicastero guidato dal cardinale Giuseppe Bertello per il controllo della Sanità del Vaticano. Tutto ruota attorno ai buchi di bilancio di Oltretevere. L'ospedale del Papa per risparmiare circa 400.000 euro ha messo di fatto alla porta gli infermieri che gli hanno consentito di affrontare e superare l'emergenza Covid. Insomma più che la cura conta la Curia. Il Gemelli si è servito per molto tempo delle ambulanze di una società che è un colosso dell'emergenza: la Heartlife Croce amica. Tutto perfetto, anche quando scoppia il Covid il personale di Croce amica viene addestrato ed equipaggiato per affrontare il trasporto di questi pazienti particolari con ambulanze apposite. Così il Gemelli ha potuto aprire il suo reparto Covid al Columbus. Si arriva al primo di giugno e l'appalto scade, il Gemelli che è convenzionato col Servizio sanitario e gode di molti contributi pubblici fa una nuova gara e esclude la Heartlife. Perciò gli addetti della Croce amica dal primo agosto perdono il lavoro: non c'è più l' appalto da circa un milione di euro con l'ospedale del Papa. La Heartlife ha chiesto spiegazioni opponendo che in base alla legge regionale quel servizio deve essere fatto da infermieri professionali regolarmente assunti, vuole sapere chi ha vinto e insiste con il suo amministratore delegato Fabio Caminiti Cutuli per accedere agli atti per un eventuale ricorso, ma dal Gemelli hanno risposto con tre differenti lettere: siamo un soggetto privato, non siamo soggetti alla legge regionale ne a quella nazionale e non vi diciamo chi ha vinto la gara. La verità è che quel servizio ora sarà svolto dalla Croce rossa che pare abbia fatto un ribasso molto consistente perché conta sull'opera dei volontari non retribuiti. E così i 28 dipendenti della Heartlife che hanno salvato il Gemelli dall'emergenza Covid ora sono in emergenza stipendio. L'azienda pensa di riassorbirne alcuni, ma il Gemelli rivendica il diritto di fare come gli pare. Anche se lo Stato e la Regione continuano a elargire molti contributi. Gli ultimi 23 milioni glieli ha assegnati Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd e presidente del Lazio. Ma forse al Gemelli hanno l'ordine di limare i costi perché la Sanità del Vaticano è in una crisi profondissima dopo una serie di scandali (l'Id, il San Carlo di Nancy e pure il Gemelli pareva fosse sull'orlo del fallimento) e la banca vaticana. l'Apsa, ha dovuto sborsare milioni e milioni. Francesco per tenere sotto controllo la Sanità ha istituito nel 2016 una speciale commissione rinnovata di recente. A capo c'è ancora monsignor Luigi Mistò che è anche il presidente del Fas, il fondo sanitario di dipendenti e cittadini d'Oltretevere, che pagano ticket particolarmente salati. A dirigerlo c'era fino a un mese fa Stefano Loreti, ora allontanato per fare posto al professor Giovanni Doglietto che viene dal Gemelli. Sempre dal Gemelli arriva il professor Andrea Arcangeli il sostituto del professor Alfredo Pontecorvi, «pensionato» bruscamente dal Papa dal ruolo di direttore della Sanità e igiene del Governatorato. Perché? La Sanità del Vaticano è in preda a convulsioni di potere e a scarsità di fondi. Francesco ha deciso che Guerrero Alves controlli le finanze del Vaticano concentrando tutto il potere nell'Apsa da cui dipende anche il Fondo sanitario, questo significa che va depotenziato pure nella Sanità il ruolo del Governatorato a capo del quale però c'è un potentissimo cardinale: Giuseppe Bertello. Questo paralizza la Sanità vaticana che è stata per molti una mucca da mungere. Sono 102 ospedali per quasi 18.000 posti letto, altre 257 strutture, 1.535 case di riposo per 70.000 operatori di cui 8.000 medici che fruttano in contributi diretti dallo Stato italiano 2 miliardi, più ci sono le convenzioni delle Regioni (molto generose quelle del Lazio), ma il Vaticano non è riuscito a trasformarlo in un affare. Dove sono finiti i soldi? Si torna al famoso palazzo di Londra. Il cardinale Giovanni Angelo Becciu ha sempre negato che per compralo sia stato usato l'obolo di San Pietro; forse che i soldi siano usciti dal Fondo sanitario? A capo del Fas c'era monsignor Angelo Perlasca, inquisito e «degradato» proprio per l'affare di Londra. Luigi Mistò giura che così non può essere, che l'Apsa controlla tutti i soldi (i ticket finiscono lì con uno strano giro) e che i fondi Fas sono poca cosa: «I ticket sono passati da 302.000 euro del 2017 a 497.000 euro del 2018 (più 39%, ndr), a fronte di una spesa sanitaria superiore a 20 milioni». Anche Oltretevere quando c'è la salute c'è tutto. O no?<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/bergoglio-decapita-la-sanita-vaticana-afflitta-da-scandali-e-lotte-di-potere-2646914231.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="minali-da-cattolica-al-cupolone-il-papa-apre-anche-alle-quota-rosa" data-post-id="2646914231" data-published-at="1596755226" data-use-pagination="False"> Minali da Cattolica al Cupolone. Il Papa apre anche alle quota rosa Papa Francesco sistema un altro tassello importante del complicato riassetto degli affari economici della Santa Sede e apre alle quote rosa. Ieri ha infatti nominato tredici membri - sei cardinali e sette laici - del Consiglio vaticano per l'Economia che resterà guidato dal cardinale tedesco Reinhard Marx, arcivescovo a Monaco di Baviera e capofila dei «progressisti» dentro il Sacro collegio. Il Consiglio ha il compito di sorvegliare la gestione economica e di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie dei dicasteri della Curia romana, delle istituzioni collegate con la Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Il consiglio tra l'altro approva il bilancio consolidato. Il controllo e la vigilanza sugli enti di cui si occupa il Consiglio sono attuati dalla Segreteria per l'Economia, di cui prefetto è il gesuita Guerrero Alves. Con il cambio di poltrone annunciato ieri, escono di scena il maltese Joseph Zahara - già capo della Bank of Valletta e legato al presidente dello Ior, Jean-Baptiste de Franssu - che era vicecoordinatore, e in passato era stato a capo della Cosea, la commissione di riforma da cui scaturì, per una fuga di documenti, anche Vatileaks-2. I nuovi porporati scelti sono i cardinali Peter Erdo, arcivescovo di Budapest, Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile, Gerald Cyprien Lacroix, arcivescovo del Quebec, Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, e Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila. Come membri laici, sei sono donne scelte tra docenti universitarie e manager di primo piano del mondo della finanza: Charlotte Kreuter-Kirchhof, Eva Castillo Sanz, Leslie Jane Ferrar, Marija Kolak, María Concepción Osákar Garaicoechea e Ruth Maria Kelly. L'unica nomina maschile tra i laici è quella dell'italiano Alberto Minali, che sarebbe apprezzato anche in ambienti vicini all'Opus Dei. L'ex amministratore delegato di Cattolica assicurazioni (e prima ancora direttore generale delle Generali) era stato sfiduciato dal cda della compagnia veronese nell'ottobre del 2019 e a fine maggio si è dimesso anche da consigliere chiedendo un risarcimento di 9,6 milioni, motivato con l'«asserita mancanza di una giusta causa» della revoca delle sue deleghe. Tornando al riassetto varato da Bergoglio, nei giorni scorsi papa Francesco ha anche nominato Maximino Caballero Ledo come segretario della Segreteria per l'Economia, il dicastero guidato dal prefetto Juan Antonio Guerrero. Spagnolo di nascita e americano d'adozione, Caballero ha 61 anni, sposato con due figli, laurea in Economia all'Università Autonoma di Madrid, Mba (master in business administration) presso l'Iese business school di Barcellona. Ha lavorato per vent'anni tra Barcellona e Valencia, come responsabile della finanza in diversi Paesi europei, in Medio Oriente e in Africa. Nel 2007 si è trasferito con la sua famiglia negli Stati Uniti. Caballero e padre Guerrero, provengono dalla stessa città e sono amici d'infanzia. Risale invece allo scorso 10 luglio la chiamata di Mario Draghi a far parte della Pontificia Accademia delle scienze sociali, il think tank all'ombra del Cupolone che si occupa di economia, politica e società con lo scopo di fornire alla Chiesa gli elementi per sviluppare la sua dottrina sociale. Bergoglio è gesuita e anche l'ex presidente della Bce ha avuto la stessa formazione: ha studiato al liceo Massimo di Roma, dai gesuiti appunto. In un'intervista a Radio Vaticana, spiegò il cuore dell'insegnamento di Ignazio di Loyola in termini più generali: «Far capire che tutti noi, al di là di quanto noi potessimo apprendere come scolari, nella vita avevamo un compito che poi il futuro, la fede, la ragione, ci avrebbero rivelato».
«Assumo l’incarico di capogruppo con senso di responsabilità, lo svolgerò con serietà, entusiasmo e senso delle istituzioni. È una nuova tappa nella mia carriera politica. Ringrazio il segretario Antonio Tajani, che ha accompagnato questo avvicendamento in ogni fase con la sua leadership, e ringrazio il mio predecessore Maurizio Gasparri, che ha lavorato con competenza e passione. È un normale avvicendamento all’interno di un gruppo politico».
Lo ha detto la neo presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi parlando con i giornalisti a Palazzo Madama dopo l’assemblea del gruppo che l’ha eletta per acclamazione.
«Forza Italia è una comunità ed è una comunità di valori. Ho letto ricostruzioni totalmente fantasiose. È un avvicendamento in cantiere da prima del referendum. Il referendum c’entra nella misura in cui ci siamo detti: “Non è il momento, prima scavalliamo il referendum”».
La Casa del Tridente rinnova la presenza nel GT2 European Series nel 2026, anno del centenario della prima vittoria alla Targa Florio. Quattro vetture già confermate, tra conferme e nuovi ingressi, in una stagione che conferma la crescita del programma sportivo.
Nel segno della tradizione e con lo sguardo rivolto al futuro, Maserati rinnova anche per il 2026 il proprio impegno nel GT2 European Series Powered by Pirelli, confermando una presenza sempre più strutturata nel panorama delle competizioni GT. La Casa del Tridente consolida così un percorso iniziato negli ultimi anni e rafforza quella vocazione racing che rappresenta da sempre uno dei pilastri della sua identità.
Una scelta dal valore ancora più simbolico in una stagione speciale: il 2026 segna infatti il centenario della prima vittoria in gara di una Maserati, quando la Tipo 26, guidata da Alfieri Maserati, trionfò nella propria classe alla Targa Florio del 1926. Un anniversario che rende ancora più significativo l’obiettivo di essere protagonisti in pista.
Dopo il debutto nel GT2 European Series nel 2023 e le successive esperienze nell’Ultimate Cup Series e nella 24H Series, il programma sportivo della Casa modenese entra ora in una fase di piena maturità. Al momento sono quattro le Maserati GT2 confermate sulla griglia di partenza della stagione 2026, con la possibilità di ulteriori ingressi nei prossimi mesi.
Tra i protagonisti più attesi figura Philippe Prette, campione in carica della Am Class con LP Racing, deciso a difendere il titolo dopo il successo ottenuto anche nella stagione precedente. Il team guidato da Luca Pirri schiererà inoltre una seconda vettura nella Pro-Am Class, affidata al giovane talento Niccolò Pirri. A soli diciassette anni, il pilota rappresenta una delle promesse più interessanti del vivaio Maserati e sarà impegnato anche nella corsa al programma SRO GT Academy, affiancato dall’esperto Thomas Yu Lee.
Conferme importanti arrivano anche da Dinamic Motorsport, che riproporrà l’equipaggio composto da Mauro Calamia e Roberto Pampanini, protagonisti nel 2025 con una stagione ai vertici culminata con il terzo posto tra i piloti e il secondo tra i team nella Pro-Am Class.
Novità invece per quanto riguarda la presenza del team belga i4Race, al debutto nel campionato con Maserati e con Antoine Potty attualmente indicato come pilota di riferimento.
Il 2026 si preannuncia quindi come una stagione ricca di aspettative, ulteriormente arricchita dall’adesione del marchio al progetto SRO GT Academy. L’iniziativa offrirà al pilota vincitore l’opportunità di competere, con un programma interamente finanziato, nella GT World Challenge Europe Endurance Cup 2027, rappresentando un importante trampolino verso il professionismo.
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