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Parà, Ranger, Bersaglieri. L’addestramento dell’Esercito tra tattica e tecnologia

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Paracadutisti della Brigata «Folgore» durante l'operazione «Amaranth Beret» (Esercito Italiano)

Una serie di importanti attività addestrative con la partecipazione delle forze Usa si sono concluse nei giorni scorsi. Testati gli apparati tecnologici più avanzati e la prontezza operativa interforze.

L'articolo contiene una gallery fotografica.


Tre importanti esercitazioni addestrative si sono da poco concluse al poligono di Torre di Nebbia in Puglia, a Capo Teulada (Sardegna) e nella zona di lancio «Nella» di Altopascio (Lucca).

A quest’ultima, assieme ai militari italiani della Brigata paracadutisti «Folgore», hanno partecipato i parà americani della 173ma Airborne Brigade di stanza alla caserma «Ederle» di Vicenza. L'esercitazione, chiamata in codice Nato «Amaranth Beret» o berretto amaranto, dal colore del copricapo dei parà italiani, si è incentrata sul perfezionamento delle capacità di pianificazione e condotta di operazioni avioportate congiunte. In particolare, le due unità si sono addestrate nella pianificazione speditiva e nella condotta di una Joint Forcible Entry Operation (JFEO) sulla zona lancio «Nella» di Altopascio (Lucca), effettuando la conquista e il consolidamento dell’obiettivo. In una seconda fase dell’operazione, nell’area addestrativa di Valle Ugione (Livorno) i due gruppi di paracadutisti, italiani e statunitensi, si sono misurati in percorsi addestrativi e nelle tattiche di combattimento in ambito urbano (Military Operations in Urban Terrain -MOUT) Durante l’addestramento sono stati utilizzati edifici gonfiabili Inflatable Wall System e il munizionamento di tipo marcante (SIMUNITION) oltre al l’addestramento specifico al Counter Improvised Explosive Device, C-IED, un sistema computerizzato sviluppato a livello Nato per l’identificazione e la prevenzione contro la rete di ordigni esplosivi improvvisati caratteristici di molti teatri di guerra.

Negli stessi giorni al poligono di Torre di Nebbia nei pressi di Corato (Bari) l’impiego delle ultime tecnologie in campo militare è stato protagonista dell’operazione «Scudo 25», svolta dagli Alpini paracadutisti del 4° «Ranger», da elementi del 9° Reparto Sicurezza Cibernetica «Rombo» e della Brigata «Pinerolo», unità totalmente digitalizzata dell’Esercito italiano.

Durante la fase addestrativa, i militari del «Rombo» hanno creato una cosiddetta « bolla tattica cyber-elettronica» in grado connettere e proteggere sensori, sistemi d’arma e comunicazioni, garantendo la sicurezza delle unità e aumentandol’efficacia delle azioni sul terreno. All’operazione hanno preso parte anche gli elicotteri «Mangusta» del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito «Vega».

A Capo Teulada, nella Sardegna meridionale, la Brigata «Garibaldi» ha portato a termine l’operazione addestrativa «Alfiere d’Acciaio». I Bersaglieri della Brigata insieme ad elementi del Genio, ai carristi e ai reparti di Sanità hanno messo in atto la simulazione di uno scenario complesso a cui hanno preso parte anche specialisti nella guerra elettronica. Dimostrando con l’esercitazione un elevato livello di prontezza e un’efficace capacità di intervento in risposta a possibili crisi negli scenari operativi odierni.



Un momento dell' esercitazione «Amaranth Beret» (Esercito Italiano)

C’è l’intelligenza artificiale: tutti licenziati
iStock
A Marghera (Venezia) una multinazionale della tecnologia finanziaria annuncia la chiusura del sito (37 addetti) a causa del nuovo modello organizzativo che si basa sull’Ia. Il sindacato si mobilita, ma avverte: armi spuntate. Nei contratti i primi limiti agli algoritmi.

Chiuso causa intelligenza artificiale. L’incubo industriale vaticinato da centinaia di report sul mondo del lavoro si è materializzato poche ore fa a Marghera (Venezia). Per la prima volta in Italia (non ricordiamo casi simili) un’azienda annuncia l’addio non a un reparto o a una particolare area produttiva, ma all’intero sito perché a causa dell’Ia chi ci lavora non ha più ragion di prestare la propria opera.

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«Sapeva di Mandelson ed Epstein». Un report adesso inguaia Starmer
Keir Starmer (Ansa)
Il governo britannico costretto a pubblicare il dossier sul finanziere pedofilo. Tra i nomi anche quello di Nigel Farage, che avrebbe dovuto fare da ponte con Trump. Un hacker tenta di bucare i file dell’Fbi.

Il premier britannico Keir Starmer era stato avvertito sui «rischi» legati alla nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, a causa dei suoi (non ignoti) rapporti passati di stretta frequentazione con il defunto faccendiere pedofilo americano amico di vip e potenti Jeffrey Epstein, morto in circostanze misteriose in un carcere di New York il 10 agosto del 2019. Lo conferma uno dei documenti che il governo è stato costretto a pubblicare a partire da ieri sugli scambi di messaggi e di rapporti avvenuti transitati per Downing Street al tempo della designazione. Il materiale in via di pubblicazione riguarda gli scambi di messaggi avvenuti al tempo della designazione fra lo stesso Mandelson e l’entourage di Starmer a Downing Street.

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Il conto alla rovescia è iniziato. Dal 17 al 19 aprile l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari ospiterà la 6 Hours of Imola, appuntamento che quest’anno aprirà il FIA World Endurance Championship dopo il rinvio della gara del Qatar a causa del conflitto in Medio Oriente.

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Si aggrappano alla Consulta per dare legittimità ai tour della morte
Marco Cappato (Imagoeconomica)
La gip di Milano archivia le inchieste su Marco Cappato per due casi di aiuto al suicidio avvenuti in Svizzera nel 2022.

Il gip di Milano, Sara Cipolla, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’archiviazione delle inchieste per aiuto al suicidio nei confronti di Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. Cappato si era autodenunciato nel 2022 per aver accompagnato a morire in una clinica di Zurigo una signora veneta di 69 anni, malata terminale di cancro al polmone con metastasi, e un ex giornalista e pubblicitario 82 anni, affetto da una forma grave di Parkinson.

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