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Chat porno e social, la dolce vita dei detenuti

Chat porno e social, la dolce vita dei detenuti
Il papello preparato nel carcere di Fuorni con la richiesta di «comunicare con la famiglia tramite video»
Grazie ai tablet consegnati loro dal Dap per comunicare con la famiglia tramite video, i reclusi nel carcere di Airola (Benevento) si collegavano con siti erotici e Facebook. Due di loro, in cella per omicidio, hanno anche inviato un selfie con dedica a una Web tv.
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Sinistra e sindacati contro la telecronaca ma guai a citare la gaffe di Re Sergio
Ansa
  • Indignazione per gli sfondoni Rai dopo il «Bulbarelli gate». Poi Mattarella apre la 15esima edizione (è la numero 25): tutti muti.
  • Alla cerimonia controlli in palla. Il vice Trump ieri è stato in visita al Cenacolo vinciano.

Lo speciale contiene due articoli

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Ci siamo: si frigge per Carnevale. Un dolce che piacerà tantissimo ai bambini, ma che fa gola anche ai grandi sono le castagnole espresse da riempire di una vellutata crema all’arancia. Si fanno rapidamente e hanno tutta la dolcezza che potete aspettarvi da un pomeriggio di festa.
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Sono più onesti quelli di Askatasuna che politici e intellettuali di sinistra
Zerocalcare (Ansa)
A una settimana dagli incidenti di Torino, fra i progressisti (Zerocalcare in testa) regna ancora omertà e collusione sulle colpe del centro sociale. I cui esponenti hanno almeno la sincerità di rivendicare gli assalti.

Verrebbe da riprendere antichi titoli di Cuore per descrivere la faccia tosta dei progressisti italiani. Soprattutto dopo avere letto il lungo servizio che ieri Tuttolibri della Stampa dedicava a Zerocalcare per farlo parlare del caso di Maja T, «antifascista non binaria» condannato in primo grado in Ungheria a 8 anni di carcere per le aggressioni a manifestati di destra nel 2023, durante il Giorno dell’onore (sono gli stessi fatti per cui è finita nei guai Ilaria Salis).

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Fdi: «In Cassazione tifano per il No». La replica: «Illazioni intollerabili»
Alfredo Guardiano
Lite tra destra e Corte. Bignami: «Magistrati di parte». L’Anm: «Attacchi inaccettabili».

La riformulazione del quesito referendario sulla giustizia, decisa dall’Ufficio centrale della Corte di Cassazione con un’ordinanza di 38 pagine, non è rimasta confinata nelle stanze ovattate della tecnica elettorale. È diventata, nel giro di poche ore, un caso politico e istituzionale. Che ruota attorno a un’accusa precisa del centrodestra: nel collegio della Cassazione ci sarebbe una sensibilità politica riconoscibile e apertamente schierata sul fronte del No.

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