Nel decreto sicurezza «viene introdotta la previsione del fermo di prevenzione. Preciso che l’interlocuzione con il Quirinale è stata sempre molto proficua, da ultimo ieri, ma è stata sempre molto proficua. Ci sono state giuste sottolineature ma il testo esce come era stato proposto sin dall’inizio».
Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Il fermo di prevenzione «Non è una misura liberticida, in molti ordinamenti è presente, e c’è il rapporto con l’autorità giudiziaria, a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi dovesse ravvisare che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione: è stato sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla Costituzione sulla limitazione della libertà personale».
Auro Bulbarelli (Ansa)
Sergio Mattarella arriverà a bordo di un tram guidato da Valentino Rossi. Il telecronista Auro Bulbarelli punito per averlo anticipato.
Il Quirinale ha colpito ancora. Questa volta, per lesa maestà, è caduta la testa dell’ex direttore di Rai sport Auro Bulbarelli, il quale, stasera, avrebbe dovuto fare la telecronaca dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina. Sarà sostituito nonostante stesse seguendo da due anni questo progetto per la tv di Stato (era tornato a Rai Sport proprio per seguire i Giochi nella sua città d’adozione).
Al suo posto la voce dell’evento sarà Paolo Petrecca, affiancato dallo scrittore Fabio Genovese (previsto come seconda voce anche di Bulbarelli) e dal commento tecnico dell’ex fondista olimpionica Stefania Belmondo. Un terzo commentatore probabilmente reso necessario dal fatto che Petrecca non è un esperto di sport invernali.
Tutto è iniziato a fine gennaio quando l’ideatore della cerimonia, Marco Balich (imprenditore e designer di 16 cerimonie olimpiche, ha iniziato organizzando i tour dei Pink Floyd e dei Rolling Stone), ha annunciato che era stata preparata un’entrata bellissima per Mattarella. Quindi Bulbarelli, come ci riferisce chi lo ha incontrato in queste ore per lui buie, ha pensato che non fosse quel gran segreto. E il giorno dopo in conferenza stampa, pensando che la notizia fosse stata sdoganata, si è lasciato scappare una frase del tutto innocente. Questa: «Non possiamo entrare nei dettagli, ma alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi ci sarà una sorpresa di Mattarella». Nelle testa di tutti è venuto subito in mente il paragone con Londra 2012, quando la regina Elisabetta girò uno sketch insieme con James Bond, alias Daniel Craig. Apriti cielo. Dal Quirinale si infuriano e contattano il Comitato olimpico per protestare per la sorpresa rovinata, minacciando di far saltare tutto se la notizia fosse uscita sui media. I giornali di sinistra parlano subito di gaffe e di dilettantismo. Sull’argomento esternano il capogruppo Avs Peppe De Cristofaro («Si intervenga prima del disastro») e la senatrice renziana Dafne Musolino («Ecco il risultato delle recenti nomine in salsa leghista»).
Il presidente della Fondazione Milano-Cortina ed ex presidente del Coni Giovanni Malagò si prende subito la briga di smentire pubblicamente Bulbarelli («Un’affermazione sensazionalistica destituita di ogni fondamento»), facendolo passare, come si è lamentato con gli amici il giornalista, «da mitomane». Da Bulbarelli non arrivano repliche. Le nostre fonti dentro la tv di Stato ci hanno spiegato che l’ex direttore di Rai sport sarebbe stato rassicurato dai vertici di viale Mazzini che gli avrebbero chiesto di non proferir parola e di lasciare passare il temporale, promettendogli che si sarebbe sistemato tutto. «Invece non si è sistemato un bel niente», si è sfogato Bulbarelli con i colleghi. «Mi hanno tolto la cosa più bella di una lunga carriera e mi hanno abbandonato come un naufrago su una zattera». Nelle stanze del Media center di viale Eginardo, a Milano, dove ci siamo accampati in queste ore, i giornalisti della Rai sono sconcertati per quanto successo. Il loro capo progetto è saltato dalla sera alla mattina per una telefonata (furiosa) del Quirinale.
Per Bulbarelli lo sketch di Mattarella doveva essere una «cosa simpatica e basta, da farci un sorriso», da far dire «guarda il capo dello Stato che cosa fa» e, invece, «è successo l’inferno». Il cronista, dopo una settimana, giurano i bene informati, «ancora non si spiega che cosa sia successo». Noi possiamo confermare che la chiamata del Colle più alto è arrivata ai vertici del Cio e i toni erano piuttosto accesi. Un’arrabbiatura che ha avuto conseguenze immediate. Anche se dal Quirinale giurano che «nessuno ha mai chiesto la testa di Bulbarelli». Ma Mattarella e i suoi più stretti collaboratori, evidentemente, non ne hanno bisogno. Hanno trovato subito qualcuno pronto a interpretare gli umori del Quirinale e a comportarsi di conseguenza. Dal Colle fanno sapere, anzi, che Mattarella stasera dovrebbe recitare la parte preparata per lui, dal momento che ai più stretti collaboratori del capo dello Stato era arrivata la voce che se la scenetta fosse saltata, Bulbarelli avrebbe perso il posto di telecronista della cerimonia d’apertura. Ma nonostante il lodevole «sacrificio» del prode Sergio, il giornalista è stato ugualmente sostituito. Una decisione di cui il Quirinale rifiuta con nettezza la paternità. E nei corridoi dell’augusto palazzo c’è chi spiega l’avvicendamento tra Bulbarelli e Petrecca con l’eterna guerra dei partiti dentro alla Rai. Ovviamente i partiti rispediscono il telegramma al mittente.
Ma che cosa ha scatenato tanto nervosismo? La Verità è riuscita ad avere la scaletta che è stata consegnata, lunedì con l’obbligo di embargo, alle televisioni accreditate in vista della cerimonia dello stadio San Siro. Una delle scene dello spettacolo è raffigurata sul book ufficiale con una strip nella quale si vedono l’interno di un tram, la sagoma di Mattarella con un orsacchiotto in mano e il motociclista Valentino Rossi con cappello d’ordinanza da tranviere. Uno storyboard a disegni in cui si legge questa descrizione: «Il segmento inizia con un video narrativo che accompagna l’arrivo delle autorità. Un tram storico attraversa Milano, trasportando un passeggero misterioso osservato inizialmente solo di spalle. Famiglie, bambini, giovani e adulti salgono alla fermata». Il secondo quadro offre ai giornalisti di tutto il mondo un’immagine rassicurante di nonno Mattarella: «Durante il tragitto, un gesto semplice e umano-il recupero di un peluche caduto- svela l’identità del passeggero: è il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella». Ma ecco la sorpresa finale preparata dagli ideatori della cerimonia: «Al capilinea, davanti allo stadio di San Siro, il conducente del tram lo saluta: è Valentino Rossi, un cameo che unisce sport e immaginario collettivo». Nientepopodimeno. Anche perché è notizia di ieri che il nostro Fisco ha scovato 200.000 evasori totali e, si sa, l’ex campione di Tavullia qualche problema con l’Erario lo ha avuto. E il suo nome, quest’estate, è comparso nella storiaccia di presunta corruzione che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati dell’ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci, accusato di avere utilizzato impropriamente fondi pubblici per realizzare diverse opere cittadine, tra cui una grande riproduzione del Casco del Dottore. Rossi, dalla Procura, non è accusato di nulla. Ma, come nella vicenda dello sketch, è stato coinvolto suo malgrado.
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