Alla fine, l’ha fatto. Dopo l’uscita dalla Lega, l’ex generale Roberto Vannacci entra a far parte a Bruxelles del gruppo Europa delle Nazioni sovrane (Esn), il gruppo fondato nel 2024 da Alternative für Deutschland, insieme ad altri partiti di estrema destra di vari Paesi europei, per volontà degli eurodeputati espulsi dal gruppo Identità e democrazia (Id) a causa di una serie di scandali che coinvolsero il politico tedesco Maximilian Krah, in particolare per le sue dichiarazioni sulle Ss naziste.
Con Futuro nazionale il gruppo Esn, che è il più a destra ma anche il più piccolo dell’aula, conta appena otto nazionalità e 28 deputati. Si tratta di esponenti politici di partiti ultranazionalisti minoritari nei rispettivi Paesi, come il ceco Giuramento (Prísaha), il polacco Confederazione (Konfederacja), gli ungheresi di Mi Hazánk Mozgalom, i lituani del partito nazionalconservatore Tautos, i francesi di Reconquête!, i bulgari di Revival e gli slovacchi di Hnutie Republika.
E così, se ancora non si sa molto sui futuristi, è certa la loro collocazione: l’ultradestra nazionalista. L’annuncio a Bruxelles è arrivato in pompa magna direttamente dal presidente del gruppo Esn, il tedesco René Aust (Afd), che accoglie Vannacci a braccia aperte e organizza, eccezionalmente in suo onore, una conferenza stampa: «È un giorno splendido per il nostro gruppo. Puntiamo su una eccellente collaborazione». Conclude con un augurio: «Anche l’Afd all’inizio era un piccolo partito e ora siamo il più grande della Germania, auguriamo a Roberto lo stesso successo».
Vannacci risponde tronfio di gioia: «È un onore, mi riconosco totalmente nei principi, valori e ideali del gruppo Esn. Il principio che vede prevalere la sovranità nazionale sul federalismo europeo. Il fatto di avere unità di vedute, di credere fermamente che questa Europa debba cambiare e debba ritornare a essere l’Europa che ha primeggiato negli ultimi secoli, mi ha convinto a raggiungere questo gruppo e sono convinto che insieme faremo un grande lavoro».
L’obiettivo è chiaro: ripristinare la sovranità e l’autodeterminazione delle nazioni europee contro il federalismo europeo, rimuovendo il Green deal, che secondo Vannacci rappresenta «la peggiore truffa che l’Europa abbia subito dal dopoguerra a oggi, che ha desertificato le nostre industrie, le ha delocalizzate e ci ha reso più poveri e più instabili». Vede poi la sua adesione a Esn come antidoto al nazionalismo di Donald Trump che minaccia il nostro e la cui controrisposta non è certo l’Ue ma una forte coalizione sovranista in Europa. «Trump è quello che definirei un patriota e fa gli interessi della propria nazione. Questi interessi però spesso non sono coincidenti con i nostri».
Vannacci dà poi la sua definizione di immigrazione. «L’importazione di altre culture, altre civiltà che non sono compatibili con la nostra». E arriva al punto di evocare la possibilità di espellere dal Paese anche cittadini italiani di origine straniera, qualora «si dimostrassero non assimilabili al nostro sistema e al nostro ordinamento». «Se uno vuole la Sharia (legge islamica, ndr) può essere espulso perché è un sistema giudiziario non compatibile con il nostro ordinamento», dice. L’ex generale insiste sulla «remigrazione»: «Dobbiamo bloccare l’ingresso in massa dell’immigrazione clandestina e attuare il rimpatrio di chi è entrato illegalmente nella nostra nazione».
A chi gli chiede a quale coalizione appartenga in Italia, lui risponde che «al momento non faccio parte di nessuna coalizione. Futuro nazionale cammina sulle proprie gambe e da solo. Ho votato la fiducia perché questo governo è il meno peggio, ma non mi accontento del meno peggio, voglio di meglio per i miei figli e per l’Italia». E avanza critiche alla Meloni e al suo ministro degli Esteri. «Il governo non ha posizioni chiare di destra. Basti pensare che un suo esponente sta lottando per portare avanti lo Ius scholae che sicuramente non si inquadra in quella che è la posizione di una destra pura». Ogni riferimento a Antonio Tajani è puramente voluto. «Inoltre alcuni esponenti italiani del Partito popolare europeo, quindi di Forza Italia, hanno votato la risoluzione sulla donna, secondo cui i trans devono essere considerati donne a tutti gli effetti».
Vannacci il «risvegliatore di coscienze» spiega quale sia il suo vero ruolo: «Credo che sia quello di risvegliare tutte le persone che credono in una destra vera. Abbiamo il 52 per cento degli italiani che non vanno a votare: molti di loro sono di destra e non si sentono rappresentanti dall’offerta politica che oggi è presente. Voglio federare quelle realtà politiche e sociali che credono in una destra vera e possono vedere nel sottoscritto un punto di riferimento».
L’opposizione in Italia non ha tardato a stigmatizzare l’ingresso di Vannacci nel gruppo di ultradestra: «Va posto un problema politico alla Meloni: tutto bene ad avere in maggioranza un partito con tali caratteristiche?», si chiede il senatore Enrico Borghi, di Italia Viva. «Dopo aver passato anni di maquillage per tentare di mostrare un volto europeo ed europeista, l’asserito conservatorismo di Meloni affiora per ciò che è realmente: un movimento reazionario di destra».
I sondaggi però sembrano dare ragione a Vannacci. Secondo Swg per il TgLa7, Futuro nazionale è al 3,4%. Stabile Fratelli d’Italia al 29,8%, Forza Italia all’8,3%, Lega al 6,6%. «Le percentuali mi interessano fino a un certo punto, commenta Vannacci. «Non ne faccio una questione di riuscita o di fallimento, ma in qualche modo sono rincuorato».






