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«Newtopia», l'ultima serie sfornata dalla Corea del Sud

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«Newtopia», l'ultima serie sfornata dalla Corea del Sud
«Newtopia» (Amazon Prime Video)

Un'altra serie televisiva, una originale, più stralunata di quanto non fosse Squid Games. Newtopia, disponibile su Amazon Prime Video a partire da venerdì 7 febbraio, è la commistione di infiniti generi, la parodia, tra romanticismo e commedia, di cosa voglia dire vivere un futuro distopico.

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Scuole sottomesse:  ok al Ramadan, i preti invece...
Ansa
Ai tempi di Veltroni, nel consiglio comunale capitolino erano previsti consiglieri aggiunti musulmani: si trattava di figure «ombra» non elette, ma davano comunque rappresentanza. Ora le stesse sigle tornano alla carica: vogliono i posti promessi dai progressisti.

Il problema delle grandi narrazioni progressiste è che sulla carta possono perfino sembrare coerenti e attuabili, ma prima o poi, quando sono costrette a scontrarsi con la realtà, prima o poi presentano il conto e comportano conseguenze non sempre di piccolo calibro. A tale proposito c’è un piccolo episodio piuttosto indicativo che riguarda la città di Roma. Nel 2004 l’allora sindaco Walter Veltroni ebbe una idea geniale: far entrare in Campidoglio, oltre ai consiglieri comunali regolarmente eletti, anche dei «consiglieri aggiunti», cioè dei rappresentanti delle comunità extra-comunitarie di Roma che potessero entrare nell’assemblea cittadina anche se senza diritto di voto. I primi consiglieri stranieri rimasero in carica fino al 2007, poi furono sostituiti e ne furono scelti altri durante la giunta Alemanno. Ma dall’elezione di Virginia Raggi a oggi non ce ne sono stati più.

Ma ecco che ora le comunità straniere sono venute a battere cassa. In particolare a guidare la protesta è MuRo 2027, gruppo dei Musulmani per Roma che scenderanno in campo alle amministrative del prossimo anno. Francesco Tieri, il portavoce, dice a Roma Today che «quello del consigliere aggiunto è per noi un tema centrale, anche se non l’unico. Chiediamo al sindaco Gualtieri di rispettare il regolamento, indicendo subito le elezioni. Quale momento storico migliore, tra le altre cose, per farlo? Ci sono partiti che parlano di remigrazione, la sinistra ha un’occasione per rispondere concretamente». Ieri si è tenuta una assemblea sul tema, e le associazioni minacciano di inviare una diffida al Comune se non verranno subito indette elezioni.

Certo, si potrebbe liquidare il tutto a piccola baruffa per un posto tutto sommato ininfluente. Dal canto loro, tuttavia, le associazioni islamiche hanno ragione: se prometti una cosa, devi poi farla. Solo che far entrare in comune un consigliere, anche se non vota, non è operazione da poco. Gli si dona visibilità, gli si regala un po’ di esperienza, si favoriscono future iniziative politiche. Si comincia oggi con un consigliere aggiunto e si finisce domani con un partito musulmano ben strutturato, capace di attirare i voti degli stranieri. La sinistra pensa di poter controllare i voti degli immigrati, ma non ha capito che questi non sono scemi: più prima che poi si organizzeranno da soli e faranno a meno dei loro volonterosi sponsor progressisti. Assisteremo così al paradosso: non ci saranno partiti dichiaratamente cattolici, ma avremo il partito islamico. E i musulmani, sia chiaro, faranno benissimo a costituirlo e a pretendere tutto ciò che desiderano. Il problema non sono loro: siamo noi, totalmente incapaci di preservare un minimo di dignità e di rispetto di noi stessi e del nostro passato.

Da anni ormai in nome della incisività e della difesa delle minoranze consentiamo agli stranieri e a vari gruppi di attivisti di ottenere vantaggi, facilitazioni e agibilità politica. Ma quando a rivendicare le stesse condizioni sono realtà cristiane o in odore di conservatorismo, apriti cielo. Questa tendenza prosegue anche oggi, anche con la destra al governo e con la crisi del cosiddetto woke. Prendiamo un altro caso emblematico. A Chiusi, in Toscana, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) ha diffidato l’Istituto Comprensivo Graziano da Chiusi in cui dirigenti avevano acconsentito a fare entrare un prete all’asilo, alle elementari e alle medie per il giro di benedizioni pasquali. Non che i bambini siano obbligati a farsi benedire: si tratta semplicemente di una tradizione che non fa male a nessuno e può fare bene a molti. Ma niente da fare: l’azione legale degli atei è andata a buon fine e al prete sarà impedito l’ingresso. Un po’ come avvenuto a Bologna dove è stato vietato l’ingresso nel piazzale di una scuola alla processione della Madonna di San Luca. Una grande vittoria dei laicissimi toscani, Senza dubbio. Intanto, però, Firenze pure l’ufficio scolastico regionale consente a un istituto di allestire una sala di preghiera musulmana per il ramadan, con tanto di divisorio per separare maschi e femmine. Quello va bene, il prete che benedice no.

Badate bene però: non è colpa dei musulmani, manco per sogno. Loro fanno bene a chiedere, anche perché spesso ottengono. A censurare e ostacolare i cristiani sono sempre altri italianissimi e laicissimi progressisti, a cui vanno bene tutte le fedi tranne quella (ancora per poco) prevalente in Europa. La qual cosa non è soltanto un offesa ai fedeli cristiani, ma è soprattutto una feroce lesione dell’identità nazionale (che è di tutti) in nome di presunti valori laici. Sfugge, ai valorosi avversari delle benedizioni, che ottenere uno spazio pubblico neutro non significa creare libertà: significa soltanto imporre il vuoto.

Un vuoto che presto qualcuno riempirà, con le buone o meno.

Con lo Stato che ha soppresso Noelia siamo all’era del tragico meccanico
Ansa
La ragazza spagnola sottratta alla famiglia, abusata e spinta all’eutanasia ci pone davanti a un Leviatano che sancisce la morte e decide come somministrarla: l’istituzione massima è schierata dalla parte del male.

La vicenda di Noelia Castillo Ramos fa distogliere per intensità lo sguardo dal significato simbolico dell’orrore che mostra. Il mondo ha conosciuto troppo tardi la vicenda di questa ragazza ma tutti sanno che il caso, per quanto singolare, non può essere ritenuto isolato; tutti sanno che questa cosa non solo è già successa, e non solo in Spagna, ma che il mondo per come è stato costruito non potrà che condurre ad altri casi simili.

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Il Papa dal principe lancia la sfida al laicismo
Leone XIV (Ansa)
A Monaco, città Stato nella quale il cattolicesimo è religione ufficiale, Leone invoca un «argine al secolarismo che fonda la società sulla produzione di ricchezza». Poi rinnova l’appello a difendere la vita dal concepimento alla fine naturale. E cita San Carlo Acutis.

Il primo viaggio apostolico in Europa di papa Leone XIV si è contraddistinto per la sobrietà e la delicatezza alle quali ci ha abituati il pontefice americano, salito al soglio di Pietro quasi un anno fa. Tuttavia, queste due virtù non hanno impedito al papa di parlare di temi «scomodi» per le orecchie secolarizzate di tante nazioni europee e occidentali, quali la difesa della vita dal concepimento alla sua fine naturale.

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Più burocrazia, moltiplicata per 27: Ursula bluffa pure sulle startup
Ursula von der Leyen (Ansa)
Si chiama Eu Inc. e doveva essere una forma societaria per liberare dai lacci i giovani innovatori. La chimera del 28° regime però resterà tale. Lettera di Italia, Francia e Germania per dettare la linea sugli investimenti.

Annotate questa sigla: «Eu Inc.», si tratta della nuova forma societaria concepita dai burocrati di Bruxelles per consentire ai nostri giovani innovatori di non dover fare il giro di 27 Stati membri per costituire e registrare una società. Sfruttando così in pieno la scala dimensionale del mercato unico, senza essere ostacolati dalla barriera di 27 ordinamenti giuridici diversi in materia di costituzione, funzionamento e liquidazione di una società.

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