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Marina fa piangere il Pd

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Misterioso e scaltro, dopo Ubi il finanziere Mercadante punta forte su Orcel

Misterioso e scaltro, dopo Ubi 
il finanziere Mercadante punta forte su Orcel

Chi è Edoardo Mercadante, salito al 5% di Unicredit con il fondo Parvus

Edoardo Mercadante con il suo fondo londinese Parvus ci riprova. Per la seconda volta, sempre su banche e in Italia. Dopo l’investimento in Ubi, dove era arrivato a detenere oltre l’8% e che ha finito per consegnare i titoli a metà del 2020 nell’Opa di Intesa sulla banca bergamasca-bresciana, ora eccolo spuntare quasi a sorpresa dal 6 maggio nell’azionariato di UniCredit, con una quota del 5,059% di Unicredit attraverso il fondo Parvus Asset Management.

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Marina fa piangere il Pd
Marina Berlusconi (Getty Images)
Dopo un retroscena della «Stampa» su contatti con i dem per decidere il prossimo capo dello Stato, la figlia del Cav rompe il silenzio e precisa: «Nulla di vero, affetto per Forza Italia e tutto il centrodestra».

Marina Berlusconi come non l’avete mai vista, anzi letta: la presidente di Fininvest firma in prima persona una durissima smentita a un retroscena apparso ieri sulla Stampa, che la dipingeva come intenta, manco a dirlo attraverso Gianni Letta, a flirtare politicamente con il Pd per scegliere insieme, nel 2029, un successore di Sergio Mattarella non di stretta osservanza meloniana. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Marina, a quanto raccontato dalla Stampa, occorre impedire il varo della nuova legge elettorale, puntare sul pareggio e poi dare vita a un «governo di scopo» Fi-Pd-chiunque ci stia (magari pure il M5s) della durata di due anni che porti all’elezione al Quirinale di, ad esempio, Pierferdinando Casini.

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Contro Sempio tanti indizi ma manca «la» prova
Andrea Sempio (Ansa)

Sono d’accordo con i legali di Andrea Sempio: contro il loro cliente non c’è alcuna pistola fumante. Le 310 pagine che sintetizzano le indagini svolte dai carabinieri di Milano contro il commesso accusato dell’omicidio di Chiara Poggi contengono diversi indizi, ma nessuna prova.

Non c’è un’evidenza scientifica che dimostri come l’amico del fratello della giovane assassinata fosse sulla scena del delitto, né vi è un riscontro che consenta di stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, la sua colpevolezza. Hanno detto bene gli avvocati del presunto assassino: quelle elencate dagli inquirenti sono suggestioni, ma per condannare qualcuno a molti anni di carcere (ad Alberto Stasi ne hanno appioppati 16) serve altro. O, per lo meno, dovrebbe servire visto che a distanza di quasi vent’anni dal delitto si scopre che di ragionevoli dubbi sulla colpevolezza dell’ex fidanzato di Chiara ce n’erano molti.

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Libro dell’orrore sull’utero in affitto. I bimbi comprati? «Storia d’amore»
iStock
Chiara Tagliaferri, moglie dello scrittore Nicola Lagioia, celebra sua figlia nata negli Stati Uniti da una donna pagata per la gravidanza. Una sfida (letteraria) al governo Meloni che ha reso la pratica un reato universale.

Ho comprato mia figlia e ne vado fiera. Leggerò con avidità il libro Arkansas in cui Chiara Tagliaferri, scrittrice moglie di scrittore, compagna nella vita di Nicola Lagioia, già coautrice di Michela Murgia, racconta senza pudore come due anni fa ha avuto la sua Lula: andando negli Stati Uniti, pagando un’altra donna, affittando il suo utero per nove mesi, impiantandole l’ovulo di un’altra donna ancora, e poi portandole via la neonata. Leggerò quel libro perché, da quel che ho capito nell’intervista d’anticipazione pubblicata dalla Stampa, è il manifesto dell’orrore cui siamo destinati in un mondo dove ormai appare normale che un bimbo abbia non solo il genitore uno e il genitore due, ma anche il genitore tre, come ha appena sentenziato la Corte d’appello di Bari. E magari anche il quattro, il cinque, il sei, perché no? Avanti così. Tutto si può fare. Basta avere i soldi. E poi chiamarla «storia d’amore».

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