Il cuore del cuore di Roma. Colorato e centrale, famoso e battuto, Trastevere sta vivendo il suo momento di gloria, tra tappa di rito a livello turistico e boom immobiliare, con la domanda che supera l’offerta e le quotazioni che volano alle stelle.
E pensare che in origine il rione «al di là del Tevere», questo il significo del termine, era visto con diffidenza: era considerato «senza infamia e senza lode», quasi bistrattato, ed era abitato e frequentato perlopiù da commercianti e bottegai, di certo non da figure altolocate e benestanti che oggi fanno a gara per conquistarsi un bilocale.
Contro ogni aspettativa, il cambio di passo, la svolta vera, complice quel pittoresco dedalo di vie e piazzette che, diventato simbolo della romanità, riesce a conservare fascino autentico e irresistibile.
Trastevere è da vivere più che da visitare, immergendosi nella sua atmosfera, respirando la sua vitalità, girando un po’ a caso, guidati più dal piacere del momento che dalla meta a tutti i costi. A dare l’idea, Piazza Santa Maria in Trastevere. Non solo è il centro del rione, ma ne tratteggia anche il carattere. Sanpietrini a terra, case del Seicento e del Settecento con facciate in tonalità calde, persiane in legno e balconi in ferro battuto, due antiche fontane decorative in marmo al centro, la Basilica sullo sfondo, con mosaici dorati del XIII secolo, portale sormontato da archi e colonne, campanile romanico con mattoni a vista e bifore, osterie e persone da tutte le parti. In coda nei ristoranti, sedute ai tavolini di bar e locali o sui gradini delle fontane, in piedi che passano, si fermano, fanno foto, si incontrano, telefonano, parlano. Sono turisti e romani di tutte le età e le nazionalità che, per un motivo o per l’altro, si incrociano in questa piazza, viva dalla mattina alla sera, quattro stagioni su quattro. Trastevere funziona così. Non lontano, la scena si ripropone in Piazza Trilussa, altro crocevia e ritrovo di romani e visitatori, tra musica improvvisata da studenti o musicisti con chitarra alla mano e aperitivi per strada. Tra le due piazze e tutto attorno, vie strette e vicoli, piazze e piazzette, costellati di botteghe artigiane, gallerie d’arte contemporanea, negozi vintage, osterie e locali. Da provare a colazione Checco er Carrettiere (www.idolcidichecco.it), garanzia per brioche, che a Roma chiamano cornetti, dolci e torte artigianali. A pranzo o a cena, invece, ci sono Tonnarello e Rugantino. Trattorie romane dove la tradizione è servita nel piatto in dosi e a costi che a Milano si sognano. Mentre per un aperitivo con vista, la Terrazza Parrasio è un indirizzo che non delude chi apprezza atmosfera rilassata e vista sui tetti di Trastevere. Trastevere che non finisce di incuriosire e conquistare con una serie di tappe ancora poco note. Come San Francesco a Ripa Grande, che custodisce e dà accesso alla stanza dove dormiva il Santo, tra la straordinaria e ultima scultura del Bernini, l’Estasi della Beata Ludovica Albertoni (1674), e la tomba di De Chirico. O come la Chiesa di Santa Cecilia che, alla sinistra del portone, vede un’insospettabile e malandata porticina in legno e un citofono. Suonando, si entra in un luogo surreale, un incrocio tra una sagrestia e un pianerottolo. Con tre euro, si sale in ascensore ad ammirare «Il Giudizio» del Cavallini, affresco capolavoro. Capolavoro di altro genere, l’Orto Botanico, ai piedi del Gianicolo. Vi si accede da una delle mille viette di Trastevere e apre a un’oasi di verde e tranquillità di 12 ettari, con serre in stile Liberty, piante giganti e sentieri silenziosi.
Proprio l’immersione all’Orto Botanico rientra nel ventaglio «Rome by Romans» di itinerari e attività proposto dal quattro stelle Trastevere Roma | UNA Esperienze (www.unaitalianhospitality.com) per rendere il soggiorno dei propri ospiti diverso. Fresco di restyling, l’albergo, oltre a comfort e servizio, punta su esperienze tipiche, mai scontate, come, appunto, il giro per l’Orto Botanico con laboratorio di acquerello, degustazioni in indirizzi speciali, incontri in atelier con artisti e artigiani locali. Si trova in posizione strategica, a dieci minuti scarsi a piedi da Santa Maria in Trastevere, in un palazzo d’angolo del XIX secolo che si sviluppa su sette piani, conta 94 tra camere e suite, e vanta un rooftop per aperitivi, cene e dopocena con vista su «la grande bellezza» di Trastevere.
L’inverno si sdoppia in Trentino. Da una parte attira e conquista sciatori in cerca della settimana bianca perfetta, da passare in quota, su e giù per piste da urlo. Dall’altra parte rimette in sesto e coccola chi sogna una fuga sulla neve, da trascorrere a ritmo lento, tra camini accesi e panorami ovattati.
Due facce della stessa medaglia, due volti dello stesso Trentino che, anche quest’anno, per un motivo o per l’altro o forse per tutti e due, si conferma tra le destinazioni invernali più complete e appaganti dell’arco alpino, complice anche una serie di iniziative e proposte che mirano a coinvolgere i vacanzieri 24 ore su 24, regalando loro la chance di scoprire la montagna dall’alba a notte fonda.
A dimostrarlo, «Trentino Ski Sunrise», che invita gli sciatori a svegliarsi alle prime luci del giorno per raggiungere baite e rifugi e, dopo una ricca colazione a chilometro zero, essere i primi e praticamente gli unici a scivolare sulle piste tirate alla perfezione nella notte dai gatti delle nevi. Da San Martino di Castrozza a Madonna di Campiglio, da Passo Rolle a Lagorai, cambiano skiarea e panorami, ma resta lo spettacolo.
Con l’aria frizzante che arrossisce il viso e il rumore delle lamine che incidono il primo strato di neve dura, i mattinieri partecipanti scoprono la grande bellezza di sentirsi un tutt’uno con la montagna. Sospesi tra neve e cielo, scivolano leggeri e veloci nella magia dell’inverno. Non da meno è l’esperienza offerta al tramonto da «Campiglio Sunset Ski». A Madonna di Campiglio, proprio quando il sole comincia a calare, il cielo a tingersi di arancio e le Dolomiti a colorarsi di rosa, l’iniziativa regala agli sciatori la possibilità di salire in quota in telecabina, godersi il tramonto con aperitivo alla mano e, posato il bicchiere e impugnati i bastoncini, sciare a valle sul far della sera (date: 26 febbraio, 5 e 12 marzo). Non poteva mancare, poi, lo sci in notturna: in buona parte delle stazioni sciistiche va in scena «Sciare sotto le stelle», che consente di scivolare sugli sci, ma anche in slittino e gommoni, nel buio della notte su rotoli di piste bianche illuminate alla perfezione.
E per chi non scia c’è «Al chiaro di luna», passeggiate nei boschi del Parco Naturale Adamello Brenta in coincidenza con le notti di luna piena. Non solo sci, snowboard, ciaspole e slittino. L’altra faccia del Trentino sembra una bianca SPA naturale, con pavimenti di neve, pareti di abeti e soffitti di nuvole e cielo. In quest’ottica, si apre l’invito a salire di quota per ritrovare quel benessere profondo che nasce dal contatto con la natura. Ecco che il freddo non è più una stagione da combattere, ma da abbracciare perché capace di rigenerare il corpo, alleggerire la mente e rallentare il respiro, riportando l’attenzione all’essenziale. In Val di Fiemme questa visione è diventata un progetto condiviso, tanto da renderla la prima «wellness community»: un territorio che orienta servizi, ospitalità e attività alla qualità della vita, intrecciando natura, salute e persone in un’unica esperienza rigenerante.
Tra foreste di abete rosso, centri benessere immersi nel paesaggio e attività all’aperto pensate ad hoc, come forest bathing, barefooting (passeggiate a piedi nudi) e ciaspolate, il benessere diventa uno stile di vacanza. Sull’Alpe Cimbra, invece, lo stare bene assume i tratti di un’ospitalità intima e raffinata: il progetto Hotel & Appartamenti di Charme dà vita a una collezione di indirizzi che uniscono eleganza, sostenibilità e radici locali, trasformando il soggiorno - che sia un weekend o una settimana bianca - in un’esperienza emotiva e consapevole. Non si tratta di semplici strutture ricettive, ma di rifugi dell’anima dove ritrovare armonia, assaporare la gastronomia più autentica di montagna, magari imparare a cucinarla, e rigenerarsi attraverso sport dolce. Mentre in Val di Fassa il benessere passa attraverso il potere primordiale del freddo: gli alberghi del circuito Club Vita Nova propongono percorsi che rinvigoriscono e sorprendono, dai cammini consapevoli nella neve alle immersioni nei ruscelli alpini, dai bagni freddi ai percorsi Kneipp, trasformando il gelo in fonte di energia, vitalità e rinnovamento nel cuore delle Dolomiti.
Info: www.visitfiemme.it; www.alpecimbra.it; www.vitanovawellnesshotel.it; www.visittrentino.info.
Il conto alla rovescia è ufficialmente scattato. Mancano pochi giorni all’apertura del 6 febbraio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 e la regina delle Dolomiti è pronta a entrare nel vivo del suo inverno più atteso. Con lo charme e la sicurezza di chi è abituata a stare sotto i riflettori, Cortina è pronta ad aprire le danze.
Tra Corso Italia e le cime del Cristallo, delle Tofane, del Faloria e delle Dolomiti tutte che l’abbracciano, circola già un’energia diversa: l’aria è elettrica, (ancora) più frizzante del solito. Non si vede, ma si respira al volo e si sente a pelle che qualcosa di unico e memorabile sta per succedere. Allo stesso tempo, però, l’atmosfera ampezzana - a tocchi alpina e a tocchi glamour - non è evaporata nel nulla, resta più intensa che mai.
Novità e tradizione sembrano trovarsi a metà strada, in un equilibrio affascinante, in un irresistibile gioco di contrasti, che attira e coinvolge atleti, curiosi, vacanzieri sportivi e mondani. Durante i Giochi Cortina punta a strizzare gli occhi a tutti quanti, senza escludere nessuno e senza risparmiarsi; e punta ad attirare sguardi e attenzioni, alzando il sipario su una sfilata di debutti e conferme.
In quota la stagione è partita sotto le migliori stelle, tra il tutto esaurito dell’Immacolata e la super affluenza del periodo di Natale. E adesso, con il favore delle temperature - si spera - più basse, intende proseguire sempre meglio.
Con il via delle Olimpiadi, la ski-area non si fermerà: tutte le aree non direttamente coinvolte dalle competizioni continueranno ad accogliere sciatori e appassionati, dalle iconiche 5 Torri al Lagazuoi, passando per Col Gallina, Faloria e Cristallo, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina, Skyline e Olympia-Pocol. Tra discese e risalite, sicurezza, accessibilità e sostenibilità diventeranno centrali, complici l’introduzione dell’obbligo di casco per tutti, formule e tariffe di skipass ad hoc, potenziamento dei trasporti e rinnovamento degli impianti. A partire dalla nuova cabinovia Lacedel Socrepes - 53 cabine da dieci posti, una portata di 3mila persone all’ora e un comfort pensato per ridurre l’attesa e aumentare il piacere della giornata sulla neve - per arrivare al potenziamento della rete elettrica alle Tofane, ora tra le più avanzate al mondo. Ma Cortina, si sa, non vive di solo sci. L’inverno olimpico accende le luci anche su intrattenimento e dolce vita. In Faloria debutta il Super G Faloria Mountain Club, dove musica, performance live e cucina d’autore incontrano e rivoluzionano l’après-ski su una terrazza affacciata sulle Dolomiti (www.lovesuperg.com/cortina).
«Al Super G il classico aprés-ski, ormai superato, diventa un’esperienza completa, unica, inclusiva, adatta a giovanissimi e a famiglie, a chi vuole una birra o un spritz, a chi cerca un club esclusivo e a chi, soprattutto, dopo due o cinque ore di sci sogna di godersi la vita e il panorama in quota» afferma soddisfatto Andrea Baccuini, anima e mente del format, già presente a Courmayeur, Cervinia e Madonna di Campiglio. Alle Tofane la risposta arriva dallo Chalet Franz Kraler, che ha appena inaugurato a braccetto con il Club Moritzino uno spazio su tre livelli, impreziosito da una scenografica cantina sospesa in vetro e acciaio. Anche in paese fioccano le novità. Fresco di re-apertura, l’hotel Ancora Cortina (www.ancoracortina.com). Cinque stelle lusso, 38 camere, ristorante di livello, SPA di 200 mq, posizione insuperabile (Corso Italia 62), interior design curato dallo studio Charles & Co, guidato da Vicky Charles, già design director di Soho House, e firmato da Renzo Rosso. L’imprenditore, nel rilanciare lo storico indirizzo, partiva dalla visione tanto semplice quanto illuminata di «creare un luogo che sorprendesse al primo sguardo, ma che facesse anche sentire a casa». Obiettivo raggiunto, bersaglio centrato.
A due passi, un’altra novità: The Roof Cortina. Si trova all’ultimo piano de La Cooperativa e, dalla colazione al dopocena, invita ad assaggiare piatti e calici di qualità con vista privilegiata sulle Dolomiti (www.theroofcortina.com). Da poche settimane, poi, è approdato all’interno del The First Cortina il rinomato ristorante fusion Zuma, che in tavola serve un’inedita combinazione: la freschezza del minimalismo giapponese abbinata al calore della tradizione alpina. Info: skipasscortina.com; noleggio attrezzatura da sci: www.jgorskiandmore.com.





