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Iqos

L'autorità americana ha riconosciuto che è possibile informare i consumatori circa la minore esposizione per l'organismo a sostanze chimiche dannose del dispositivo rispetto alle sigarette tradizionali. «Una decisione storica» secondo Marco Hannappel, presidente e ad di Philip Morris Italia.

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  • Un cubo di vetro su uno specchio d'acqua. Arrivi a Neuchatel, nella Svizzera francese, ed è impossibile non notarlo. Per tutti è "The Cube" e dietro le sue pareti trasparenti ospita quanto è necessario per sperimentare e valutare i cosiddetti RRPs, i "prodotti a rischio ridotto" della multinazionale del tabacco che l'ha costruito nel 2009 con un investimento di 120 milioni di dollari: Philip Morris International.
  • Dalla multinazionale del tabacco miliardi in innovazione per smarcarsi dal fumo. «Ma non vogliono parlarne con noi» dice il Coo Jacek Olczak.

Lo speciale comprende due articoli e gallery fotografiche.

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Per André Calantzopoulos, ceo di Philip Morris International, la decisione «è un importante passo avanti per i circa 40 milioni di uomini e donne americani fumatori. Alcuni smetteranno. La maggior parte non lo farà, e per loro Iqos offre un'alternativa senza fumo rispetto al continuare a fumare». In soli due anni, spiega l'amministratore delegato del gruppo, 7,3 milioni di persone nel mondo hanno abbandonato le sigarette e sono passati completamente a Iqos.

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