Nei viaggi intercontinentali il tempo di sosta e il volo stesso diventano parte di un percorso di cura e rigenerazione: tra cabine ripensate, prodotti beauty e spazi dedicati al relax, il benessere entra a pieno titolo nell’esperienza del passeggero.
Dimenticate corse tra i terminal e stress. Nel mondo dei viaggi a lungo raggio, dove gli scali possono durare molte ore e portare squilibri al ritmo circadiano, sta emergendo una nuova concezione del layover come spazio di transizione non solo fisico ma anche psicologico. Sempre più spesso, infatti, le compagnie di linea e gli aeroporti ripensano l’esperienza del passeggero offrendo non semplici aree d’attesa ma ambienti dove il tempo di sosta può trasformarsi in un momento di rigenerazione e cura di sé.
In questo contesto, Cathay Pacific — con la sua rete di lounge e l’evoluzione dei prodotti Business Class — rappresenta un caso significativo di come il viaggio possa diventare un’esperienza più consapevole e meno frammentata, ponendo particolare attenzione al comfort, alla bellezza e al benessere durante i lunghi transiti.
La Business Class di Cathay Pacific ha subito negli ultimi anni un’evoluzione evidente, che va oltre la tradizionale proposta di sedili spaziosi e pasti di qualità. In particolare con l’introduzione della nuova Aria Suite su alcuni Boeing 777‑300ER — ora disponibile anche sui voli tra Milano e Hong Kong — la cabina diventa un luogo capace di coniugare privacy, comfort e tecnologia dove ogni posto è progettato per offrire ampi spazi personali, un letto completamente reclinabile e schermi di intrattenimento di ultima generazione, mentre dettagli come la ricarica wireless e materiali curati nei rivestimenti sottolineano una visione più attenta del volo come “esperienza” e non solo spostamento.
All’interno di questa esperienza più ampia rientra anche il modo in cui le compagnie considerano i “soft product” ovvero i prodotti legati alla cura personale, al benessere e alla bellezza come l’amenity kit. Cathay Pacific ha collaborato con la britannica Bamford, un marchio noto per l’attenzione alla sostenibilità e alla qualità, per rinnovare questi kit nelle classi premium. I nuovi amenity kit in Business Class sono pensati per essere non solo utili durante il volo, ma anche gradevoli e riutilizzabili una volta a terra. Al loro interno si trovano prodotti di skincare naturale come gel rinfrescanti, balsami multiuso, la famosa “pillow mist” per favorire il sonno e articoli per l’igiene personale confezionati in materiali eco‑compatibili, come lo spazzolino in bambù e prodotti dentali in packaging sostenibile.
Il layover poi diventa ancora più significativo se lo si vive all’interno di uno spazio progettato per il benessere. Le lounge dedicate ai passeggeri Business Class e ai soci di livello superiore offrono un’alternativa rispetto ai tradizionali spazi d’attesa degli aeroporti. A Hong Kong, ad esempio, esistono diverse strutture come The Pier, The Wing, The Bridge e The Deck che propongono ambienti dal design curato, combinando comfort, gastronomia e servizi specialistici. All’interno di alcune di queste lounge si trovano aree dedicate al relax, suite doccia dove rinfrescarsi con prodotti di alta qualità e, in alcuni casi, servizi come massaggi. Nella cosiddetta “Retreat” area di The Pier è, infatti, possibile usufruire di trattamenti che vanno da massaggi plantari e alle spalle a sedute su poltrone specifiche pensate per alleviare la tensione muscolare, proponendo una pausa sensoriale lontana dal trambusto delle partenze.
Queste proposte sono rappresentazione tangibile una tendenza più ampia dell’industria: il tempo di sosta non è più visto come un vuoto da riempire, ma come una potenziale estensione dell’esperienza di viaggio. In un’epoca in cui il benessere personale è entrato anche in ambiti tradizionalmente lontani da questa dimensione, come gli aeroporti, l’integrazione di servizi di bellezza e relax nelle lounge rappresenta una risposta alla domanda di chi viaggia spesso e desidera ridurre l’impatto fisico e psicologico dei lunghi spostamenti.
Dall'intimo rosso italiano al «salto del nuovo anno» in Danimarca, ecco come portare fortuna e prosperità nel nuovo anno.
Il Capodanno è una celebrazione universale che segna il passaggio verso un nuovo inizio, carico di speranze, desideri e simbolismi. Le tradizioni con cui i diversi Paesi festeggiano questa transizione riflettono culture uniche, ma spesso condividono un tema comune: augurare felicità, fortuna e prosperità per l’anno a venire. Ecco alcune delle tradizioni più affascinanti e particolari che si svolgono in giro per il mondo.
In molte culture, il cibo riveste un ruolo fondamentale durante il Capodanno. In Italia, mangiare lenticchie alla mezzanotte è simbolo di abbondanza e prosperità, grazie alla loro forma rotonda che richiama le monete. In Spagna e in molti Paesi dell’America Latina, invece, si usa mangiare 12 chicchi d’uva, uno per ogni rintocco dell’orologio, per assicurarsi fortuna nei 12 mesi successivi. Anche la scelta dell’abbigliamento contribuisce ai riti propiziatori: in Italia e in Cina il rosso è considerato un colore di buon auspicio, mentre in Venezuela il giallo è associato alla prosperità e alla felicità.
In Scozia, la notte di San Silvestro è nota come «Hogmanay», e una delle tradizioni più sentite è il «first-footing». Questo rito consiste nell’accogliere la prima persona che varca la soglia di casa dopo la mezzanotte, la quale porta simbolicamente fortuna per l’anno nuovo. Tradizionalmente, il «first-footer» ideale è un uomo dai capelli castani, che porta in dono oggetti simbolici come biscotti, whiskey o carbone – quest’ultimo rappresenta calore e felicità per i mesi futuri.
Per gli amanti dei viaggi, la Colombia offre una tradizione perfetta: portare una valigia vuota in giro per casa o nel quartiere a mezzanotte. Questo rito, diffuso anche in altri Paesi dell’America Latina, simboleggia il desiderio di un anno ricco di avventure, viaggi e scoperte. Una valigia in mano diventa dunque un augurio di libertà e opportunità.
In Finlandia, un’antica tradizione predittiva aggiunge un tocco di mistero alla notte di Capodanno. Conosciuta come «tinanvalanta», consiste nel fondere piccoli ferri di cavallo di latta e gettarli in acqua fredda per osservare le forme che si creano. Ogni figura è interpretata come un presagio per l’anno nuovo: un’ancora può significare stabilità, mentre una forma minacciosa, come uno squalo, può rappresentare pericoli in arrivo. Questo rituale è un esempio di «molibdomanzia», un’arte divinatoria che affonda le sue radici nell’antica Grecia.
In Catalogna, il folklore di fine anno ruota attorno all'«Home dels Nassos», o «l’uomo dei nasi». Questa figura mitica ha tanti nasi quanti sono i giorni dell’anno, perdendone uno ogni giorno fino al 31 dicembre. I bambini vengono incoraggiati a cercarlo l’ultimo giorno dell’anno, immaginando di trovare qualcuno con centinaia di nasi, quando invece l’«uomo dei nasi» potrebbe essere qualsiasi passante – un gioco che unisce magia e divertimento.
In Danimarca, si celebra il Capodanno con il «salto nel nuovo anno» (hoppe ind i det nye år), un gesto scaramantico e gioioso. Allo scoccare della mezzanotte, le persone si posizionano su sedie o divani per poi saltare giù, simboleggiando il passaggio verso l’anno nuovo. Questo gesto rappresenta un modo simbolico per abbandonare il passato e accogliere il futuro con entusiasmo.
Gesto di cura indispensabile, specialmente durante l'inverno, quando la pelle è più soggetta a rossori e screpolature.
Lo speciale contiene gallery fotografiche.
L’inverno porta con sé un’atmosfera incantata fatta di paesaggi innevati, luci calde e momenti di convivialità, ma è anche una stagione che mette a dura prova la nostra pelle.
Le mani, in particolare, sono tra le prime a risentire degli effetti del freddo e del vento. Secchezza, screpolature e rossori sono solo alcune delle conseguenze di temperature rigide e di frequenti sbalzi termici. Ecco perché la crema mani diventa un alleato indispensabile per la cura e la protezione della pelle durante i mesi più freddi.
Le mani, essendo costantemente esposte agli agenti atmosferici, tendono a perdere più facilmente l’idratazione naturale. In inverno, la combinazione di aria fredda all’esterno e riscaldamento all’interno aggrava la situazione, causando una disidratazione che può portare non solo a fastidi estetici ma anche a problemi come taglietti e irritazioni. Inoltre, l’uso frequente di detergenti e gel igienizzanti, ormai entrato nella nostra routine quotidiana, contribuisce a indebolire la barriera cutanea.
Una buona crema mani non è solo una coccola, ma un vero trattamento di bellezza e salute per la pelle. Grazie a ingredienti come glicerina, burro di karité e oli naturali, ripristina il livello di idratazione, crea una barriera protettiva contro gli agenti esterni, favorisce il recupero della pelle danneggiata e allevia istantaneamente la sensazione di pelle che tira o screpolata.
Ogni pelle ha esigenze diverse, quindi è importante scegliere una crema adatta. Le formule leggere e a rapido assorbimento sono ideali per un uso quotidiano, mentre quelle più ricche sono perfette per la notte. Scegliere prodotti con principi attivi naturali e senza parabeni o siliconi garantisce inoltre una cura delicata ma efficace, mentre per le pelli sensibili è meglio optare per creme prive di profumi.
Applicare la crema mani dovrebbe diventare un rituale quotidiano, soprattutto in inverno. Portarne sempre una in borsa e utilizzarla più volte al giorno, soprattutto dopo aver lavato le mani, è il segreto per una pelle morbida e protetta. La sera, dedicarsi un momento di relax con un massaggio alle mani, applicando una crema nutriente, aiuterà non solo la pelle ma anche il benessere generale.
Abbiamo selezionato una serie di creme mani ideali per l’inverno: dalle formule idratanti più leggere a quelle ultra-nutrienti per pelli particolarmente secche. Scopri la nostra gallery e scegli la tua alleata per mani sempre morbide e curate.














