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2018-12-27
Rivolta contro la «salva ostetriche». Ma rimedia alla topica della Lorenzin
ANSA
Sanatoria sì, sanatoria no: la polemica di Natale riguarda l'emendamento 283 bis alla legge di Bilancio, voluto dal M5s, che concede una deroga ai professionisti del settore della sanità che, negli ultimi 10 anni, abbiano lavorato per almeno 36 mesi pur senza i titoli abilitanti necessari, a patto che «si iscrivano entro il 31 dicembre 2019 negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione».
La deroga riguarda le professioni infermieristiche, ostetriche, logopedistiche o fisioterapiche e le figure dei tecnici di laboratorio biomedico: audiometristi e audioprotesisti. E poi tecnici della riabilitazione psichiatrica, della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, neurofisiopatologi, fisiopatologi cardiocircolatori e di perfusione cardiovascolare, dietisti, igienisti dentali, podologi, ortottisti e assistenti di oftalmologia, educatori professionali, terapisti occupazionali e della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva.
Pur non essendo in possesso dei titoli abilitanti necessari per conseguire l'iscrizione all'albo professionale, questi professionisti potranno continuare a lavorare: entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, verranno istituiti gli elenchi speciali, ai quali dovranno iscriversi i professionisti interessati da questa norma. Il provvedimento, è bene ricordarlo, stempera la stretta imposta all'accesso a queste professioni dalla legge firmata dall'ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che impone a questi professionisti di iscriversi ai relativi albi, confluiti nel nuovo Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
Immediate sono scattate le polemiche, sia da parte dell'opposizione che degli ordini professionali: «Leggiamo con seria preoccupazione», ha commentato la Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica, «la notizia della sanatoria. Si rischia di creare una pericolosa breccia in un sistema che tutela e garantisce innanzitutto la salute pubblica dei cittadini, sistema che rappresenta anche una sicurezza per le altre professioni sanitarie. Appartenere a un albo», ha aggiunto il sindacato, «non è una semplice iscrizione, ma significa dover dimostrare al nostro Sistema nazionale, e quindi alla collettività tutta, di possedere una serie di requisiti: un percorso formativo di base e di specializzazione nel settore sanitario, di aver acquisito competenze e abilità, di aver superato esami e prove».
Molto critica anche l'Associazione italiana fisioterapisti, che già prima dell'approvazione della legge di Bilancio aveva attaccato il provvedimento: «Assisteremmo», scrive in una nota il sindacato, «al paradosso che chi ha lavorato come dipendente o autonomo svolgendo attività riconducibili a quelle di una professione sanitaria come il fisioterapista o altra professione, senza titoli di studio abilitanti all'esercizio, verrà iscritto in elenchi speciali, potendo così continuare ad esercitare abusivamente. Una assurdità totale. Nessuno, politica o sindacati, potrà cavarsela con la scusa di aver salvato posti di lavoro».
Profetica la nota dei fisioterapisti: 24 ore dopo, il ministro della Salute, Giulia Grillo, su Facebook ha rintuzzato gli attacchi insistendo proprio sul «salvataggio» di migliaia di posti di lavoro: «Stop alla disinformazione», ha scritto la Grillo, «sull'emendamento che salva il posto di lavoro a 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Il Parlamento non ha approvato nessuna sanatoria per abusivi. Si dà la possibilità», ha sottolineato la Grillo, «di continuare a esercitare a lavoratori con titoli validi fino all'approvazione della legge 3/2018 inserendoli in elenchi speciali. Non sarà un via libera per tutti, ma solo per chi dimostrerà di avere i titoli e di aver lavorato per almeno 36 mesi in 10 anni. Non si toglie nulla a chi è iscritto agli albi delle professioni sanitarie e non si creano equipollenze. Non creiamo abusivi e finalmente si mette fine al caos prodotto da una giungla di corsi regionali che negli anni hanno creato situazioni incontrollabili. Abbiamo evitato che 20.000 famiglie di lavoratori finissero in mezzo a una strada. Questa è la realtà», ha concluso la Grillo, «tutto il resto è disinformazione».
Dove sta la verità? A leggere atti e documenti, è difficile non dar ragione al ministro Giulia Grillo. La deroga, infatti, va semplicemente a rendere meno traumatici gli effetti della legge varata dall'ex ministro Beatrice Lorenzin il 13 marzo 2018, 10 giorni dopo le elezioni.
I tagli ai militari toccano la difesa comune Ue
I vertici grillini del governo hanno preso una decisione in termini di Difesa che sembra proprio adeguarsi alla visione leghista. Nonostante il vice premier, Luigi Di Maio, abbia più volte dichiarato che l'F35, il caccia americano, non sia per l'Italia una priorità, i fondi tagliati in manovra ricadono tutti su progetti europei. In pratica il taglio di 100 milioni all'Eurofighter e ai progetti della Difesa Ue portano il nostro Paese dritto verso l'alleato americano. Una scelta che sembra lungimirante e mirata a rafforzare la relazione con Donald Trump. Per il resto, il testo definitivo che oggi arriva in Commissione alla Camera contiene piccole modifiche che riguardano l'assicurazione infortuni delle casalinghe, i biglietti nominativi per i grandi concerti rock e pop, ma anche sconti per i giovani che prendono la patente per guidare un Tir e riduzioni sulla tassa di circolazione per le auto storiche con solo 20 anni di anzianità. Senza dimenticare nuove norme anche su francobolli, funghi, registratori di cassa e plastica monouso.
1 Cambiano importi e modalità dell'assicurazione contro gli infortuni domestici, la cosiddetta assicurazione delle casalinghe. Il premio assicurativo sale a 24 euro annui e cresce da 65 a 67 anni l'età dei soggetti che hanno l'obbligo di iscrizione all'assicurazione. In compenso scende dal 27 al 16% la percentuale di inabilità che dà diritto all'assicurazione e sono previsti 300 euro di una tantum qualora l'inabilità permanente sia compresa tra il 6 e il 15%.
2 Arriva una norma contro i bagarini dei concerti. A partire dal primo luglio, quindi con sei mesi di tempo per l'adeguamento, i biglietti per spettacoli in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori dovranno essere nominativi, come accade oggi per il calcio. La nuova disciplina lascia fuori la musica classica, il balletto, la prosa, il jazz, la danza e il circo. Di fatto vale per i concerti pop e rock. Le sanzioni variano a 5.000 a 180.000 euro, ma non si applicano nel caso di vendita occasionale da parte di una persona fisica.
3 Si dimezza la tassa automobilistica per le auto che, pur non avendo superato i 30 anni d'età, sono iscritte ad un registro delle auto storiche ed hanno il relativo certificato di rilevanza storica. In particolare fino ad oggi le auto sopra i 30 anni sono esenti dalla tassa di possesso: ora arriva lo sconto del 50% per quelle che hanno un'anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 30 anni.
4 La legge di bilancio prevede per i giovani conducenti, under 35, di veicoli per trasporto merci il rimborso del 50% delle spese sostenute per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali. L'aiuto va a personale assunto con contratto stabile da imprese di autotrasporto che per i rimborsi erogati ai giovani conducenti potranno avere un massimo di 1.500 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Lo sconto scatta entro sei mesi dal contratto.
5 Viene regolamentato il regime fiscale dei raccoglitori occasionali di «prodotti selvatici non legnosi» e di piante officinali spontanee. Arriva un'imposta fissa di 100 euro sui redditi che possono derivare dalla vendita occasionale di questi prodotti. Fissato anche a 7.000 euro il limite sopra il quale non si può parlare di vendita occasionale. I prodotti interessati sono molti: dalle more alle nocciole, dai mirtilli alle ghiande per arrivare anche al sughero, alle bacche ai muschi e ai licheni.
6 Una norma, infine, punta a favorire un utilizzo delle plastiche monouso meno dannoso per l'ambiente. I produttori, su base volontaria e in via sperimentale, sono invitati ad adottare una serie di iniziative: modelli di raccolta e di riciclo, utilizzo di biopolimeri, elaborazione di standard qualitativi dei prodotti, sviluppo di tecnologie innovative. Non sono previsti incentivi. Ma per attività di studio e monitoraggio del Ministero dell'ambiente è previsto per questo un minifondo da 100 euro presso il ministero dell'Ambiente.
7 Per chiudere con le novità, dal 2020 arriva lo scontrino telematico per tutti i commercianti e gli artigiani. Così la legge di Bilancio dispone un credito d'imposta, pari al 50% della spesa, per l'acquisto di strumenti per la «memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi», di fatto di registratori di cassa per scontrini telematici. Il bonus, fino a 250 euro in caso di acquisto o di 50 euro in caso di adattamento, spetta direttamente al commerciante.
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Sindacati e ordini contestano gli elenchi speciali che consentono a molte categorie di continuare a lavorare senza iscrizione agli Albi. Giulia Grillo: «Nessuna sanatoria, salviamo 20.000 posti di lavoro dalla legge targata Pd».Meno 100 milioni per i jet condivisi con Bruxelles, nessun intervento sul programma degli F35 caro agli Usa.Lo speciale contiene due articoliSanatoria sì, sanatoria no: la polemica di Natale riguarda l'emendamento 283 bis alla legge di Bilancio, voluto dal M5s, che concede una deroga ai professionisti del settore della sanità che, negli ultimi 10 anni, abbiano lavorato per almeno 36 mesi pur senza i titoli abilitanti necessari, a patto che «si iscrivano entro il 31 dicembre 2019 negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione». La deroga riguarda le professioni infermieristiche, ostetriche, logopedistiche o fisioterapiche e le figure dei tecnici di laboratorio biomedico: audiometristi e audioprotesisti. E poi tecnici della riabilitazione psichiatrica, della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, neurofisiopatologi, fisiopatologi cardiocircolatori e di perfusione cardiovascolare, dietisti, igienisti dentali, podologi, ortottisti e assistenti di oftalmologia, educatori professionali, terapisti occupazionali e della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva. Pur non essendo in possesso dei titoli abilitanti necessari per conseguire l'iscrizione all'albo professionale, questi professionisti potranno continuare a lavorare: entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, verranno istituiti gli elenchi speciali, ai quali dovranno iscriversi i professionisti interessati da questa norma. Il provvedimento, è bene ricordarlo, stempera la stretta imposta all'accesso a queste professioni dalla legge firmata dall'ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che impone a questi professionisti di iscriversi ai relativi albi, confluiti nel nuovo Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Immediate sono scattate le polemiche, sia da parte dell'opposizione che degli ordini professionali: «Leggiamo con seria preoccupazione», ha commentato la Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica, «la notizia della sanatoria. Si rischia di creare una pericolosa breccia in un sistema che tutela e garantisce innanzitutto la salute pubblica dei cittadini, sistema che rappresenta anche una sicurezza per le altre professioni sanitarie. Appartenere a un albo», ha aggiunto il sindacato, «non è una semplice iscrizione, ma significa dover dimostrare al nostro Sistema nazionale, e quindi alla collettività tutta, di possedere una serie di requisiti: un percorso formativo di base e di specializzazione nel settore sanitario, di aver acquisito competenze e abilità, di aver superato esami e prove».Molto critica anche l'Associazione italiana fisioterapisti, che già prima dell'approvazione della legge di Bilancio aveva attaccato il provvedimento: «Assisteremmo», scrive in una nota il sindacato, «al paradosso che chi ha lavorato come dipendente o autonomo svolgendo attività riconducibili a quelle di una professione sanitaria come il fisioterapista o altra professione, senza titoli di studio abilitanti all'esercizio, verrà iscritto in elenchi speciali, potendo così continuare ad esercitare abusivamente. Una assurdità totale. Nessuno, politica o sindacati, potrà cavarsela con la scusa di aver salvato posti di lavoro».Profetica la nota dei fisioterapisti: 24 ore dopo, il ministro della Salute, Giulia Grillo, su Facebook ha rintuzzato gli attacchi insistendo proprio sul «salvataggio» di migliaia di posti di lavoro: «Stop alla disinformazione», ha scritto la Grillo, «sull'emendamento che salva il posto di lavoro a 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Il Parlamento non ha approvato nessuna sanatoria per abusivi. Si dà la possibilità», ha sottolineato la Grillo, «di continuare a esercitare a lavoratori con titoli validi fino all'approvazione della legge 3/2018 inserendoli in elenchi speciali. Non sarà un via libera per tutti, ma solo per chi dimostrerà di avere i titoli e di aver lavorato per almeno 36 mesi in 10 anni. Non si toglie nulla a chi è iscritto agli albi delle professioni sanitarie e non si creano equipollenze. Non creiamo abusivi e finalmente si mette fine al caos prodotto da una giungla di corsi regionali che negli anni hanno creato situazioni incontrollabili. Abbiamo evitato che 20.000 famiglie di lavoratori finissero in mezzo a una strada. Questa è la realtà», ha concluso la Grillo, «tutto il resto è disinformazione».Dove sta la verità? A leggere atti e documenti, è difficile non dar ragione al ministro Giulia Grillo. La deroga, infatti, va semplicemente a rendere meno traumatici gli effetti della legge varata dall'ex ministro Beatrice Lorenzin il 13 marzo 2018, 10 giorni dopo le elezioni. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/rivolta-contro-la-salva-ostetriche-ma-rimedia-alla-topica-della-lorenzin-2624431396.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="i-tagli-ai-militari-toccano-la-difesa-comune-ue" data-post-id="2624431396" data-published-at="1781711632" data-use-pagination="False"> I tagli ai militari toccano la difesa comune Ue I vertici grillini del governo hanno preso una decisione in termini di Difesa che sembra proprio adeguarsi alla visione leghista. Nonostante il vice premier, Luigi Di Maio, abbia più volte dichiarato che l'F35, il caccia americano, non sia per l'Italia una priorità, i fondi tagliati in manovra ricadono tutti su progetti europei. In pratica il taglio di 100 milioni all'Eurofighter e ai progetti della Difesa Ue portano il nostro Paese dritto verso l'alleato americano. Una scelta che sembra lungimirante e mirata a rafforzare la relazione con Donald Trump. Per il resto, il testo definitivo che oggi arriva in Commissione alla Camera contiene piccole modifiche che riguardano l'assicurazione infortuni delle casalinghe, i biglietti nominativi per i grandi concerti rock e pop, ma anche sconti per i giovani che prendono la patente per guidare un Tir e riduzioni sulla tassa di circolazione per le auto storiche con solo 20 anni di anzianità. Senza dimenticare nuove norme anche su francobolli, funghi, registratori di cassa e plastica monouso. 1 Cambiano importi e modalità dell'assicurazione contro gli infortuni domestici, la cosiddetta assicurazione delle casalinghe. Il premio assicurativo sale a 24 euro annui e cresce da 65 a 67 anni l'età dei soggetti che hanno l'obbligo di iscrizione all'assicurazione. In compenso scende dal 27 al 16% la percentuale di inabilità che dà diritto all'assicurazione e sono previsti 300 euro di una tantum qualora l'inabilità permanente sia compresa tra il 6 e il 15%. 2 Arriva una norma contro i bagarini dei concerti. A partire dal primo luglio, quindi con sei mesi di tempo per l'adeguamento, i biglietti per spettacoli in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori dovranno essere nominativi, come accade oggi per il calcio. La nuova disciplina lascia fuori la musica classica, il balletto, la prosa, il jazz, la danza e il circo. Di fatto vale per i concerti pop e rock. Le sanzioni variano a 5.000 a 180.000 euro, ma non si applicano nel caso di vendita occasionale da parte di una persona fisica. 3 Si dimezza la tassa automobilistica per le auto che, pur non avendo superato i 30 anni d'età, sono iscritte ad un registro delle auto storiche ed hanno il relativo certificato di rilevanza storica. In particolare fino ad oggi le auto sopra i 30 anni sono esenti dalla tassa di possesso: ora arriva lo sconto del 50% per quelle che hanno un'anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 30 anni. 4 La legge di bilancio prevede per i giovani conducenti, under 35, di veicoli per trasporto merci il rimborso del 50% delle spese sostenute per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali. L'aiuto va a personale assunto con contratto stabile da imprese di autotrasporto che per i rimborsi erogati ai giovani conducenti potranno avere un massimo di 1.500 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Lo sconto scatta entro sei mesi dal contratto. 5 Viene regolamentato il regime fiscale dei raccoglitori occasionali di «prodotti selvatici non legnosi» e di piante officinali spontanee. Arriva un'imposta fissa di 100 euro sui redditi che possono derivare dalla vendita occasionale di questi prodotti. Fissato anche a 7.000 euro il limite sopra il quale non si può parlare di vendita occasionale. I prodotti interessati sono molti: dalle more alle nocciole, dai mirtilli alle ghiande per arrivare anche al sughero, alle bacche ai muschi e ai licheni. 6 Una norma, infine, punta a favorire un utilizzo delle plastiche monouso meno dannoso per l'ambiente. I produttori, su base volontaria e in via sperimentale, sono invitati ad adottare una serie di iniziative: modelli di raccolta e di riciclo, utilizzo di biopolimeri, elaborazione di standard qualitativi dei prodotti, sviluppo di tecnologie innovative. Non sono previsti incentivi. Ma per attività di studio e monitoraggio del Ministero dell'ambiente è previsto per questo un minifondo da 100 euro presso il ministero dell'Ambiente. 7 Per chiudere con le novità, dal 2020 arriva lo scontrino telematico per tutti i commercianti e gli artigiani. Così la legge di Bilancio dispone un credito d'imposta, pari al 50% della spesa, per l'acquisto di strumenti per la «memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi», di fatto di registratori di cassa per scontrini telematici. Il bonus, fino a 250 euro in caso di acquisto o di 50 euro in caso di adattamento, spetta direttamente al commerciante.
Giuseppe Iannaccone (Ansa)
Una decisione duramente contestata da Giorgia Meloni e pure da qualche intellettuale libero come Massimo Cacciari («Se Adelphi firma il patentino non pubblicherò più con loro», ha detto il filosofo a Otto e mezzo) o l’editore di Settecolori Manuel Grillo. Ci sono però numerosi autori progressisti che la mordacchia antifa la apprezzano e anzi sostengono che il vero problema siano le uscite della Meloni. Altri, come Gianni Oliva ieri sulla Stampa, scrivono che la censura è sbagliata perché fa pubblicità agli editori destrorsi, non per altro. Insomma, il dibattito culturale è più tetro che mai.
Solo dal Centro per il libro, Più libri più liberi percepisce tra i 170.000 e i 180.000 euro. A cui si aggiungono i fondi della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di commercio... Viene da chiedersi se, a fronte di certe esibizioni di intolleranza, non sia il caso di sospendere l’erogazione di questi soldi.
Professor Iannaccone, che pensa di questa storia del cosiddetto patentino antifascista?
«Sono rimasto sorpreso. Ero convinto che si facesse tesoro delle polemiche strumentali della scorsa edizione e, senza ambiguità e concessioni a frange limitate ma chiassose del mondo letterario italiano, si seguisse alla lettera l’intento della fiera contenuto già nel suo nome. Il libro è libertà: sottoporlo al vaglio - della morale o dell’ideologia - significa contraddirne la funzione. L’idea stessa di una patente è più ridicola che pericolosa, più ipocrita che violenta. Mi sembra un espediente propagandistico che non ha nulla a che vedere con il senso democratico di un festival dell’editoria: che ha nella pluralità, perfino nel conflitto delle idee, la sua ragione più nobile».
Voi come contribuite a Più libri più liberi?
«Il ministero della Cultura, tramite il Centro per il libro e la lettura, sostiene iniziative come Più libri e più liberi, al pari di altri appuntamenti che hanno lo scopo di promuovere la lettura. Questo, in particolare, ci sta a cuore, perché la valorizzazione della piccola e media editoria rappresenta un mezzo decisivo per incentivare la bibliodiversità come occasione di ricchezza e pluralità di linguaggi e punti di vista. Se questo principio viene meno, verrebbe meno anche la ragione del nostro sostegno».
Quindi valutate la possibilità di togliere fondi o chiudere la collaborazione se andranno avanti su questa strada?
«La nostra collaborazione con l’Aie, Associazione italiana editori, è consolidata da anni. Lavoriamo in sintonia perché ci animano obiettivi comuni. Siamo convinti che i suoi vertici possano tornare sui loro passi: non è nell’interesse di nessuno frapporre ostacoli a questo dialogo, tanto meno ciò potrà accadere a causa di una scelta improvvida, così palesemente settaria, anacronistica e contraria ai dettami di quella Costituzione a cui ci si appella spesso, come in questo caso, in modo strumentale».
Ma vi hanno consultato prima di proporre questo patentino, o come si voglia chiamarlo?
«Anche questo ci ha sorpreso. Abbiamo una interlocuzione molto positiva con la presidente Annamaria Malato, da sempre attenta a dare spazio a culture e opinioni diverse. Sono convinto che qualche curatore dell’edizione di quest’anno abbia ritenuto utile appellarsi a un antifascismo di maniera per compattare una certa area politica. Temo che sia stato un boomerang se, come vedo, anche ampi settori del pensiero liberale, riformista e di sinistra rifiutano questa deriva censoria. Ecco, la reazione del mondo intellettuale libero italiano è per noi una buona notizia. Il conformismo e il dogmatismo possono essere combattuti, anche da punti di vista trasversali. Non è una battaglia di parte, insomma. E questo è un bene per la difesa del pensiero libero».
Non è però la prima volta che a Più libri più liberi si vedono boicottaggi e tentativi di censura. Non le sembra che si dovrebbe cambiare orientamento?
«Sono stati fatti errori, in passato, è vero, che però sembravano fossero stati corretti. C’è un problema a monte: quando si dà spazio, perfino nella presentazione ufficiale dell’evento, a personaggi squalificati in cerca di visibilità si rivela - per quanto in buona fede - un certo sentimento di subalternità psicologica nei confronti di ambienti inclini al ricatto e alla discriminazione. Ritirare questa improvvida idea della patente antifascista non servirà solo a ripristinare delle forme di civile convivenza delle idee ma anche e soprattutto a ribadire il valore della cultura come luogo di discussione senza preconcetti».
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(iStock)
In piena linea con i dati forniti dalle forze di polizia dai quali emerge un costante aumento dei reati commessi da giovani, in particolare se minori. Niente di cui la popolazione non si fosse già resa conto dunque, con buona pace di chi fino a ieri preferiva ricondurne le opinioni ad eccessi di allarmismo magari alimentati dai media. Più che le «rappresentazioni», nel rapporto realizzato dall’istituto di ricerca, parlano le esperienze dirette, con tre cittadini su dieci che riferiscono di minacce, insulti, furti e aggressioni fisiche. Mentre un altro terzo dice di essere a conoscenza di episodi simili che vedono coinvolti amici e conoscenti.
Sebbene vi sia una spaccatura sulla sicurezza del luogo in cui si vive, tra un 46% che ne dà un giudizio ancora positivo e un 44% che invece si considera a rischio, la convinzione che la violenza giovanile sia in aumento sembra mettere d’accordo la maggioranza della popolazione.
Una «percezione» confermata dalle segnalazioni registrate dal ministero dell’Interno. Dopo una flessione fino all’anno del Covid, dopo la pandemia il numero di arrestati e denunciati under 24 vede una crescita costante. In particolare modo nella fascia d’età 14-17, dove dai 25.000 casi del 2020 si è passati ad oltre 37.000 nel 2025. Un dato che peraltro occorre prendere per difetto visto che il 57% del campione interpellato, quindi oltre la metà, nonostante problemi legati al fenomeno delle bande giovanili dice di non aver comunque mai sporto denuncia. Preferendo andare oltre. Come sembrano aver fatto sette cittadini su dieci, che trovandosi a contatto con aree frequentate da gang giovanili, almeno una volta hanno preferito cambiare strada. Una strategia adottata con una certa frequenza da un quarto dei cittadini e in modo sistematico da poco più di uno su dieci. Quanto ai fattori giudicati scatenanti, l’85% punta il dito contro l’assenza o la distrazione della famiglia, giudicata ininfluente, segue il contesto sociale degradato, un’educazione troppo permissiva e la mancanza di autorevolezza delle istituzioni. Una grossa responsabilità l’avrebbero inoltre i social che, secondo il presidente di Eurispes Gian Maria Fara «spesso si rivelano strumenti che amplificano i comportamenti devianti, facendone modelli accattivanti, diffondendone l’esempio, disumanizzando le vittime e desensibilizzando gli autori, normalizzando condotte violente e abusanti». Una boom di devianza che Eurispes racconta come trasversale perché interessa anche i contesti apparentemente meno problematici. Motivo per cui Fara parla «devianza borghese» che si esprime con vandalismo, bullismo e comportamenti autodistruttivi. Dall’altro lato del range c’è quella che vede protagonisti gli stranieri, spesso cresciuti in contesti di marginalità, il cui ruolo nella devianza giovanile cresce negli ultimi anni. Ben 80.827 i giovani stranieri segnalati nel 2025, quasi quanto gli italiani che nello stesso anno sono stati 89.249. Una «parità» di presenza sulla scena criminale restituita anche dalla maggioranza dei soggetti interpellati dal rapporto visto che il 42% descrive le bande giovanili come formate da ragazzi italiani e stranieri insieme, a indicare una visione del fenomeno in quanto realtà eterogenea e mista. Peccato che il peso specifico degli stranieri, in proporzione, sia ben maggiore visto che sono il 10% della popolazione. E questo forse, è l’unico aspetto non ancora ben «percepito».
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In Puglia deliberati 129 milioni di euro a supporto di 560 operazioni. Intervista a Vittorio de Pedys, presidente di Simest, Regina Corradini D'Arienzo, amministratore delegato di Simest e Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri.