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2022-01-02
Cuciniamo insieme: gli gnocchi della Befana
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Avevamo pensato di indossare i costumi di Orsino e Olivia abbandonando le nostre consuete parannanze perché questa ricetta è pensata per la Dodicesima notte. Dovremmo leggerla e raccontarla a mo’ di fiaba ai nostri ragazzi per far sentire loro il fascino della più magica delle notti: quella dell’Epifania. William Shakespeare scrivendo il suo capolavoro prese spunto da una commedia senese Gli ingannati e proprio in quelle terre è radicata la leggenda della Befana che forse niente altro è che la personificazione di Feronia, la dea etrusca dei boschi e del coltivo. Tutto si compie la dodicesima notte dal Natale perché pare che la Befana al passare dei Magi fosse troppo impegnata a fare le pulizie – da qui la scopa - e ai Re che le chiedevano la strada non rispose. Ma ne attese il ritorno fino alla dodicesima notte quando la vecchietta si mise in volo per cercarli. Distribuisce doni perché è la Natura stanca che prima di andare a riposare nel cuore dell’inverno offre tutto di sé e si rigenera nel nuovo anno. Anche la Befana a suo modo è un’epifania, una rivelazione della rinascita. L’Epifania cristiana ha origine remotissima. Parte nel secondo secolo da una convinzione dei basilidiani che ritenevano che Gesù si fosse rivelato non il giorno della nascita (il Natale forse perché troppo simile al Sol invictus,), ma il giorno del battesimo, nella dodicesima notte appunto. Ci ha messo almeno tre secoli l’Epifania a radicarsi nella Chiesa di Roma, ma oggi è un giorno specialissimo, è il giorno appunto in cui il Cristo, testimoni i Magi, si rivela: da qui i regali, da qui la sorpresa. Noi abbiamo pensato una ricetta che contiene appunto una sorpresa: abbiamo fatto piccoli scrigni copiando quelli di Melchiorre, Gaspare e Baldassare che custodiscono gioie!
Ingredienti - 800 grammi di patate a pasta bianca meglio se stagionate, 250 grammi di farina 00, 50 grammi di semola o di farina di mais, un uovo, 100 grammi di prosciutto cotto in un’unica fetta, 100 grammi di Taleggio, 100 grammi di Raschera, 80 grammi di burro di primo affioramento, 50 grammi di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiati, 4 foglie di salvia, sale, pepe, noce moscata q.b.
Procedimento - Mettete a lessare le patate in acqua con la buccia. Nel frattempo riducete a dadini piccoli i formaggi e il prosciutto cotto. Una volta lessate passate le patate allo schiacciapatate (vedrete che si sbucciano da sole) unitevi due terzi della farina e cominciate a lavorare; appena la massa si è intiepidita aggiungete l’uovo. Impastate bene in modo che la massa sia compatta. Se serve mentre impastate aggiungete altra farina. Ora fate degli sfilatini con l’impasto, tagliateli a pezzi di circa un centimetro e mezzo e farciteli con un dadino di prosciutto cotto e due di formaggio. Chiudeteli a mo’ di polpetta ottenendo delle sferette perché compatterete le polpette facendole roteare tra i palmi delle mani. Disponete su di un tagliare o un vassoio la semola o la farina di mais e adagiate le sferette di patate o se preferite gli gnocconi sul piatto. Ora mettete a bollire dell’acqua leggermente salata e lessate gli gnocconi. Saranno pronti in pochi minuti, quando ritornano in superficie. Nel frattempo che gli gnocconi cuociono preparate il condimento. In un pentolino fate fondere il burro con le foglie di salvia e aggiungete noce moscata, pepe e un po’ di sale. Fate diventare il burro color nocciola. Ora condite con questo gli gnocconi finendo con abbondante formaggio grattugiato. Sarà di gran gusto aprirli e assaporare il loro “cuore” filante!
Come far divertire i bambini - Date loro il compito di farcire e chiudere gli gnocconi. Vedrete come saranno disciplinati nel fare le palline di patate!
Abbinamento - Noi abbiamo optato per un rosato dei Colli Orientali del Friuli a base di Merlot e Pinot Noir. Voi potete accompagnare questo piatto con qualsiasi rosato, anche o soprattutto spumante.
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Per il pranzo dell'Epifania abbiamo pensato a una ricetta che contiene una sorpresa: abbiamo fatto piccoli scrigni copiando quelli di Melchiorre, Gaspare e Baldassare che custodiscono gioie! Avevamo pensato di indossare i costumi di Orsino e Olivia abbandonando le nostre consuete parannanze perché questa ricetta è pensata per la Dodicesima notte. Dovremmo leggerla e raccontarla a mo’ di fiaba ai nostri ragazzi per far sentire loro il fascino della più magica delle notti: quella dell’Epifania. William Shakespeare scrivendo il suo capolavoro prese spunto da una commedia senese Gli ingannati e proprio in quelle terre è radicata la leggenda della Befana che forse niente altro è che la personificazione di Feronia, la dea etrusca dei boschi e del coltivo. Tutto si compie la dodicesima notte dal Natale perché pare che la Befana al passare dei Magi fosse troppo impegnata a fare le pulizie – da qui la scopa - e ai Re che le chiedevano la strada non rispose. Ma ne attese il ritorno fino alla dodicesima notte quando la vecchietta si mise in volo per cercarli. Distribuisce doni perché è la Natura stanca che prima di andare a riposare nel cuore dell’inverno offre tutto di sé e si rigenera nel nuovo anno. Anche la Befana a suo modo è un’epifania, una rivelazione della rinascita. L’Epifania cristiana ha origine remotissima. Parte nel secondo secolo da una convinzione dei basilidiani che ritenevano che Gesù si fosse rivelato non il giorno della nascita (il Natale forse perché troppo simile al Sol invictus,), ma il giorno del battesimo, nella dodicesima notte appunto. Ci ha messo almeno tre secoli l’Epifania a radicarsi nella Chiesa di Roma, ma oggi è un giorno specialissimo, è il giorno appunto in cui il Cristo, testimoni i Magi, si rivela: da qui i regali, da qui la sorpresa. Noi abbiamo pensato una ricetta che contiene appunto una sorpresa: abbiamo fatto piccoli scrigni copiando quelli di Melchiorre, Gaspare e Baldassare che custodiscono gioie! Ingredienti - 800 grammi di patate a pasta bianca meglio se stagionate, 250 grammi di farina 00, 50 grammi di semola o di farina di mais, un uovo, 100 grammi di prosciutto cotto in un’unica fetta, 100 grammi di Taleggio, 100 grammi di Raschera, 80 grammi di burro di primo affioramento, 50 grammi di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiati, 4 foglie di salvia, sale, pepe, noce moscata q.b. Procedimento - Mettete a lessare le patate in acqua con la buccia. Nel frattempo riducete a dadini piccoli i formaggi e il prosciutto cotto. Una volta lessate passate le patate allo schiacciapatate (vedrete che si sbucciano da sole) unitevi due terzi della farina e cominciate a lavorare; appena la massa si è intiepidita aggiungete l’uovo. Impastate bene in modo che la massa sia compatta. Se serve mentre impastate aggiungete altra farina. Ora fate degli sfilatini con l’impasto, tagliateli a pezzi di circa un centimetro e mezzo e farciteli con un dadino di prosciutto cotto e due di formaggio. Chiudeteli a mo’ di polpetta ottenendo delle sferette perché compatterete le polpette facendole roteare tra i palmi delle mani. Disponete su di un tagliare o un vassoio la semola o la farina di mais e adagiate le sferette di patate o se preferite gli gnocconi sul piatto. Ora mettete a bollire dell’acqua leggermente salata e lessate gli gnocconi. Saranno pronti in pochi minuti, quando ritornano in superficie. Nel frattempo che gli gnocconi cuociono preparate il condimento. In un pentolino fate fondere il burro con le foglie di salvia e aggiungete noce moscata, pepe e un po’ di sale. Fate diventare il burro color nocciola. Ora condite con questo gli gnocconi finendo con abbondante formaggio grattugiato. Sarà di gran gusto aprirli e assaporare il loro “cuore” filante! Come far divertire i bambini - Date loro il compito di farcire e chiudere gli gnocconi. Vedrete come saranno disciplinati nel fare le palline di patate! Abbinamento - Noi abbiamo optato per un rosato dei Colli Orientali del Friuli a base di Merlot e Pinot Noir. Voi potete accompagnare questo piatto con qualsiasi rosato, anche o soprattutto spumante.
Federico Vecchioni (Ansa)
History Law & Economics dalla Lumsa, la Libera Università Maria Santissima Assunta. Il conferimento, approvato dal dipartimento di giurisprudenza, economia e comunicazione dell’ateneo - con successiva delibera del Senato Accademico - si deve al fatto che la figura professionale di Vecchioni rappresenta «un punto di riferimento di rilievo nel panorama dell’economia agroalimentare italiana e mediterranea, per la capacità di coniugare visione strategica, innovazione tecnologica e attenzione ai profili di sostenibilità economica, sociale e ambientale».
La cerimonia è stata introdotta dal professor Gabriele Carapezza Figlia, coordinatore del collegio dei docenti del dottorato di ricerca in Mediterranean Studies e la laudatio è stata curata dal professor Giovanni Battista Dagnino, ordinario di economia e gestione delle imprese. A conferire titolo e proclamazione, il professor Francesco Bonini, rettore dell’ateneo. Alla cerimonia è seguita la lectio magistralis di Vecchioni. «Ricevere questo dottorato honoris causa dalla Libera Università Maria Santissima Assunta», le parole pronunciate da Vecchioni, «rappresenta per me un grande onore e una grande responsabilità. Ho sempre creduto nel valore del dialogo tra impresa, istituzioni e mondo accademico come leva per generare sviluppo duraturo. Il Mediterraneo non è soltanto uno spazio geografico, ma un orizzonte culturale ed economico strategico, nel quale l’Italia può e deve esercitare un ruolo da protagonista attraverso innovazione, sostenibilità e cooperazione internazionale». «In quest’ottica», ha proseguito quindi il presidente di Bonifiche Ferraresi, «si inseriscono le iniziative internazionali portate avanti da Bf con l’obiettivo di creare la più importante riserva agricolo alimentare del Mediterraneo».
A completamento delle formalità si pone poi il discorso del rettore della Lumsa, professor Bonini, che ha voluto rimarcare l’importanza del conferimento accademico: «Il dottorato in Mediterranean Studies, basato nel nostro dipartimento di Palermo, traguarda anche l’importante investimento che l’Università Lumsa ha aperto con l’istituzione del nostro University Africa Center. Il conferimento del dottorato a una personalità come quella di Federico Vecchioni vuole essere esemplare per i nostri studenti e studentesse, e per un impegno di ricerca, sviluppo e collaborazione con le realtà vive della società che qualifica l’università e ne conferma l’ispirazione e l’impegno per il bene comune nella grande prospettiva globale».
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Mentre l’Italia tenta una timida risalita (+7,6% a marzo, con 185.367 immatricolazioni), il resto del continente (+1,7%) resta frenato da condizioni finanziarie restrittive: tassi elevati che la Bce fatica a ridurre, complice uno choc petrolifero che alimenta un’inflazione ancora persistente e comprime i redditi reali. In questo contesto, la domanda effettiva si contrae e il pricing power si deteriora.
La realtà è che l’ideologia politica in Europa ha preteso di ignorare le leggi della domanda: le aziende «vulnerabili», quelle che hanno puntato tutto su una transizione elettrica forzata, si ritrovano oggi con piazzali pieni e margini a picco. Parallelamente, la Cina ha cambiato ruolo: da mercato di sbocco a concorrente diretto e aggressivo. Marchi come Byd e Leapmotor registrano crescite a tre o quattro cifre anche in Italia, segnalando un vantaggio competitivo costruito su costi, integrazione verticale e velocità di esecuzione.
Il nesso per il portafoglio del risparmiatore è brutale. I dati appena pubblicati dal Gruppo Volkswagen per il primo trimestre 2026 confermano che il «mal di Cina» è diventato cronico e forse irreversibile. Le consegne globali sono calate del 4% (2,05 milioni di unità), ma è il tracollo delle elettriche a far tremare Wolfsburg: un pesantissimo -64% in Cina e -80% negli Stati Uniti. La tenuta europea (+12%) non basta a compensare la fine degli incentivi e l’inasprimento dei dazi americani.
Come osserva Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf: «Volkswagen sta vivendo il suo momento più buio: il mercato cinese, che un tempo garantiva profitti certi, oggi rigetta i modelli tedeschi. Il rischio per chi ha il titolo in portafoglio è di restare intrappolati in un gigante che fatica a ruotare la sua enorme stazza verso ciò che il cliente vuole davvero: auto accessibili, concrete e con motorizzazioni affidabili».
In questo scenario, Stellantis affronta una transizione manageriale critica. Il nuovo numero uno, Antonio Filosa, è chiamato a ricostruire un gruppo segnato dalla precedente gestione di Carlos Tavares, lodata per il cost-cutting ma accusata di aver compresso investimenti e qualità. «Filosa sta tentando di rimettere in carreggiata un’auto che rischiava il deragliamento», osserva l’analista e consulente finanziario indipendente. «Ha ereditato una struttura dove l’ossessione per il bilancio a breve termine ha logorato la qualità e la fiducia della rete».
La delusione più fragorosa arriva però da Porsche. Nel primo trimestre 2026 le vendite globali sono scese del 15%, con un crollo in Cina da 68.000 unità nel primo trimestre 2022 a meno di 7.800. L’utile netto è crollato del 91,4% (da 3,6 miliardi nel 2024 a 310 milioni nel 2025), mentre il fatturato si è contratto a circa 36,3 miliardi.
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Francesco Lollobrigida (Ansa)
Coldiretti la definisce «una svolta», in quanto difende un patrimonio che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop economy la sua espressione più avanzata. «Questa legge giaceva nei cassetti da oltre dieci anni e nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento», ha spiegato Lollobrigida, sottolineando che introduce due nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, «affinché siano un vero deterrente. Inoltre, istituzionalizza la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo». La legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera per fornire informazioni quanto più esaustive possibili al consumatore anche al fine di tutelare la salute.
Di conseguenza, vengono inseriti nel Codice penale due reati: la «frode alimentare» per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuini o che provengono da luoghi diversi rispetto a quelli indicati (prevista la reclusione da 2 mesi a 1 anno), e il «commercio di alimenti con segni mendaci» per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti (reclusione da 3 a 18 mesi). È inserita l’aggravante di agropirateria, quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa, l’aggravante «quantità e biologico» (se i prodotti sono commercializzati come biologici ma non lo sono). In questi tre casi le pene sono aumentate. La legge prevede per questi reati anche la confisca obbligatoria di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati.
L’autorità giudiziaria avrà l’obbligo di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati.
È prevista la protezione delle Indicazioni geografiche, attività che secondo l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all’estero. Previste sanzioni più dure per il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta.
La legge vieta poi l’utilizzo del termine «latte» e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta (per esempio il latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). A dimostrazione della necessità di una legge con questi contenuti, Coldiretti cita l’ultimo Rapporto elaborato insieme a Eurispes e Fondazione osservatorio agromafie, secondo il quale il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia è salito a 25,2 miliardi, praticamente raddoppiato nel giro dell’ultimo decennio.
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Ecco #DimmiLaVerità del 16 aprile 2026. La deputata della Lega Rebecca Frassini illustra i contenuti della manifestazione di sabato 18 a Milano.