«Meloni al Quirinale converrebbe anche alla sinistra»
Il presidente della Dc Gianfranco Rotondi: «Un politico di parte può essere un ottimo presidente. Ma occhio a far partire la corsa con troppo anticipo».
Il presidente della Dc Gianfranco Rotondi: «Un politico di parte può essere un ottimo presidente. Ma occhio a far partire la corsa con troppo anticipo».
Dopo le dimissioni di Bignami, Maurizio Belpietro attacca sulle spese della gestione Covid: «Spesi troppi soldi dei contribuenti, Conte sia audito».
Slitta a metà luglio l’esame alla Camera della legge elettorale. Roberto Vannacci provoca: «Se cresciamo, Giorgia Meloni rinuncia a cambiarla». La Lega intanto rilancia la lotta federalista.
Altro che Quirinale super partes. Re Sergio, sulla scia di Napolitano, si è circondato di consiglieri approdati al Pd dopo trascorsi democristiani. Compreso l’intoccabile Garofani, l’uomo che auspicava lo «scossone».
Senza comunisti o cattocomunisti al Quirinale, ci saremmo risparmiati ribaltoni (Berlusconi), ammucchiate (Monti, Draghi), guerre (Balcani, Libia), invasioni di immigrati, green pass e dpcm. Mentre magistratura e Ue non avrebbero un potere immenso.
Il premier annuncia che un presidente della Repubblica di destra non è più tabù. Nella maggioranza già girano alcuni nomi. Ma il campo largo è pronto a tutto pur di vedere salire l’ennesimo candidato al Colle.
Meloni: «Si può cambiare e avere un presidente della Repubblica non di centrosinistra, una notizia terribile per l’establishment». Futuro nazionale manda segnali d’apertura alla maggioranza mentre ai vertici di Fdi si cerca una cintura di sicurezza con Calenda.
Nel libro di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello la storia di 80 anni di Repubblica. Con una Carta nata per avere governi poco stabili, il sistema cerca un Principe. Lo trova prima nei partiti. Poi, dopo Mani Pulite, si sposta sul Colle.
Il commissario Ue rema contro il suo Paese definendo ridicola la richiesta di flessibilità sulle regole di bilancio. E demolisce anche l’attuazione del Pnrr.
Il presidente: «Ingrediente fondamentale della democrazia». Che però era stata chiaramente sospesa negli anni passati. David Quammen: «Non abbiamo imparato nulla dal Covid». Infatti comandano sempre gli stessi...
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