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Re Sergio scopre la libertà e frena il governo

Re Sergio scopre la libertà e frena il governo
Sergio Mattarella (Ansa)
Al presidente, che per il «Corriere» è un «raffinato giurista» con la Carta nel cuore, non vanno giù le misure di Giorgia Meloni contro le violenze di piazza. Eppure gli stessi principi li ha lasciati calpestare durante la pandemia, con green pass e repressione.

A quanto pare Sergio Mattarella è preoccupato. Per la guerriglia scatenata da bande di manifestanti violenti a Torino? Per la decisione della magistratura di scarcerare alcuni dei partecipanti agli scontri? Oppure per il mancato accoglimento da parte dell’opposizione dell’offerta di varare insieme misure che assicurino agli italiani di non essere ostaggio di rapinatori, spacciatori e stupratori? Niente di tutto questo. A impensierire il capo dello Stato è il decreto Sicurezza che il governo si appresta a varare.

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Gad Lerner, l’antipatico arguto capo delle Brigate Rolex
Gad Lerner (Ansa)
Cronista rigoroso e intelligente, non si è mai pentito della militanza in Lotta Continua. Polemico e tagliente, primo della classe, è da sempre un mago nel sapersi riposizionare tra televisione e giornali, cantandosela e suonandosela con invidiabile aplomb.

Cognome e nome: Lerner Gad. Beirut, 7 dicembre 1954. «Sono un ebreo fortunato. Ero un bambino che divorava libri, un po’ rachitico e molto emotivo», e fin qui...

«Un italiano che ha vissuto da apolide per metà della sua vita», e fin qui...

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Gli anarchici volevano far esplodere Roma
(Ansa)
I due sovversivi morti stavano confezionando una bomba difficilmente trasportabile in un casolare al parco degli Acquedotti. A un solo chilometro c’è un centro della Polizia di Stato, forse il target da colpire. I compagni: «La vendetta sarà terribile».

Potrebbero arrivare dalla natura dell’ordigno che stavano costruendo le prime risposte sul tipo di azione che gli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti a Roma nella notte tra giovedì e venerdì nel crollo del Casale Sellaretto, all’interno del parco degli Acquedotti, intendevano mettere in atto.

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Tech e assistenza non stanno insieme
(iStock)
Per cogliere i vantaggi della rivoluzione digitale è necessario passare da un welfare redistributivo a un sistema di formazione cognitiva. Servono più investimenti privati.

La Commissione europea ha raccomandato all’Italia di aumentare del 5% la percentuale di produzione manifatturiera - con tendenza declinante come in altre nazioni europee - nel mix di settori che generano ricchezza nazionale. In uno studio simile che ho condotto due anni fa su richiesta di attori finanziari privati emerse un numero simile (7%), ma in un modello sistemico che valutava l’impatto sia selettivo sia propulsivo della rivoluzione tecnologica in atto nei tre settori dell’economia: agricoltura (primario), industriale (secondario) e dei servizi (terziario).

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Tutti in fuga dal socialismo europeo
Andreas Stoch (Getty Images)
In Inghilterra i laburisti perdono in un collegio «blindato» dove vincevano da decenni. Sprofondo anche in Germania alle Regionali. Manca un progetto radicato nel presente.

Le elezioni, seppur parziali, tenutesi qualche settimana fa in due importanti Paesi come l’Inghilterra e la Germania hanno inviato un messaggio univoco. Nel Regno Unito il Partito laburista ha perso nel collegio di Gorton e Denton, alla periferia di Manchester, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, dove vinceva da decenni.

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