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Il meccanismo del Pnrr espone l’Italia a un’incognita miliardaria: i fidi trentennali necessitano di continui rifinanziamenti, quindi conosciamo i tassi iniziali ma non quelli finali. Tant’è che in alcuni documenti troviamo la dicitura «da determinarsi».

Nei giorni in cui il Btp Valore si avvia a raccogliere in scioltezza 15 miliardi tra i piccoli risparmiatori, salta ancor più agli occhi la spesa per interessi per i 99 miliardi (che saliranno a 123 entro fine anno) di prestiti per il Pnrr. Qualche giorno fa vi avevamo prudenzialmente parlato di 60 miliardi, ma applicando in modo certosino i tassi di raccolta sostenuti dalla Ue per le singole rate, il contatore è salito a circa 66,4 miliardi, spalmati tra agosto 2021, quando è stata incassata la rata di anticipo, e 2057, quando terminerà il rimborso delle ultime due rate che probabilmente incasseremo nel 2026. La seconda cattiva notizia è che quei 66 miliardi raccolti dalla Ue e girati all’Italia, hanno una scadenza media di 11 anni, ma il prestito erogato all’Italia ha una scadenza di 30 anni e quindi è esposto a variazioni dei tassi al variare dei tassi fissati dalla Bce. E lo scenario più probabile potrebbe essere un aumento.

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I 15 Stati membri che sforeranno il Patto di stabilità per investire nella Difesa rappresentano il 21% dei redditi Ue. Impegnando l’1,5% del Pil per 4 anni, arriverebbero a poco più di un terzo della cifra sognata da von der Leyen. Che perciò studia nuove tasse.
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«Kiev fa i compiti»: lode da Bruxelles
Marta Kos (Ansa)
Frase choc del commissario all’Allargamento, alla prese coi dubbi ungheresi sull’inclusione nell’Unione della nazione invasa. Che lei sprona a «combattere».
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La finta svolta dell’Ue. Von der Leyen bacia la pantofola a Macron
Ursula von der Leyen e Emmanuel Macron (Ansa)
La tedesca, che oggi presenta la «bussola della competitività», ieri è corsa all’Eliseo. Come sempre, decidono Parigi e Berlino.
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«La Von der Leyen è responsabile di una cultura anti trasparenza»
Emily O'Reilly (Getty Images)
L’ombudsman Ue uscente Emily O'Reilly, confermando anni di inchieste, attacca la Commissione per l’ostruzionismo verso le sue indagini: «Atteggiamento che viene da presidente e gabinetto». Critiche pure ad altri organi comunitari.
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